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Speciale UNICEB

Le filiere zootecniche, vera risorsa di sostenibilità

of Benedetti E.


Sostenibilità, filiera, carni da laboratorio. E ancora, export, mercato e comunicazione. Questi e tanti altri i temi su cui si è discusso nel corso dell’assemblea generale di UNICEB, quest’anno alla sua 53a edizione. Svoltasi a Roma lo scorso primo dicembre, all’interno di un’affollatissima sala del Grand Hotel Palace, e finalmente in presenza dopo due anni di pandemia, l’assemblea ha confermato Carlo Siciliani, titolare della Siciliani Spa, alla presidenza dell’organizzazione che, in campo nazionale, comunitario ed internazionale, cura e tutela gli interessi della filiera delle carni, dall’allevamento del bestiame sino alla trasformazione e commercializzazione delle carni e dei prodotti.

Siciliani: aggregare il comparto per riportare la carne al centro

L’assemblea è stata aperta dall’intervento del presidente, che ha espresso soddisfazione per questa riconferma che darà nuova energia per proseguire il lavoro indirizzato nel passato biennio. L’obiettivo? Ricercare sinergie per compattare il settore al fine di far confluire in un fronte unico il messaggio, ovvero quello di portare la carne ad essere centrale nel mondo agroalimentare. «Ci siamo interrogati su quali possano essere le chiavi di sviluppo del settore per rafforzare questo andamento, facendo nostre anche le aspettative sulle quali si stanno concentrando i consumatori: credo che tutto sia racchiuso nel termine Filiera» ha sottolineato Carlo Siciliani. «Solo lavorando in modo aggregato riusciremo a raggiungere quegli obiettivi di transizione ecologica, di valorizzazione del prodotto carne, di giusta distribuzione del valore aggiunto, di investimenti per produrre di più e meglio aumentando costantemente la qualità del prodotto già così alta». Il presidente UNICEB ha quindi ricordato il successo dello strumento Contratti di Filiera del PNRR e la presentazione come UNICEB di progetti di investimento per oltre 200 milioni di euro nelle filiere delle carni bovine e suine.

Fossato: sicurezza energetica, difesa delle produzioni nazionali, meat sounding, carne sintetica ed export
La parola è passata al segretario generale Clara Fossato, che ha illustrato i punti programmatici imprescindibili per UNICEB per la tutela del comparto che verranno presentati al Governo. Vediamo brevemente i vari punti trattati:
Sicurezza energetica: Occorre mantenere ed incrementare i fondi per permettere la transizione facilitando l’accesso da parte delle aziende; serve un iter autorizzativo semplificato che permetta alle aziende di mettere in atto gli investimenti; occorre lavorare al mantenimento di un sistema di garanzie (crediti di imposta per attenuare i fortissimi aumenti dei costi energetici, oltre alla cumulabilità delle misure incentivanti e il lavoro per rendere strutturali gli sgravi sulle accise dei carburanti);
difesa delle nostre produzioni di qualità. Come? Non certo attraverso un sistema di colori a semaforo ma con un sistema corretto di informazione al consumatore;
Meat sounding: Varare in tempi strettissimi una norma nazionale che impedisca a prodotti vegan o vegetariani di utilizzare le denominazioni di vendita impiegate abitualmente per la carne e per i suoi prodotti (es. burger, polpette, würstel, ecc…);
Carne sintetica: «Quella che vuole essere la nuova frontiera della sostenibilità, rischiamo si traduca nella omologazione di una dieta unica per l’intero pianeta, il cui processo di produzione al momento non solo risulta oscuro ma probabilmente molto più impattante sull’ambiente di quel che vogliono farci credere. Ci preoccupano molto le ingenti somme che anche l’UE ha stanziato per la ricerca in materia di carne sintetica, perché questo potrebbe essere il preludio ad un imminente avvio di autorizzazione al consumo»;
Export: Clara Fossato ha ricordato che il cibo e le produzioni italiane potrebbero portare il nostro Paese a raggiungere nel 2022 la cifra record di 60 miliardi di euro di esportazioni, rendendo l’export un asset strategico per la ricchezza delle nostre aziende. Per questo occorre aumentare la capacità di penetrazione sui mercati mondiali, incrementando il lavoro progettuale e le competenze interne e abbattendo barriere non tariffarie che ancora oggi limitano fortemente l’accesso ai mercati esteri. «La carne e i prodotti a base di carne necessitano di iter più complessi per l’accesso ai mercati dei Paesi Terzi rispetto ad altri prodotti. Suggeriamo che il nuovo Comitato interministeriale per il made in Italy nel mondo si faccia carico di queste questioni, con anche l’inserimento del Ministero della Salute all’interno del comitato stesso»;
Campagne di promozione e comunicazione: «L’impegno più importante il Governo lo deve assumere sulla corretta “narrazione” del prodotto, senza la quale il rischio che si corre realmente è che si fermino gli investimenti nel comparto».

