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Fiere Zootecniche Internazionali a Cremona, il successo della 77ª edizione

of Redazione


C’è stata grande soddisfazione da parte degli organizzatori per l’edizione 2022 di Fiere Zootecniche Internazionali svoltasi a Cremona a inizio dicembre (1-3 dicembre 2022). Un’edizione che ha registrato una crescita del 40%: 400 aziende, 130 allevamenti da 8 Paesi, 10.000 euro donati in beneficenza alla Fondazione Centro San Raffaele, Occhi Azzurri Onlus e al Progetto Ottavo Senso. Questi i numeri dell’edizione 2022, la numero 77, alla quale si sono aggiunti oltre 70 appuntamenti tra convegni, seminari, focus scientifici per fare il punto del settore zootecnico nell’unico contesto fieristico internazionale specializzato in Italia sulla zootecnia ad alta redditività.
«L’Asta Internazionale, guidata dal banditore tedesco Nici Nosbisch, ha attratto e coinvolto persone da tutto il mondo — ha detto Roberto Biloni, presidente di CremonaFiere — sia in presenza che in streaming con la possibilità di acquistare lotti in tempo reale da ogni angolo del pianeta. Convivialità e networking si sono aggiunte al format fieristico in continua evoluzione per rispondere ad esigenze di innovazione e digitalizzazione anche nel nostro comparto. Un valore aggiunto rappresentato anche dall’attenzione al sociale: il ricavato della vendita di alcuni lotti infatti è stato devoluto in beneficenza, ulteriore elemento di riconoscimento di un settore sempre più vicino al consumatore e alla vita comune».
Nell’ambito della rassegna sono state attivate anche delle esperienze di divulgazione didattica dedicate agli studenti, con l’obiettivo di formare con maggiore consapevolezza i consumatori di domani, sensibilizzando i ragazzi ai temi della sostenibilità e del benessere animale e promuovendo la conoscenza sui grandi temi dell’alimentazione, della sicurezza alimentare e della valorizzazione delle produzioni del territorio. Diverse le iniziative dedicate alla formazione, che hanno visto protagonisti giovani e professionisti. Con l’evento Verso l’agricoltura del futuro si è concluso il concorso On the way to Cremona, l’iniziativa targata CremonaFiere, rivolta agli studenti delle scuole superiori ad indirizzo agrario, un contest che ha visto coinvolti più di 1.000 ragazzi provenienti da scuole agrarie di tutta Italia. Durante l’evento ampio spazio è stato dato anche alla formazione rivolta ai professionisti sui temi dell’innovazione tecnologica nella zootecnia da latte che ha riscosso un buon successo in termini di partecipazione, favorendo un positivo dibattito tra relatori e docenti.
La Targa Balestreri (un riconoscimento promosso dall’Associazione Nazionale Giovani allevatori) nell’edizione 2022 è stata conferita a Giovanni Rivolta, per aver investito nelle innovazioni riguardanti il benessere animale, per aver intrapreso la sfida di portare un cambiamento radicale all’interno dell’organizzazione aziendale. Giovanni, oggi 35enne, gestisce insieme alla mamma, da quando aveva 22 anni, l’azienda di famiglia sita tra Casalmorano e Soresina. Dopo la realizzazione dell’impianto di biogas costruito nel 2010 e la costruzione di una nuova stalla nel 2016, nel 2019 ha deciso di dare vita ad un maxi investimento incentrato sul benessere animale con lo scopo di dare più spazio, attenzione e comfort ai capi, così che gli stessi abbiano meno stress e che possano esprimersi al meglio dal punto di vista genetico. L’investimento ha portato ad un aumento della capienza animale da 400 a 700 capi e all’aumento della produzione di latte da 45.000 a 80.000 quintali.
«Questa manifestazione si rinnova tutti gli anni, trovo tante presenze, tanto entusiasmo, tanti giovani, segno che l’agricoltura è ancora un settore interessante anche per le nuove generazioni» ha dichiarato Guido Guidesi, assessore della Regione Lombardia allo Sviluppo economico. «E noi dobbiamo fare lo sforzo di tutelare le nostre tradizioni, cercando di innovare il più possibile, perché dobbiamo anticipare i tempi per continuare a vincere la competizione internazionale».
Il prossimo appuntamento a Cremona è in programma dal 30 novembre al 2 dicembre 2023.


