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Cibus 2021: SI-PUÒ-FARE!!!!!

of Borghi G.


Avete letto il titolo di questo mio breve commento scritto al termine di Cibus 2021? Bene, ora vi chiedo di rifarlo, però con l’intonazione e, possibilmente, la medesima espressione di GENE WILDER alias Doctor Frederick Frankenstein (che potete ammirare in foto ma, soprattutto, nel film leggendario diretto da MEL BROOKS nel 1974). L’incredulità, lo stupore e l’eccitazione che si leggono nel volto dell’attore sono infatti gli stessi che ho visto negli occhi degli operatori e dei professionisti del settore agroalimentare all’ingresso della XX edizione del Salone Inter-nazionale dell’Alimentazione di Parma. Me compresa.

Una cosa del tipo, Ma sta succedendo davvero? Lo stiamo facendo davvero? Davvero davvero?
Partecipare di nuovo e finalmente in presenza ad una fiera così importante, di richiamo inter-nazionale, dopo più di un anno e mezzo di lontananza forzata, è stato un po’ come affrontare un primo giorno di scuola troppo a lungo rimandato. Un primo giorno che, tra annullamenti improvvisi e inaspettati e molteplici cambi di data, non sembrava dovesse quasi più arrivare. E invece… Invece tutto ha funzionato e ha funzionato molto molto bene.
Vaccinati o tamponati, sorridenti sotto le mascherine, gli attori del comparto food hanno riempito via via che le ore passavano i padiglioni di Fiere di Parma. Il comunicato stampa finale parla di 40.000 operatori, 2.000 dei quali da fuori confine. Meno del solito, certo — anche se non è assolutamente possibile fare paragoni con le edizioni pre-pandemia (il cosiddetto mondo prima) — ma comunque molti di più di quelli che gli stessi organizzatori, ne sono certa, si attendevano.
Ricordiamo che il comparto fieristico è tra quelli che più di altri ha pagato e sofferto le chiusure imposte dal contenimento dell’emergenza sanitaria da Covid. L’online, fortunatamente, ha consentito, da subito o quasi, lo svolgimento di molti eventi in totale sicurezza, ognuno a casa propria, nel proprio ufficio.
Il successo del modello phygital del Cibus Forum svoltosi a settembre 2020, con una parte di operatori in presenza e una parte in streaming, ha successivamente posto le basi per un cambio di direzione, un passo sulla via del ritorno alla normalità. Normalità che ad oggi è ancora quella di una presenza “vigile”, con limitazioni e raccomandazioni, ma comunque di presenza fisica si tratta.

Come scrisse ARISTOTELE, “L’uomo è un animale sociale”, cioè tende per sua natura ad aggregarsi con altri individui, ad entrare in contatto con l’altro, che rimane una parte fondamentale della costruzione dell’identità di ognuno di noi.

Ripartiamo più sociali e meno social insomma. Dal vivo. Cibus è vivo, evviva Cibus!

Gaia Borghi



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