Pantini: la filiera italiana delle carni tra competitività, scenari evolutivi e paradossi
Denis Pantini, responsabile del settore Agroalimentare di Nomisma, ha illustrato i dati relativi al settore italiano delle carni, evidenziandone i valori socio-economici di primaria importanza per il sistema agroalimentare nazionale. Valori che — ricordiamolo — generano ricchezza e occupazione per le comunità locali, portando quindi sostenibilità sociale ed economica al Paese. Ma anche di sostenibilità ambientale si deve parlare in zootecnia. E in quali termini? «Oltre ai percorsi virtuosi intrapresi dalla filiera verso la riduzione degli antimicrobici, dello sviluppo dell’allevamento biologico e della produzione di biogas con il recupero dei reflui, non dimentichiamo come l’allevamento svolga un ruolo fondamentale nel mantenere il contenuto di carbonio e la fertilità del suolo».

La tavola rotonda moderata da Mario Benedetto
Ha fatto seguito una tavola rotonda su “Le filiere zootecniche vera risorsa di sostenibilità”, moderata dal giornalista de Il Tempo Mario Benedetto, che ha visto la partecipazione dell’on.le Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, del dott. Andrea Ripa di Meana, amministratore unico di GSE Spa – Gestore dei Servizi Energetici, del prof. Paolo De Castro, europarlamentare, e del dott. Francesco Saverio Abate, Capo Dipartimento della Qualità Agroalimentare del Ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF).
Marcello Gemmato: «Siete una categoria forte e strutturata che dà certezza e sicurezza ai consumatori» ha detto il sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, ribadendo che il suo Ministero è al fianco degli operatori della filiera delle carni;
Andrea Ripa di Meana: «Perché GSE a questa assemblea? Perché quello energetico è un tema di opportunità per il comparto delle carni»;
Francesco Saverio Abate: il Capo Dipartimento del MASAF ha messo in evidenza il contributo centrale della zootecnia al PNRR sul tema del fotovoltaico (con la presentazione di oltre 9.000 domande). «Il mondo dell’agricoltura è verde per definizione!» ha sottolineato forte e chiaro Abate. «La carne sintetica vuole dare l’agricoltura in mano a pochi, mentre invece il mondo agricolo è di tutti ed è un patrimonio di ricchezza e sostenibilità per il nostro Paese e per la nostra cultura». Abate ha inoltre sottolineato il successo dei contratti di filiera (con 318 progetti presentati per un totale di 5 miliardi di euro, che hanno coinvolto ben 6.000 aziende);
Paolo De Castro: sempre molto atteso dagli associati di UNICEB, l’intervento di De Castro ha fatto luce sui lavori in sede europea a Bruxelles. «Non c’è nell’agenda della Commissione alcuna proposta di legislazione in arrivo per il Nutriscore, mentre sul fronte della carne da laboratorio c’è una forte pressione esercitata dalle ONG ambientaliste e animaliste e l’assegnazione di risorse da parte della Commissione europea di fondi per la ricerca scientifica sul prodotto meat lab».
Il tema della carne sintetica a livello europeo c’è e su questo fronte potrebbero esserci novità. E allora, che fare? Abate non ha dubbi: «bisogna narrare la filiera». In che modo? «Dobbiamo tenere alta la qualità italiana e raggiungere i consumatori comunicando la bontà di questo settore».


Elena Benedetti



In foto, sotto: il presidente UNICEB Carlo Siciliani nel corso del discorso di benvenuto alla 53a assemblea generale. A destra, Clara Fossato, segretario generale UNICEB, ha illustrato i punti programmatici che vanno dalla sicurezza energetica alla difesa delle nostre produzioni di qualità, al meat sounding, al tema della carne sintetica, fi no all’export e alla comunicazione.



La nuova squadra di governo per il prossimo triennio

La nuova squadra di governo di UNICEB votata in occasione della 53a assemblea generale è così composta:
Giulio Balestrero, Agroeuropa Spa;
Alberto Bellegotti, Giuseppe Citterio Spa;
Vittore Beretta, Salumificio F.lli Beretta Spa;
Anna De Dominicis, Cesare Fiorucci Spa;
Eliana Fiori, Roda Spa;
Fulvio Fortunati, In.Con.Tra. Srl;
Giuseppe Faccia, Faccia F.lli Srl;
Lorenzo Levoni, Alcar Uno Spa;
Valentina Olivieri, Olivieri Spa;
Matteo Pilotto, Zooveneta Srl;
Raffaele Pilotto, Centro Carni Company Spa;
Floriano Pizzolo, Agrifap Srl;
Francesco Ruffini, Ruf Carni Spa;
Ugo Sassi, Sassi Spa;
Fabrizio Rusconi, Bolton Food Spa;
Gianluca Vercelli, Allevamenti Due V SS;
Carlo Vicentini, Vicentini Carni Spa;
Tiziana Vigna, Az. Agr. Zootecnica Annonese.





Sostenibilità, filiera, carni da laboratorio, export, mercato e comunicazione: questi i temi su cui si è discusso nel corso della 53a assemblea UNICEB, organizzazione che in campo nazionale, comunitario ed internazionale cura e tutela gli interessi della filiera delle carni, dall’allevamento alla trasformazione/commercializzazione di carne e suoi prodotti



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