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Pastificio Il Pasteto

of Guidi G.


L’impresa ha per sua natura lo scopo di ricercare il profitto, anche se, in molti casi, imprenditori illuminati condividono ciò che realizzano e trovano un modo, attraverso l’azienda, per aiutare gli altri. Nella realtà di cui parliamo oggi, il concetto è completamente ribaltato e conferma che le attività economiche possono avere un ruolo importante in una società che va ben al di là della ricchezza che generano e del circuito finanziario che innescano. La cooperativa sociale Il Grigio dimostra che impresa può far rima non solo con solidarietà, ma anche con rinascita e riscatto sociale, senza mai dimenticare che, per reggersi nel tempo, qualunque azienda ha bisogno di far tornare i conti.
In questa realtà, nata nel 2008 per erogare servizi nel settore ambientale e della manutenzione del verde, i soci fondatori conducono infatti chi ha delle disabilità fisiche o mentali verso il mondo del lavoro, facendogli acquisire competenze ed esperienza sul campo. A qualche anno dalla sua costituzione, è divenuta operativa anche nel settore alimentare, con l’offerta di servizi di catering, banqueting e preparazione di pasti per scuole e aziende e, nel 2015, è stato avviato il pastificio.
Il Pasteto, questo il suo nome, omaggia Teto, un amico e socio fondatore della cooperativa, ma, soprattutto, richiama i luoghi in cui si coltivano prodotti e, in questo caso, progetti e sogni, perché è questo che si intende fare: attraverso la produzione di pasta si vuole dare un’occasione a persone svantaggiate il cui inserimento o reinserimento sociale risulta particolarmente arduo.
Quel piatto che la fa da padrone nelle tavole degli Italiani diventa mezzo per generare professionalità e dare un futuro a chi pensava di non averne più uno. E quell’esperienza oramai consolidata che all’inizio era poco più di una scommessa, sta dando ampie soddisfazioni, non solo sul fronte del riscatto personale per chi ci lavora, ma soprattutto in termini di risultato: la pasta de Il Grigio è apprezzata da più parti e lascia intravedere importanti prospettive di ulteriore sviluppo.
Non è solo il prodotto che viene impiegato nelle attività di ristorazione collettiva interna ed esterna gestite dalla cooperativa, ma è una vera e propria referenza di un ampio catalogo che incontra il mercato e compensa dovutamente le spese.
Il pastificio Il Pasteto è oggi un laboratorio moderno che vanta tre linee di produzione: i ravioli, la pasta fresca all’uovo e la pasta secca. Una carrellata di specialità e colori per tutti i gusti.
La pasta secca, proposta in cinque formati, la cui produzione è iniziata più recentemente, nel 2018, ha a monte una collaborazione con un produttore di semole del Cilento, che garantisce la fornitura di grani antichi.
La pasta fresca è venduta sia sfusa, con un termine di consumazione di 14 giorni, sia in confezioni chiuse in atmosfera protettiva, con una shelf-life di due mesi e in grammature adatte alle famiglie o più importanti per la ristorazione.
I ravioli rappresentano una gamma ampia e variegata, nelle forme e nei ripieni. Tra questi, l’Agnolotto alla piemontese, il Casoncellino, Il Bergamasco, il Quadrotto speck e radicchio, la Mezzaluna bresaola e noci, il Quadruccio al brasato, i Quadretti di carne per brodo, il Quadrotto al nero di seppia con salmone e gamberetti, lo Spicchio crudo e grana. Si aggiunge inoltre una linea veg, dove rientrano il Magno veg, il Quadruccio ai carciofi, la Delizia agli spinaci, il Quadrotto Il Saraceno (al grano saraceno, appunto), il Quadrotto alla zucca, il Quadruccio cacio e pepe, il Quadrotto ai funghi porcini e il Quadruccio broccoli e mandorle.
Sono diverse anche le specialità di pasta all’uovo, quali: gli Gnocchi di patate, la Foglia oro per le lasagne, le Tagliatelle, le Pappardelle, i Tagliolini, gli Spaghetti alla chitarra, i Gigli alla curcuma, la Pasta di grano saraceno per pizzoccheri.
Tutto il prodotto è reperibile nelle superette e nei GAS del circondario di Lecco, dove ha sede la cooperativa e nello spaccio aziendale. Da qualche tempo, inoltre, il pastificio opera anche a marchio di terzi e così le specialità de Il Pasteto arrivano Oltralpe.
Si poteva fare la scelta di meccanizzare ulteriormente i processi, ma la cooperativa ha lo scopo di impegnare, anche manualmente, il più possibile, i soci, nella convinzione che il lavoro con le mani, quando equilibrato, possa dare grandi risultati in termini di benessere psicologico del lavoratore. Può essere molto faticoso ma è fortemente gratificante e i risultati sono tangibili e pressoché immediati. Per questo motivo, e per una questione di qualità del prodotto, tutti i ripieni sono realizzati nel pastificio — persino le patate per gli gnocchi, vengono pelate una ad una! — non si utilizzano semilavorati e vengono impiegate quasi esclusivamente materie prime reperite nelle prossimità della cooperativa.
Anche il catalogo aziendale mostra un certo legame col territorio, con formati e ripieni che richiamano la tradizione regionale e i prodotti agricoli tipici locali. Ma è anche frutto di una certa creatività degli operatori, che spesso utilizzano le eccedenze del mercato locale, evitando così sprechi e dando vita a piatti originali e tutt’altro che scontati: un’economia circolare che, seppur in un microcosmo, genera un meccanismo virtuoso.
«La pasta, per noi, è stata una straordinaria scoperta. L’inizio molto faticoso e impegnativo ci ha fatto capire che dietro un buon prodotto c’è una grande fatica. Ci ha costretti ad investimenti costosi e percorsi formativi che non immaginavamo. Abbiamo anche avuto la disponibilità di un altro pastificio importante che, anziché vederci come concorrenti, ci ha voluto dare una mano ad introdurci in un mondo che per noi era completamente nuovo. Ma col tempo si stanno ripagando tutti gli sforzi», dichiara con orgoglio Francesco Manzoni, da sempre a capo del pastificio, che aggiunge: «la produzione di pasta ci è apparso un lavoro molto adatto agli obiettivi di rinascita professionale che ci poniamo come scopo nella cooperativa e avevamo ragione».
Ci sono spazi per crescere e fare ancora molto altro. I prossimi passi saranno sul fronte degli investimenti in marketing e promozione, senza mai perdere di vista il fatto che, oltre al rientro economico, al centro dell’impresa ci debbano essere la vita, l’individuo, l’uomo.


Guido Guidi



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