Due trilioni e mezzo di dollari. È il valore del mercato alimentare Halal globale nel 2024, con un tasso di crescita superiore al 10% annuo. Eppure, per molte aziende italiane del settore carni, si tratta ancora di un’opportunità inesplorata. HQC Italia, presente sul territorio nazionale dal 2020-2021 e oggi tra i principali operatori della certificazione Halal in Italia, accompagna i produttori italiani verso mercati che richiedono quella garanzia di qualità, tracciabilità e conformità che solo una certificazione accreditata può offrire.
Un fenomeno globale: i numeri del mercato Halal
Halal, in arabo, significa semplicemente “lecito”, “permesso”. Nel contesto alimentare, identifica ciò che è conforme ai precetti islamici: assenza di carne suina e suoi derivati, assenza di alcol, corretta procedura di macellazione con invocazione del nome di Dio, assenza di contaminazioni con sostanze vietate. Ma la certificazione Halal è oggi molto di più: è un sistema integrato di controllo della qualità di filiera che copre ingredienti, processi produttivi, stoccaggio, trasporto ed etichettatura. La dimensione del fenomeno non lascia margini di indifferenza. Nel 2024 il valore complessivo del mercato alimentare Halal globale ha superato i 2,64 trilioni di dollari, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) superiore al 10,5% previsto fino al 2037, quando potrebbe raggiungere i 9,67 trilioni di dollari (Research Nester, 2025). La domanda è trainata da una base di 1,9 miliardi di consumatori musulmani — quasi un quarto dell’umanità — con una curva demografica che porterà i credenti dell’Islam a quasi tre miliardi entro il 2060 (Pew Research Centre). L’elemento forse più sorprendente per chi ancora considera l’Halal un mercato di nicchia etnica: in Francia e nel Regno Unito, il 36% degli acquirenti di prodotti certificati Halal non è musulmano. La certificazione viene sempre più percepita come sinonimo di igiene, tracciabilità e qualità della produzione, valori trasversali che attraggono una platea ben più ampia di quella strettamente religiosa.
Europa e Italia in piena espansione
L’Europa ospita oltre 53,7 milioni di musulmani, con una spesa alimentare che nel 2025 vale circa 93 miliardi di dollari e che, secondo le proiezioni di Mordor Intelligence, raggiungerà i 135 miliardi entro il 2030 (+7,8% CAGR). La Francia guida il mercato continentale con quasi il 19% della quota europea, seguita da Germania, Paesi Bassi e Regno Unito. L’Italia, con una comunità musulmana che supera i 2 milioni di persone, rappresenta un mercato interno in forte crescita, ancora largamente insoddisfatto sul lato dell’offerta certificata. Il quadro italiano presenta luci e ombre. Da un lato, alcune grandi aziende hanno compreso per tempo il valore strategico della certificazione: Gruppo Cremonini, F.lli Beretta, Siciliani spa, Barilla Group, Gruppo Colussi e Illy Caffè sono nomi che già operano nel segmento con linee certificate Halal. Dall’altro lato, la stragrande maggioranza delle PMI del settore carni — il cuore pulsante dell’industria trasformativa italiana — non ha ancora intrapreso questo percorso, spesso per mancanza di informazione o per diffidenza verso un mercato che appare complesso. Che si tratti di aprire un nuovo mercato di export, rispondere alla domanda della GDO italiana o di dotarsi di uno strumento di qualità riconosciuto in 57 Paesi, la certificazione HQC rappresenta un investimento con ritorni misurabili. HQC Italia, forte dell’esperienza quarantennale del Gruppo di appartenenza, dei riconoscimenti internazionali e della capacità di accompagnare concretamente le aziende sul territorio, è il partner ideale per questo percorso. Il futuro dell’export alimentare italiano passa anche dalla certificazione Halal: un’opportunità da cogliere oggi, per crescere domani.
