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I salumi nuova “bussola” per il turismo, souvenir perfetti per gustare il territorio

Dal Lard d’Arnad DOP della Valle d’Aosta al Salame S. Angelo IGP della Sicilia, l’Italia può essere percorsa da Nord a Sud seguendo l’itinerario tracciato dai salumi

09, Sep 2021

I mesi di settembre e ottobre sono ottimali per gite fuori porta o weekend alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche italiane, souvenir ideali per prolungare anche a casa il sapore unico della vacanza.

Chi sceglie le passeggiate alpine fra i paesaggi della Valtellina non potrà perdersi la Bresaola della Valtellina IGP, mentre chi predilige come scenario la meraviglia delle Dolomiti patrimonio UNESCO potrà optare per lo Speck Alto Adige IGP. Scendendo lungo lo Stivale, non può mancare una sosta in Emilia-Romagna, la regione col maggior numero di prodotti DOP e IGP d’Europa e patria di ben 14 prodotti a base di carne tutelati, fra cui il  Prosciutto di Parma DOP o la Mortadella Bologna IGP. Ancora, coloro che si recheranno in Toscana, potranno gustare e portarsi a casa come ricordo la Finocchiona IGP o il Prosciutto Toscano DOP. A chi invece si sta ancora godendo il meraviglioso mare del Conero e la ricchezza dei borghi marchigiani suggeriamo di provare il Ciauscolo IGP per poi arrivare fino in Calabria, terra del Capocollo DOP che, insieme alla Soppressata DOP ed alla Salsiccia DOP, è il salume tipico per eccellenza della regione.

Gli spunti e gli itinerari possibili sono infiniti. L’Italia detiene, infatti, il primato europeo con ben 43 prodotti a base di carne tutelati, oltre il doppio della Francia (che ne ha 20), e ben più di Germania (18) e Spagna (17) senza contare le innumerevoli specialità locali o le ricette a base di carne suina che si sono affermate nei secoli in ogni regione, con differenze che a volte variano da comune a comune, per un totale di circa 700 salumi diversi da Nord a Sud. E il numero pare essere una stima per difetto.

I salumi italiani oggi vengono preparati con metodi e sistemi che affondano le radici nel passato, conservando la tipicità. La tecnologia, infatti, non ha mai modificato il prodotto, ma ha solo migliorato i processi produttivi e la qualità delle lavorazioni. La tradizione non è stata mai tradita, anche quando l’evoluzione produttiva ha adeguato il prodotto alle necessità nutrizionali moderne. Dagli anni ’80 ad oggi, ad esempio, la composizione della dieta del maiale ha subito cambiamenti importanti, che hanno portato a riduzioni del contenuto di grassi di circa il 30%.

Fonte: www.trustyourtaste.eu


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