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Alimentare confezionato in GDO verso la normalità dopo un 2020 fuori scala

A marzo le vendite di alimentare confezionato nella distribuzione organizzata fanno segnare una battuta d’arresto. Che però non incide in modo particolare sul buon andamento da inizio anno.  

01, Jun 2021

È quanto emerge dalle ultime rilevazioni di IRI per TUTTOFOOD 2021: rispetto allo stesso mese del 2020 quasi tutte le categorie merceologiche registrano numeri in rosso, che variano dal -1,2% della Drogheria al -21% della Pasta. Due le eccezioni: il +10,3% messo a segno dai Fuori Pasto Dolci (con vendite per 195 milioni di euro) e l’eclatante +459% dei Prodotti da Ricorrenza, per un valore del venduto pari a 263 milioni.

 Più che di un vero passo indietro, si tratta di un assestamento rispetto ai dati anomali fatti registrare l’anno scorso in pieno lockdown “duro” da prima ondata. I dati da inizio 2021 infatti restano pressoché tutti in territorio positivo. L’alimentare confezionato nel suo insieme segna un +3,7 rispetto al 2020 e il valore delle vendite si conferma superiore ai 13 miliardi (13.192 milioni di euro). Le Ricorrenze eccellono anche nella trimestrale (+134,7%; 372 milioni di euro) mentre gli incrementi delle altre merceologie sono contenuti a una cifra. Bene soprattutto i Precotti (+5,1%; 67 milioni), i Fuori Pasto Dolci (+4,8%; 547 milioni) e i Gelati (+4,2%; 91 milioni), questi ultimi in leggera crescita anche a marzo (+1,1%; 47 milioni: più della metà dell’intera spesa trimestrale).

Si comportano bene anche Carne Confezionata (+3,4; 248 milioni) e Pasta Fresca (+3,4%; 217 milioni). Ancora in standby invece il Beverage, che risente dei ritardi nella riapertura del fuoricasa: a febbraio il Canale Grossisti Bevande registrava un -44,9% sullo stesso mese del 2020 (vendite in valore a 119 milioni di euro), comunque in lento miglioramento rispetto al -56,3% da inizio anno (vendite per 191 milioni).

Fonte: TUTTOFOOD - tuttofood.it


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