HQC Italia: dal 2020 tra i protagonisti della certificazione Halal
HQC Italia — Halal Quality Control Italia — è operativa in Italia dal 2020-2021. In pochi anni, grazie alla solidità del marchio internazionale HQC e alla competenza del team locale, la branch italiana si è affermata come uno dei principali operatori nazionali nella certificazione Halal, accompagnando aziende di ogni dimensione — dalle grandi industrie alle PMI del territorio — in un percorso di apertura verso i mercati internazionali. La crescita rapida di HQC Italia non è casuale: è il risultato di un approccio che unisce il rigore tecnico e il peso dei riconoscimenti internazionali del Gruppo HQC alla vicinanza concreta alle aziende italiane, con personale presente sul territorio, comunicazione in italiano e comprensione delle specificità della filiera agroalimentare nazionale. Il portafoglio clienti di HQC Italia abbraccia l’intera filiera: salumifici, macellerie industriali, trasformatori di carne bovina e avicola, produttori di ingredienti e additivi, aziende olearie, dolciarie, ittiche e della ristorazione collettiva. Tra le realtà certificate figurano nomi di primo piano come Gruppo Cremonini, F.lli Beretta, Siciliani spa, Barilla Group, Gruppo Colussi e Illy Caffè, a testimonianza di una fiducia che le maggiori industrie alimentari italiane hanno scelto di riporre in HQC Italia.
La carne al centro: un settore strategico per l’Italia
Il settore carni è storicamente il nucleo della certificazione Halal. La corretta macellazione rituale — con l’animale rivolto verso La Mecca, invocazione del nome di Dio, recisione delle vene giugulari con lama affilata — è il requisito fondante attorno a cui si è costruito l’intero edificio normativo Halal. Oggi, i prodotti a base di carne e pollame rappresentano il 52% del volume totale del mercato alimentare Halal globale e la domanda cresce in modo sostenuto su tutti i continenti. Per le aziende italiane della filiera — macelli, trasformatori, salumifici specializzati in carne bovina e avicola — la certificazione Halal è uno strumento di accesso diretto a mercati altrimenti inaccessibili. «Il mercato Halal ha vissuto un’accelerazione netta nel periodo post Covid» spiega Anis Youssef, manager di Halal Quality Control Italia. «Le aziende italiane guardano con interesse crescente a mercati con un potenziale d’acquisto rilevante come Qatar, Dubai, Arabia Saudita, Kuwait e Giordania. Ma il vero potenziale resta il mercato europeo e quello nazionale, dove i prodotti Halal sono richiesti da una popolazione in costante crescita. L’esportazione, in questo senso, è anche un indicatore di sana gestione d’impresa e di una visione orientata alla crescita: diversificare gli incoming aiuta le aziende a essere più resilienti, soprattutto di fronte a situazioni di crisi come quelle che stiamo attraversando. Stiamo assistendo ad una mutazione reale del mercato Halal: Paesi come Indonesia, Malesia e Arabia Saudita hanno inserito questo settore nelle proprie visioni e progetti nazionali di sviluppo. In Indonesia, ad esempio, dal 17 ottobre 2026 l’obbligo di certificazione si estenderà anche a cosmetici e prodotti farmaceutici, categorie dalla composizione complessa in cui possono comparire derivati animali: per esportare in quel mercato, la certificazione Halal diventerà indispensabile. Come HQC Italia, grazie ai nostri accreditamenti e riconoscimenti internazionali, accompagniamo le aziende in questo percorso, dalla fase di analisi fino all’arrivo della merce nei mercati di destinazione». Eppure la necessità si fa sempre più concreta. La certificazione Halal è già oggi un obbligo doganale per le importazioni in molti Paesi: per i prodotti avicoli, in almeno 30 nazioni è semplicemente impossibile esportare senza un certificato valido. La stessa situazione si va delineando per le carni bovine e i salumi senza suino, con una domanda crescente dall’area MENA (Medio Oriente e Nord Africa) e dal Sud-Est asiatico.
Halal è uno strumento di accesso diretto a mercati altrimenti inaccessibili.
L’Indonesia, con i suoi 227 milioni di musulmani e l’obbligo di certificazione sulle importazioni alimentari in vigore dal 17 ottobre 2026, è solo il caso più eclatante. Ma la stessa logica vale per il Golfo Persico, l’Arabia Saudita, il Marocco, l’Algeria, la Turchia, il Pakistan. Non si tratta solo di export. Il mercato interno italiano vale già oggi cifre significative: con oltre 2 milioni di consumatori musulmani residenti in Italia — tra i più giovani e a più alta crescita demografica della popolazione — la Grande Distribuzione Organizzata si sta attrezzando per rispondere a questa domanda. Le aziende che avranno anticipato questa transizione avranno un vantaggio competitivo non trascurabile.
