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#SuperbowlFood vs #SuperbowlFood as stadium food changes between the two most popular sports in the world

Ahead of the Super Bowl on 11 February in Las Vegas, Americans are preparing grills for tailgating, the popular ritual that gathers thousands of fans to eat hamburgers and hot dogs on the bonnet of their cars. No DIY in Italy: the fans' hunger is taken care of by the tailgaters

08, Feb 2024

Cosa accomuna il calcio al football americano? I due sport più popolari del mondo hanno in comune più di quanto si creda, a partire dal cibo da stadio. In vista dell’appuntamento più visto del pianeta - la LVIII edizione del Super Bowl tra i campioni dei Kansas City Chiefs e dei San Francisco 49ers - i tifosi a stelle e strisce iniziano a preparare i barbecue per la finalissima della Nfl dell’11 febbraio a Las Vegas. Se in Italia si consuma il rito del #calciomangiato, infatti, oltreoceano c’è il tailgating, l’allegra abitudine di mangiare appoggiati al cofano dell’auto prima della partita.

In Italia i paninari sui food truck, in Usa i tailgater
Il tailgating è un rituale tutto americano: si svolge nei parcheggi limitrofi alle arene, dove i tifosi si ritrovano nell’attesa che inizi il match. Un’abitudine consolidata che, in un misto di eccitazione e scaramanzia, raggruppa migliaia di persone intorno a barbecue sfrigolanti, su cui si cucinano prevalentemente hamburger e hot dog. I parcheggi si trasformano così in camping improvvisati, visibili da lontano per il fumo che si alza dalle griglie.
In Italia niente fai da te. Qui è più comune la presenza dei paninari, i veri eroi non celebrati del contesto sportivo, quelli che la partita non la guardano mai perché preparano il cibo per chi entra ed esce dallo stadio. Figure presenti un po’ in tutta Europa: cambia la farcitura, ma non il rito. Al centro e sud Europa, ad esempio, la combinazione perfetta è il panino con patatine fritte; lo è anche in Italia, dove si prediligono salsicce, salamelle, cotolette e porchetta. Secondo quanto dichiarato dai paninari di San Siro intervistati da Heinz, l’icona mondiale in tema di salse, in uno speciale progetto a loro dedicato nel mese di dicembre*, la metà dei panini venduti è con salamella, cipolla, peperoni, ketchup e maionese, mentre il 30% con porchetta, cipolla e maionese; seguono panini con würstel e piadine o focacce con salumi e hamburger.
#superbowlfood o #calciomangiato che sia, in entrambi i casi si tratta di momenti che completano l’esperienza sportiva, con un altro denominatore comune: le salse, ketchup e maionese su tutte, quell’immancabile tocco che eleva l’esperienza gustativa. E Heinz in materia ne sa qualcosa. Una gioia per il palato, che celebra una vittoria o dà il necessario conforto in caso di sconfitta. “Vada come vada, speriamo che il nostro panino strappi un sorriso” ricorda Sofia, paninara di San Siro. “La gente è 40 anni che viene da me – aggiunge il collega Mauro -. Il calcio lo vivi anche mangiando un panino qui con noi”. “Fuori dallo stadio c’è un mondo a sé, che lavora. Siamo noi” conclude Ruggiero, un altro storico paninaro.
Che si scaldino le griglie, dunque. A pochi giorni dalla finalissima all’Allegiant Stadium, famoso per il campo da gioco retrattile, gli americani preparano il barbecue-kit: carbonella, forchettone, pane, carne e salse. Uno spuntino sostanzioso, visto che il fischio d’inizio sarà alle 16:30, mezzanotte e mezza in Italia. Il Super Bowl, da sempre, va ben oltre lo sport, con le celebrità che fanno a gara per esibirsi. Quest’anno è attesa Taylor Swift, ma essendo il giorno prima a Tokyo per un concerto non è data per certa. L’inno sarà intonato dalla stella del country Reba McEntire, mentre l’esibizione di metà partita è affidata alla star dell’R&B Usher.



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