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Il gusto di camminare

Lungo “quel ramo del lago di Como”

of Simonini E.


Il caldo e l’afa dell’estate, e semmai anche la fatica di tutto questo lungo periodo, accrescono inevitabilmente il desiderio di fuga, il quale, soprattutto per noi camminatori, spesso si realizza semplicemente nella sempre meravigliosa avventura di affondare le scarpe da trekking su nuovi sentieri, in mezzo a silenziosi boschi, totalmente immersi dentro al fresco del verde e della natura incontaminata.
Per giorni caratterizzati da temperature elevate e a volte persino bollenti, quindi, ho pensato di portarvi ad esplorare un bellissimo itinerario che si sviluppa in quota, con vista sul lago di Como — nientemeno che su quel ramo di manzoniana memoria — tra le province di Lecco e Sondrio, in un tragitto denominato Sentiero del Viandante.

Ho scelto questo percorso certamente per l’incanto del lago, per gli splendidi scorci e per i panorami che restituisce il cammino, e per la magia dei piccoli e preziosi borghi che vi si incontrano. Ma, devo dirlo, ho ritenuto di condurvi su questo sentiero anche per la suggestione del nome, che fa semplicemente riferimento al viandante, cioè a colui che si identifica solo per il fatto di andare per la via, e nulla di più. Ed è una cosa che ha del miracoloso, mi sembra, soprattutto in questo momento storico, pensare che possiamo semplicemente ancora andare per via, ritrovando e riconquistando la naturalezza e la bellezza del nostro camminare nel mondo. E allora partiamo! Senza esitare, allacciamo le stringhe delle nostre scarpette e mettiamoci subito al passo.

Il Sentiero del Viandante consta di un tragitto abbastanza breve, circa 40 km, che potrete percorrere anche in poche tappe (tre o quattro), durante un fine settimana lungo, per esempio.

Il tracciato è piuttosto semplice, adatto a tutti, senza particolari difficoltà tecniche e caratterizzato da dislivelli facilmente affrontabili (l’unico tratto un poco impegnativo è quello che separa Lierna da Varenna con un dislivello di quasi 1.000 metri concentrati in una dozzina di chilometri).

L’itinerario, oltre ad essere ottimamente servito dalla ferrovia che lo interseca in più punti, permettendo così di modulare il cammino a ciascuna delle vostre esigenze, è molto ben segnalato e sempre perfettamente mantenuto durante tutto il periodo dell’anno, e si sviluppa tra le province di Lecco e Sondrio, partendo da Abbadia Lariana e arrivando a Piantedo. Esso di fatto non rappresenta un vero e proprio itinerario storico, ma piuttosto un sentiero in un qualche modo spontaneo, ricavato infatti sulla base di strade, viottoli e mulattiere, che in passato venivano quotidianamente battute da contadini e pescatori, i quali, per le loro varie attività commerciali, avevano bisogno di muoversi tra i paesi rivieraschi e le tante frazioni di montagna. Tra le meraviglie di cui potrete godere durante il vostro cammino su questo bellissimo sentiero, si segnalano, oltre alla costante visuale di strepitosi scorci lacustri, gli immensi panorami incorniciati dalle vette di Bellagio a Menaggio e dalle montagne al confine con la Svizzera, la caratteristica geologia delle rocce e la grande varietà e particolarità delle specie botaniche, il fresco dei boschi di castagno, e, ultimo ma non ultimo, i refrigeranti torrenti nei quali avrete la possibilità di ristorarvi dalla calura estiva (non dimenticate, dunque, di infilare nello zaino l’immancabile costume da bagno).
Tutto il tragitto, come avrete modo di constatare, è costantemente caratterizzato dalle inconfondibili tracce della tradizione popolare del luogo, con bellissimi casali, incantevoli cappelle, altari campestri, e piccole edicole che, tutti insieme, disseminandosi in ordine sparso tra viti ed uliveti, rendono il cammino davvero molto suggestivo.

Assolutamente consigliata, infine, anche la salita al castello medievale di Vezio, antico avamposto militare eretto dalla regina longobarda Teodolinda a difesa del lago e dei borghi circostanti, e sito proprio nel bel mezzo del Lago di Como, sul promontorio che sovrasta Varenna. Da qui potrete godere della splendida e indimenticabile visione dei dolci pendii, dei poggi, dei campi e dei boschi che letteralmente abbracciano lago e montagne.
E così, dentro al vostro sguardo da viandante, proprio come colui che solamente e semplicemente va per via, conquisterete la piena contezza della strada già percorsa e di quella ancora da percorrere, non solo su questo bel sentiero sul lago di Como, ma anche su tutti i sentieri del mondo, che sempre aspettano di essere calpestati dai nostri passi, stretti dentro ad un paio di scarpette da trekking.


Elena Simonini



Olio Extravergine d’Oliva Laghi Lombardi DOP

L’olivicoltura lombarda ha origini antichissime, certamente di età preromana, come testimoniato da numerosi documenti storici e dal ritrovamento di resti di antichi frantoi. Si è sviluppata sulle rive dei laghi prealpini, caratterizzati da fertili suoli di origine morenica e da un clima adatto alla coltivazione di questa pianta mediterranea. Nel corso dei secoli la produzione dell’olio lombardo ha mostrato andamenti altalenanti, come nel resto della nostra Penisola. Nel Medioevo, grandi abbazie e potenti famiglie si disputarono i territori a uliveto, perché l’olio era un prodotto prezioso, impiegato nelle funzioni liturgiche e nel codice farmaceutico del tempo. Con l’avvento dell’era industriale molti uliveti vennero sostituiti da colture più resistenti alle gelate, tipiche della zona, e l’olio dei laghi lombardi divenne così un prodotto di nicchia, raro e apprezzato dagli estimatori. Solo nel 1997 ottenne dalla Comunità europea il riconoscimento DOP.
Il bacino del lago d’Iseo (in latino Sebino) e del lago di Como (in latino Lario) si trovano ad una latitudine teoricamente non adatta alla coltivazione dell’olivo; in realtà le acque dei laghi funzionano come grandi serbatoi, in grado di accumulare calore ed umidità durante il periodo estivo e di restituirla nei mesi invernali, creando un microclima straordinariamente mite nel cuore dell’Italia del nord. Questo, unito alla fertilità dei suoli di origine morenica, ha consentito lo sviluppo dell’olivicoltura.
La zona di produzione delle olive destinate alla produzione dell’Olio Extravergine d’Oliva Laghi Lombardi a indicazione geografica “Sebino” comprende 24 comuni in provincia di Brescia e 24 comuni in provincia di Bergamo, tutti in prossimità del lago d’Iseo.
La zona di produzione delle olive destinate alla produzione dell’Olio Extravergine d’Oliva dei Laghi Lombardi a indicazione geografica “Lario” comprende 33 comuni in provincia di Como e 12 comuni in provincia di Lecco, tutti i in prossimità del lago di Como.
La leggerezza e la delicatezza tipici di questi oli consentono di utilizzarli su varie pietanze: sugli antipasti, sull’ottimo pesce di lago, sul carpaccio di carne o sulla bresaola, su formaggi e verdure, come condimento delle insalate, paste e minestre e addirittura nella preparazione di alcuni dolci (photo © www.visitbergamo.net).



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