it en
Risultati
Benessere animale

BePork, certificazione di qualità belga

of Villa R.


Lo scopo dichiarato del progetto, creato dall’associazione interprofessionale belga BelPork con sede a Bruxelles, è di migliorare la qualità e la trasparenza della filiera suinicola nazionale con benefici sia per gli attori della stessa sia per i consumatori, secondo la nota filosofia “dalla stalla alla tavola”.

Il regolamento dello standard
Un dettagliato regolamento1 descrive gli impegni minimi che i soggetti aderenti al progetto devono sottoscrivere: tutti i partecipanti approvati devono essere iscritti in una apposita banca dati informatica (TRACY) liberamente consultabile dai soggetti registrati. I trasportatori devono avere una sede in Belgio ed essere certificati BePork o possedere una certificazione equivalente come QS (Quality Scheme for Food) oltre ad esibire documenti legali come l’autorizzazione provinciale all’esercizio del trasporto su strada e il certificato di competenza degli autisti impiegati nell’attività.
Enti ispettivi riconosciuti dal sistema possono essere incaricati di verificare il rispetto del manuale qualità e del regolamento presso i singoli aderenti allo schema di filiera, le non conformità rilevate devono essere risolte entro un mese per macelli e laboratori di sezionamento, entro tre mesi per allevamenti e compagnie di trasporto. La certificazione ha durata annuale per macelli e laboratori di sezionamento, triennale per allevamenti e compagnie di trasporto; per la prima categoria è possibile che ogni tre anni un audit avvenga nella forma non annunciata, tipicamente negli ultimi quattro mesi di validità del certificato annuale.
Il mutuo riconoscimento con lo standard tedesco QS consente agli allevatori belgi aderenti di inviare suini a macelli situati in Germania e certificati secondo quello schema, così come ai macelli e sezionamenti belgi di esportare mezzene e tagli verso destinazioni tedesche.

Il Manuale della Qualità: dalla eco-sostenibilità dei mangimi al benessere animale
Il Manuale della Qualità1 include tutti i requisiti che devono essere rispettati dai soggetti aderenti alla certificazione di prodotto. I mangimi immessi nella filiera devono avere una certificazione FCA2 (Food Chain Alliance) o equivalente, in particolare la soia ed altri alimenti importati devono essere certificati come ecologicamente sostenibili attraverso specifiche certificazioni come CRS3, RTRS4, SFAP5, ISCC Plus6, Pro Terra7. È inoltre vietato l’uso di farine di pesce per i suini di peso superiore ai 40 kg.
A livello di allevamento se il sistema di ventilazione è completamente automatico è necessario testare almeno due volte l’anno che l’allarme in caso di emergenza sia pienamente funzionante, la luce deve essere disponibile per almeno otto ore al giorno con una intensità luminosa minima di 40 lux. Ogni anno ciascun allevamento dovrà redigere in collaborazione con il proprio veterinario un piano sanitario che riguardi tutti gli aspetti concernenti la salute degli animali, in particolare dovrà essere giustificato l’uso eccessivo di antibiotici. Sono consentiti il taglio dei denti e la castrazione solo in caso di necessità e secondo modalità che limitino al massimo la sofferenza dei suinetti.
I suini grassi dovranno permanere per almeno tre mesi prima della macellazione nel medesimo allevamento; tuttavia, se l’invio all’abbattimento avviene dopo i sei mesi di vita tale periodo si estende a quattro mesi, mentre all’opposto, se il trasporto al macello si verifica prima che i capi abbiano raggiunto i sei mesi di vita ed abbiano un peso inferiore agli 80 kg, essi devono essere rimasti sin dalla nascita nello stesso allevamento; è d’obbligo il digiuno nelle dodici ore antecedenti il carico.
In caso di rottura di un ago durante un trattamento farmacologico, il suino deve essere identificato in modo inequivoco e tenuto da parte durante la macellazione, gli aghi devono essere in materiali rilevabili al metal detector. Presso il macello i dati di ogni partita devono essere conservati per almeno un anno dopo la data di consegna e devono comprendere come minimo: il numero dei capi, peso delle carcasse a caldo, informazioni sul contenuto dello stomaco, lesioni pneumologiche, pleuriti, malattie epatiche, numero delle carcasse, dei tagli o dei suini respinti con la motivazione del rigetto.
Devono sempre essere garantiti il benessere animale e la completa tracciabilità durante la sosta pre-abbattimento, il rispetto del digiuno viene sottoposto al controllo del contenuto dello stomaco in almeno il 10% dei capi per ogni partita. Entro le 24 ore la temperatura della carcassa, misurata al centro della coscia, deve essere inferiore ai 7 °C.

I numeri della filiera certificata
Attualmente sono registrati presso la piattaforma digitale TRACY oltre 3.300 allevatori, 101 imprese di trasporto, 10 macelli e 27 laboratori di sezionamento delle carcasse; l’obiettivo della associazione BelPork è quello di estendere ulteriormente la filiera e di fare di BePork un marchio riconosciuto a livello nazionale e ambiziosamente anche destinato all’esportazione nei paesi comunitari.


Roberto Villa






Note

1 Scaricabile in lingua francese o inglese dalla apposita sezione del sito www.belpork.be/fr/bepork-documenten
2 feedchainalliance.com
3 www.certifiedsoya.com/crs/
4 responsiblesoy.org
5 www.sustainableassurance.com
6 www.iscc-system.org/wp-content/uploads/2021/08/ISCC-PLUS_V3.3_31082021.pdf
7 www.proterrafoundation.org



Visit our Eshop

To subscribe to a Magazine or buy a copy of a Yearbook