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Week-end

Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini

of Rella M.


Lungo la Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini (stradadeicollipiacentini.it) andiamo alla scoperta di eccellenze agroalimentari, salumi, formaggi, prodotti dell’orto e tavole imbandite, e di tesori d’arte e cultura fra valli e colline dalla Val Nure alla Val Chero, una terra dove la natura fa da scenario ad affascinanti manieri.
Fra questi il Castello di Gropparello (www.castellodigropparello.net) immerso nella verde Val Vezzeno, a picco su un torrente e dove si cela il mistero di Rosania, una castellana che nel ‘200 fu rinchiusa viva in un antro nella roccia sottostante dal marito Pietrone, per colpa di un amore contrastato verso un giovane condottiero avversario, Lancillotto Anguissola. Sembra che ogni tanto i lamenti, i gemiti e l’immagine di una donna minuta appaia a testimoni e visitatori (ripresa con attrezzature fotografiche particolari) che sono pubblicate sul sito web del castello.
Misteri a parte, è invece una certezza l’ospitalità della famiglia Lecci Giberti, attuali proprietari, che accolgono i turisti con visite guidate tra stanze, saloni e segreti della roccaforte duecentesca, fino al giardino delle rose e alla tavola imbandita della Taverna Medievale, qui per gustare ottimi piatti fra cui la Zucca della Regina, una zucca usata come “pentola” del suo stesso ripieno, impastato con Grana Padano Dop, uova, aglio e prezzemolo, e cotta in forno. Da questa ricetta tradizionale presero forma le vere zuppiere del ‘700.
Da Gropparello voliamo verso un altro luogo incantato, il borgo fiabesco di Grazzano Visconti, un villaggio ideale la cui storia è legata ad una blasonata famiglia milanese, i Visconti. Fu però Giuseppe Visconti di Modrone a trasformare ad inizio ‘900 le poche costruzioni rimaste attorno al castello in un borgo in stile quattrocentesco, con l’aiuto dell’architetto Alfredo Campanini. Fra le campagne e gli scorci urbanistici di Grazzano giocava da bambino il famoso regista Luchino Visconti, figlio di Giuseppe, mecenate e uomo di cultura, e Carla Erba, proveniente da una facoltosa famiglia d’industriali farmaceutici. Visitiamo il castello e i giardini, ci aggiriamo tra ponti, pozzi e piazzette; l’indomani, dopo la notte alla Locanda di Grazzano (www.locandagrazzano.it), facciamo una colazione molto originale: torte, succhi di frutta, crostate e piccole bontà dentro l’officina della Enduro Experience, la sala colazioni della locanda, fra moto d’epoca e da cross, per appassionanti tour del territorio.
Arrivati a Il Monastero (www.aziendamonastero.it), un’azienda agricola che ingloba la corte ottocentesca di un convento olivetano, ci attendono tanti prodotti biologici e da permacultura, un sistema di pratiche agricole rispettose del paesaggio e degli ecosistemi, ma anche vecchie cucine e uno spazio museale che custodisce una vasca di cottura un tempo usata per fare burro e formaggio. La struttura appartiene alla famiglia Negri dal 1932, coltivatori di ortaggi (pomodori, zucche, frumento, mais, soia, ecc…), allevatori di galline per la produzione di uova bio allevate all’aperto e a terra (max 4 galline a metro quadro) e di saporite giardiniere e curiosi burger vegetali (ottimo quello di canapa).
Profuma d’antico anche la villa settecentesca di Cantina Barattieri, ad Albarola di Vigolzone (PC), circondata da vigne di varietà internazionali e autoctone, specializzata in bianchi e rossi di territorio e di Vin Santo da uve Malvasia di Candia aromatica. Da non perdere i locali di appassimento e la Vinsanteria, che trabocca di antichi caratelli (alcuni dell’800) per la maturazione del passito (www.aziendabarattieri.com).
Merita un piccolo approfondimento il settore vino, poiché il Consorzio della Doc Colli Piacentini (www.collipiacentinidoc.it) sta rivisitando i disciplinari produttivi, dando una bella sforbiciata alle denominazioni. Al vertice della nuova piramide qualitativa troveremo la futura Docg Piacenza, «la prima per il territorio, la terza in Emilia Romagna», sottolinea il produttore Stefano Pizzamiglio, proprietario di cantina La Tosa (www.latosa.it) e responsabile nel Consorzio del progetto del nuovo Disciplinare.
«In attesa dei passaggi istituzionali contiamo di chiuderlo entro il 2024 e di presentarci in seguito al mercato con buone novità, la Docg Piacenza in tre tipologie, Bianco, Passito e Rosso — continua Pizzamiglio — e una nuova Doc che accorperebbe le tre Doc oggi esistenti, il Colli Piacentini, il Gutturnio e il bianco Ortrugo; infine, una Igt Emilia alla base della piramide».
Se da Paganuzzi e all’Antica Trattoria del Cacciatore, a San Giorgio Piacentino, ci inchiniamo davanti ai saporiti piatti della tradizione, su tutti i Pisarei e fasò, degli gnocchetti di pangrattato, acqua e farina, conditi in sugo di fagioli (www.anticatrattoriadelcacciatore.com), al Caseificio di Santa Vittoria andiamo alla scoperta del Grana Padano Dop, ottenuto dalla trasformazione del latte dei 21 soci della cooperativa, fondata 45 anni or sono. Ben 70.000 le forme prodotte in un anno, ben 210 al giorno: e la visita alla stagionatura ha il suo colpo d’occhio qui a Ciriano di Carpaneto (www.caseificiosantavittoria.it).
Tappa conclusiva di questo tour del gusto nei territori di Emilia Wine Experience (www.emiliawineexperience.it) — progetto di promozione di eccellenze enogastronomiche emiliane e delle 5 Strade dei Vini e dei Sapori — è con altre bontà del territorio: dalla coppa, pancetta, salame e il fiocco del Salumificio Giordano, a Carpaneto Piacentino (si veda l’articolo a pagina 46) e una novità locale, gli extravergini d’oliva del frantoio Gli Olivi di Giampa (www.art-works.it/bononi).
L’artefice è un manager milanese del settore bevande, Giampaolo Bononi, che anni fa decise di impiantare ulivi a 450 metri di quota, in Val Vezzeno, recuperando cultivar locali dell’800, «di cui non si conosce il nome perché il dna è custodito dall’Università di Parma» spiega, ma anche di Bianchera, una varietà istriana resistente ai venti freddi, con cui produce una monocultivar.


Massimiliano Rella


In foto, colazione dentro l’officina della Enduro Experience nella Locanda di Grazzano Visconti (PC) (photo © Massimiliano Rella)



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