it en
Risultati
La carne nel mondo

Mondo - Europa

of Redazione


Europa
Il Sottogruppo sull’etichettatura relativa al benessere degli animali della Piattaforma per il benessere degli animali (EU Platform on Animal Welfare) della Commissione ha pubblicato le principali conclusioni della propria relazione, raccomandando l’istituzione di una etichettatura volontaria a livello dell’UE basata su un sistema multilivello abbastanza flessibile tale da integrare le iniziative esistenti e riflettere la diversità dell’allevamento zootecnico nell’UE. La proposta della Piattaforma presenta una visione pragmatica che mira ad incorporare il maggior numero degli allevatori e degli attori all’interno della filiera. La Commissione riconosce inoltre che esistono già molte iniziative negli Stati Membri e che comunque queste ultime non dovrebbero essere compromesse dal sistema.
Il benessere degli animali è una questione complessa che può essere affrontata in modi diversi attraverso l’etichettatura: avere la capacità di lavorare con diverse visioni rafforzerebbe qualsiasi futuro schema europeo.
Secondo il Copa-Cogeca — “voce” degli agricoltori e delle cooperative agricole dell’UE — invece, quando si inizia a parlare della struttura specifica dell’etichetta le cose si complicano. Ecco perché è essenziale, se la Commissione vuole creare un’etichetta popolare, riconosciuta dai consumatori e sostenuta dalla comunità zootecnica, che gli allevatori siano consultati in tutte le fasi della creazione e dell’attuazione dell’etichettatura stessa. Il futuro sistema deve essere basato su metriche oggettive e non soggettive o emotive. Tali obiettivi devono essere basati su evidenze scientifiche e agronomiche, essere misurabili e facilmente applicabili per l’intera filiera agroalimentare.
Né va dimenticato che i produttori dell’UE applicano già alcuni dei più elevati standard di produzione animale a livello mondiale e in molti Stati Membri gli allevatori stanno già andando oltre i requisiti legislativi. Gli sforzi aggiuntivi dovrebbero essere quindi adeguatamente valutati avendo ben chiari il futuro sistema di etichettatura, in che modalità questo sarà riconosciuto dal resto della filiera alimentare e i suoi riflessi sul commercio estero (fonti: copa-cogeca.eu, 3tre3.it; photo © Argus – stock.adobe.com).


Mondo
L’indice FAO dei prezzi della carne è stato in media di 109,6 punti a giugno, 2,2 punti in più (2,1%) rispetto al valore rivisto per maggio, continuando con incrementi per il nono mese consecutivo e aumentando l’indice del 15,6% rispetto a giugno dello scorso anno, sebbene ancora dell’8% al di sotto del picco raggiunto nell’agosto 2014.
A giugno 2021 i prezzi di tutti i tipi di carne rappresentati nell’indice sono aumentati, sostenuti principalmente dalla forte domanda e quindi dalle importazioni di alcuni paesi dell’Asia orientale, che hanno compensato il rallentamento degli acquisti di carne — suina in particolare — da parte della Cina. Anche l’aumentata carenza di forniture per l’export (come le basse scorte di carne di pollame negli Stati Uniti o le limitate forniture di animali da macello in Brasile e Oceania) ha sostenuto i prezzi di tutti i prodotti a base di carne, oltre ad una certa ripresa delle vendite nel settore della ristorazione nei principali Paesi esportatori (fonti: FAO, 3tre3.it).



Visit our Eshop

To subscribe to a Magazine or buy a copy of a Yearbook