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Poltrand, il puledro andorrano

of Lagorio R.


Un proverbio cinese dice “Tutto ciò che cammina, nuota o vola va in padella”. Cibarsi è un atto culturale tanto che in Giappone mangiano balene, in Colombia tartarughe e in Australia canguri. La carne equina è sempre stata consumata senza troppe remore sin da tempi antichi, ma c’è un Paese in Europa dove si può dire sia (stato) il piatto nazionale. Nel Principato d’Andorra si è sempre mangiato carne di cavallo ma a metà Novecento il consumo è calato sino ad azzerarsi. Col nuovo millennio qualcosa è cambiato e dal 2000 Silvia Cava, dopo alcuni decenni in cui questo alimento era stato accantonato, ha rinverdito le antiche abitudini. La Cava ha infatti fondato il marchio Poltrand, che nasce all’interno di Cal Fijat, una tenuta che ha sede a Llorts, nella parrocchia di Ordino, fondata nel 1618. In questi secoli di storia si è occupata di crescere anche tabacco, una delle attività agricole più fiorenti di Andorra. «L’allevamento ha interessato pecore, muli, vacche e cavalle. Ma dal 2000 ci siamo concentrati sulle cavalle allevate sulle nostre montagne per la vendita di puledri. Le cavalle da carne d’Andorra provengono da incroci di animali locali con semi di Bretoni e Percheron».
Per anni la carne di puledro è stata esportata in Spagna poiché il consumo di questa carne era praticamente inesistente nel Principato. «Oggi i puledri sono richiesti da Francia e Italia, ma il nostro obiettivo è al momento consolidare il mercato nazionale. I compratori sono disposti a pagarci anche 600 euro a puledro, che è una cifra davvero attraente. Sappiamo che qualche puledro venduto in Spagna è stato poi dirottato nel vostro Paese» dice ammiccando. Niente male se si pensa che le vendite all’estero di Andorra rappresentano solo poco più del 4% del PIL, una percentuale molto bassa che relega il Paese pirenaico al 178 posto sui 191 di cui esistono statistiche.
«Il potenziamento del consumo interno dovrebbe stabilizzarsi nel volgere di qualche anno. Successivamente non escludiamo di esportare di nuovo piccole quantità di puledri. Il desiderio è valorizzare l’attività agricola e di allevamento per garantire la sostenibilità e conservare la produzione naturale nonché la tradizione familiare di allevamento». Secondo la Cava, «La grande quantità di ferro che contiene, il poco grasso e la presenza di Omega-3 sarebbero argomenti sufficienti per superare i pregiudizi».
Da qualche anno nel Principato il mercato della carne di cavallo ha una crescita a due cifre e Silvia Cava ha coinvolto nella società suo marito, Oscar Corna. I due, coadiuvati dai familiari e qualche dipendente, trovano infatti terreno fertile tra gli sportivi e i consumatori di tutte le età grazie a nuove maniere di interpretare la carne di puledro. «Si può fare di tutto: dagli hamburger agli spiedini e alla fiorentina. Inoltre dal punto di vista nutrizionale è ancora migliore della carne di vitello» spiegano.
Raccontano che in Andorra il consumo è di circa un puledro a settimana, tra macellerie e vendite dirette, anche via rete. La nascita dei puledri è per lo più stagionale. Vengono alla luce in primavera e al settimo mese inizia il periodo di ingrasso, che dura circa 3 mesi.
Una delle immagini più emblematiche del Principato sono proprio i cavalli liberi nella neve nella valle di Inclés, un paradiso ovattato a 2000 metri di altitudine, a garanzia di un’ottima qualità di carne. Nel pieno dell’inverno le cavalle sono riportate a Llorts e alimentate con erba, se non c’è troppa neve, oppure con fieno raccolto in proprio. In questo periodo si procede con le monte così che a primavera nasceranno i puledri. Al momento del parto Cava e i suoi collaboratori devono essere presenti: ciò giustifica la presenza delle cavalle nei dintorni di Llorts in questo periodo, anche per assicurare un’alimentazione corretta che consentirà di allattare i piccoli. Trascorse le settimane di primavera, i cavalli sono trasferiti in montagna, secondo le modalità di una transumanza verticale che dura da secoli.
All’inizio d’autunno, con la prima neve, i puledri vengono allontanati dalle madri e si inizia a commercializzarne la carne. «La nascita ravvicinata dei puledri è un problema di non poco conto, visto che dobbiamo scaglionare in un anno intero l’offerta», spiega Cava. Così vengono variate le scorribande dei cavalli nei boschi in base al momento in cui serviranno per il mercato.
Di solito la macellazione viene fatta in un giorno della settimana prestabilito e, una volta preparata la carne, esiste una distribuzione immediata di modo che il prodotto arrivi il più fresco possibile nelle case dei consumatori. Ciò avviene anche on-line: si possono fare ordini sul sito poltrand.ad. «Anche numerosi ristoranti si approvvigionano con la nostra carne di puledro e con la pandemia le persone hanno ricevuto direttamente a casa le confezioni di carne prenotata». Una novità assoluta per il Principato.


Riccardo Lagorio

Casa Fijat Poltrand
Llorts (Ordino)
Principato d’Andorra
Telefono: +376 347928 – 692992
E-mail:
info@poltrand.ad
Web:
poltrand.ad



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