>> Link: fierezootecnichecr.it



Ovinicoltura, una filiera da quasi un miliardo di euro

Per quanto venga spesso considerato marginale, il settore ovicaprino riveste un ruolo strategico per l’economia zootecnica del nostro Paese. L’intera filiera vale quasi un miliardo di euro annui tra produzione di latte e carni, con un totale di 135.000 allevamenti e circa 7,4 milioni di capi. «Riconoscendo il valore del settore e con l’intenzione di sostenerlo, quest’anno abbiamo deciso di introdurre il tema dell’ovinicoltura con gli Stati Generali dell’ovinicoltura italiana all’interno delle Fiere Zootecniche Internazionali. Ritenevamo importante completare l’offerta della fiera zootecnica» ha commentato Roberto Piloni. Agli Stati Generali dell’ovinicoltura italiana hanno preso parte Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura; Riccardo Crotti, presidente della Libera di Cremona; Angela Saba, presidentessa della FNP Allevamenti Ovicaprini di Confagricoltura; Gianni Maoddi, presidente Consorzio di Tutela Pecorino Romano DOP; Carlo Santarelli, presidente del Consorzio Pecorino Toscano DOP; Marcello Mele, Università Pisa Dipartimento Alimentazione Agricoltura e Ambiente; il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna; Gennaro Giliberti, dirigente Agricoltura Regione Toscana; gli imprenditori Tiziano Iulianella e Dino Cartoni. Moderatore è stato Vincenzo Lenucci, direttore Politiche di Sviluppo Economico, Confagricoltura nazionale. «Purtroppo anche il settore ovicaprino sta vivendo una difficile congiuntura a causa dell’aumento dei costi di produzione e delle quotazioni insoddisfacenti — ha spiegato Angela Saba — che, sebbene in aumento, non consentono di coprire i maggiori costi, soprattutto a causa dei rincari per mangimistica ed energia. Una manifestazione come la Fiera di Cremona rappresenta il luogo ideale per meglio far conoscere il valore di questo settore in aree dove ad oggi ancora rimane poco sviluppato e per promuovere scambi di conoscenza e partenariati che possono rafforzare il comparto». L’Italia ha un ruolo determinante nella produzione ovicaprina a livello europeo: il nostro Paese è al primo posto per produzione di formaggi a base di latte di pecora, al terzo per la produzione di latte ovino dietro Grecia e Spagna e al settimo posto per la produzione di cani ovicaprine. A livello nazionale, la metà dei capi allevati oggi sono in Sardegna e lì si concentra quasi la metà del valore della produzione di carne e latte; il resto del patrimonio ovicaprino e della relativa produzione è localizzato tra Sicilia, Toscana e Lazio ed in misura minore Calabria, Basilicata e poi nel resto d’Italia.


Lollobrigida, MASAF: «Non ci arrendiamo all’idea che venga cancellato
il nostro modello sostituendolo con carne prodotta in laboratorio»


È stato il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, tra gli altri, a tagliare il nastro della 77a edizione delle Fiere Zootecniche Internazionali. «Grazie al presidente di CremonaFiere Roberto Biloni — ha dichiarato il ministro — e a questa splendida fiera che è una delle realtà più importanti nel settore, che ospita tanti eventi centrali e che ha la capacità di ripensarsi e riorganizzarsi nonostante gli effetti della pandemia e della guerra russo-ucraina. Il mondo imprenditoriale ha dovuto riflettere e ha aperto gli occhi sulla necessità di fare considerazioni nuove, le aziende gestite da giovani sono aziende che producono di più e meglio, in cui la sostenibilità ambientale, il benessere animale, la capacità imprenditoriale e la crescita di produttività danno un riscontro economico e risultati significativi».
Sui prossimi impegni del Governo: «Siamo vicini ad una manovra finanziaria che paga una contrazione economica generale e crisi post pandemiche importanti e in questo settore anche l’aggressione della Russia all’Ucraina. Noi abbiamo fatto la scelta giusta a sostegno del popolo ucraino e in difesa della libertà ma paghiamo un’assenza di strategia basata sul pensiero che alcune produzioni o l’approvvigionamento delle materie prime per la produzione di mangime, ad esempio, potessero essere superflue, e oggi ne paghiamo le conseguenze. Bisogna investire sulla ricerca e sulle imprese e salvaguardare in questo bilancio tutti gli investimenti. Abbiamo stanziato un miliardo a garanzia degli interventi pro tempore per investire su sostegno, sviluppo di nuove tecnologie che permettono di avere un’economia sostenibile, per l’ambiente e per il benessere animale. 225 milioni per l’innovazione e altri 100 milioni per la sovranità alimentare, che rappresenta la capacità di riconoscere ad un popolo il diritto di scegliere cosa e come produrre e di scegliere cosa mangiare».
Infine un commento sulla carne sintetica: «Noi subiamo anche l’aggressione del cibo prodotto in laboratorio, ma non ci arrendiamo all’idea che venga cancellato il nostro modello sostituendolo con carne prodotta in laboratorio. “Bistecca” nel suo significato italiano indica la parte di un bue e se non c’è il bue non c’è la bistecca, c’è chimica, che io spero non arrivi mai sulle tavole dei nostri figli».
«Siamo di fronte ad una fiera storica che vuole guardare al futuro» ha dichiarato Roberto Biloni. «Il suo valore culturale, economico e sociale oggi rappresenta un patrimonio per il comparto zootecnico italiano rappresentato a livello internazionale in questa sede. Diamo voce agli allevatori e promuoviamo interessi del settore per farci da portavoce delle necessità e dei problemi che vanno superati insieme, in rete, facendo squadra».


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