Halal Quality Control Italia
Viale Giorgio Ribotta 11 – 00144 Roma
Telefono: 338 9652911
E-mail: italia@halalqualitycontrol.com
Web: hqcitalia.com
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I settori certificati da HQC Italia
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Come funziona il percorso di certificazione Halal con HQC Italia? Il percorso di certificazione HQC Italia è progettato per integrarsi con i sistemi di qualità e gestione già in uso — ISO 9001, ISO 22000, HACCP — senza stravolgerli. Le fasi principali sono:
• Ogni certificato HQC identifica con precisione i prodotti approvati, le date di validità e l’ambito di certificazione. Il QR-Code incorporato consente a chiunque — importatori, autorità doganali, consumatori finali — di verificare in tempo reale la validità del certificato sui portali ufficiali. In caso di sospensione o revoca, il codice viene disattivato automaticamente, garantendo la massima trasparenza e affidabilità del sistema. |
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Halal certification: the two-trillion market that Italy can no longer ignore
Two and a half trillion dollars. That is the value of the global halal food market in 2024, with an annual growth rate of over 10%. Yet, for many Italian companies in the meat sector, this remains an untapped opportunity. HQC Italia — which has been operating in Italy since 2020–2021 and is now one of the leading providers of Halal certification in the country — supports Italian producers in accessing markets that require the assurance of quality, traceability and compliance that only accredited certification can offer.
A global phenomenon: the numbers behind the Halal market In Arabic, Halal simply means lawful or permitted. In food context, it identifies what complies with Islamic precepts: the absence of pork and its derivatives, the absence of alcohol, the correct slaughter procedure including the invocation of God's name, and the absence of contamination with forbidden substances. Today, however, Halal certification is much more: it is an integrated supply chain quality control system that covers ingredients, production processes, storage, transport, and labelling. The scale of this phenomenon cannot be ignored. In 2024, the total value of the global Halal food market exceeded $2.64 trillion, with a compound annual growth rate (CAGR) expected to surpass 10.5% until 2037, when it could reach $9.67 trillion (Research Nester, 2025). Demand is driven by a consumer base of 1.9 billion Muslims — nearly a quarter of humanity — with a demographic curve projected to bring the global Muslim population to nearly three billion by 2060 (Pew Research Center). Perhaps the most surprising element for those who still consider Halal an ethnic niche market is that in France and the United Kingdom, 36% of Halal-certified product buyers are not Muslim. The certification is increasingly perceived as synonymous with hygiene, traceability, and production quality universal values that attract an audience far broader than the strictly religious demographic.
Europe and Italy in full expansion Europe is home to over 53.7 million Muslims, with food expenditures worth approximately $93 billion in 2025; according to projections by Mordor Intelligence, this is set to reach $135 billion by 2030 (+7.8% CAGR). France leads the continental market with nearly 19% of the European share, followed by Germany, the Netherlands, and the United Kingdom. Italy, with a Muslim community exceeding 2 million people, represents a rapidly growing domestic market that remains largely underserved on the certified supply side. The Italian framework presents both highlights and shadows:
Yet, the necessity is becoming increasingly tangible. Halal certification is already a customs requirement for imports in many countries: for poultry products, it is simply impossible to export to at least 30 nations without a valid certificate. The same situation is emerging for beef products and pork-free cured meats, driven by rising demand from the MENA region (Middle East and North Africa) and Southeast Asia. Halal certification provides direct access to markets that would otherwise be inaccessible. Indonesia, with its 227 million Muslims and the mandatory certification requirement for food imports due to come into force on 17 October 2026, is merely the most striking example. But the same logic applies to the Persian Gulf, Saudi Arabia, Morocco, Algeria, Turkey and Pakistan. This is not just about exports. The Italian domestic market is already worth a significant amount: with over 2 million Muslim consumers living in Italy — among the youngest and fastest-growing segments of the population — large-scale retailers are gearing up to meet this demand. Companies that have anticipated this transition will have a significant competitive advantage. |
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