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I primi vent’anni del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena

of Benedetti E.


È un freddo pomeriggio di metà gennaio. Le temperature sono rigide, perfette per quelle botti a riposo riposte nei sottotetti delle acetaie della provincia di Modena che custodiscono un prodotto che il mondo ci invidia. L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP (Consorzio Tutela ABTM) è l’espressione di un territorio, di un saper fare che parte dalla terra — dalle uve di Lambrusco, Trebbiano, Ancellotta, Sauvignon, Sgavetta, Berzemino, Occhio di Gatta, oltre a quelle dei vigneti iscritti alle DOC e comunque tutte prodotte e vendemmiate nella provincia di Modena —, dalla lavorazione del mosto all’invecchiamento in batteria, per minimo 12 anni, in quel mix climatico di freddo invernale, come oggi, e di umido, caldo, caldissimo delle estati modenesi.
Incontriamo Enrico Corsini, presidente del Consorzio di Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, che proprio in questi giorni festeggia 20 anni di attività, nell’ampia sala di imbottigliamento riservata ai produttori (e naturalmente autorizzata dal MASAF). È un presidente anomalo Corsini, con un passato di importanti incarichi nel mondo politico provinciale e agricolo e, non essendo produttore, nemmeno amatoriale, la sua presenza fin dall’inizio dell’incarico nel 2004 ha costituito una garanzia di imparzialità e disinteressata rappresentanza per tutti i produttori.

Quali sono oggi i numeri dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP?
«Attualmente siamo arrivati a quota 100.000 bottiglie, con la stima di raggiungere le 145.000 nel 2024, il che significa produrre 14.500 litri di prodotto. Non c’è dubbio, è un bel salto in avanti per i nostri consorziati» sottolinea con una punta di soddisfazione Corsini.

Quali sono gli obiettivi del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP?
«Sono sostanzialmente quattro: dalla promozione dell’immagine del prodotto alla garanzia del rispetto delle antiche tradizioni e dell’osservanza del Disciplinare di produzione, fino al sostegno ai produttori nel mantenimento dei più alti livelli qualitativi.
Per il 2024, oltre a garantire la presenza agli appuntamenti fieristici più importanti a livello internazionale, come il Fancy Food Show di New York, vogliamo potenziare la presenza della nostra DOP anche sul territorio italiano. È per esempio significativo l’exploit che ha registrato di recente il nostro Balsamico DOP in Sicilia, grazie ad uno stretto rapporto di collaborazione con chef locali che hanno elaborato piatti a base di pesce con Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. Un mix che ha ottenuto ampio consenso amplificando la conoscenza del prodotto nel mercato».

Quest’anno avete raggiunto i 20 anni di attività del Consorzio e della sua presidenza, un bel traguardo!
«Sì, decisamente. Io sono arrivato in un momento in cui c’era molta conflittualità ma forte di un’esperienza professionale di tipo politico-amministrativa e totalmente slegato al prodotto. Non sono infatti un produttore, non ho un’acetaia, nemmeno per hobby. Questa mia estraneità al prodotto, oltre alla pratica e all’esercizio maturati da assessore provinciale all’agricoltura nella mediazione e gestione delle inevitabili conflittualità che possono emergere tra produttori sul territorio, sono sicuramente stati un punto di forza. E le dirò di più, in 20 anni di Consorzio le delibere sono tutte passate sempre all’unanimità, mai a maggioranza. Segno questo della volontà di trovare sempre un punto di incontro tra i consorziati per portare benessere al settore».

Con l’Aceto Balsamico di Modena IGP avete unito le forze. In cosa consiste Terre di Balsamico?
«Nel corso del 2023 è stato costituito un vero e proprio Consorzio di secondo grado senza scopo di lucro, con personalità giuridica — e con la possibilità di svolgere attività, nonché assumere iniziative ed impegni autonomi rispetto all’azione dei singoli consorzi — per salvaguardare, diffondere e valorizzare e promuovere in modo coordinato le due produzioni DOP e IGP del comune territorio, nonché il consolidamento della reputazione e dell’immagine delle due denominazioni, simbolo dell’agroalimentare modenese ed italiano.
Obiettivi generali e strategici del progetto sono la salvaguardia, la diffusione e la valorizzazione delle due produzioni e della loro storia, cultura e tradizione, nonché la valorizzazione del territorio attraverso la creazione e lo sviluppo di una specifica connessione con il tessuto produttivo del “Balsamico”.
Un ruolo di primo piano sarà poi riservato alla ricerca scientifica e alla formazione degli operatori, in direzione di un costante miglioramento dei processi e dell’organizzazione delle produzioni e rappresenterà un supporto importante per lo sviluppo dei temi della transizione ecologica e della sostenibilità economica ed ambientale».

Quali sono gli obiettivi 2024 di Terre di Balsamico?
«I progetti sono tanti, dal potenziamento di Acetaie Aperte — l’evento che consente agli interessati di conoscere i segreti dell’aceto balsamico visitando i luoghi di produzione, NdR — nell’ultimo fine settimana di settembre, con novità e una maggiore presenza sul territorio e nella città di Modena, alla presenza in manifestazioni e fiere di settore, a livello nazionale e internazionale, tra cui Vinitaly a Verona, in collaborazione con l’Enoteca dell’Emilia-Romagna, e a New York, nel palcoscenico fieristico del Fancy Food Show, evento strategico per la promozione commerciale dell’eccellenze agroalimentari nel mercato nordamericano».
Buon lavoro!


Elena Benedetti


>> Link:
balsamicotradizionale.it



Gli obiettivi del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale
di Modena DOP


La promozione dell’immagine del prodotto
Il Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena nel 2009 ha ricevuto incarico da MIPAAF (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che rappresenta l’Italia in seno all’Unione Europea per le materie di competenza) di tutela e promozione dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Se l’Italia con le sue 831 Indicazioni Geografiche è riconosciuta come Paese unico al mondo per “eccellenze”, la DOP Aceto Balsamico Tradizionale di Modena è sicuramente il prodotto testimone di tradizioni che affondano le proprie radici nella notte dei tempi, ma anche di passioni, amore per il territorio, pazienza e saper fare dei Modenesi.

Garanzia del rispetto delle antiche tradizioni
Denominazione di Origine Protetta (DOP) significa che la filiera produttiva di questo aceto avviene assolutamente all’interno dei territori della Provincia di Modena, dalla raccolta dell’uva all’invecchiamento del prodotto; essa costituisce un patrimonio non solo produttivo ma anche culturale da conoscere ed esplorare. Il Consorzio riunisce la quasi totalità dei produttori che partecipano così, con il proprio impegno quotidiano produttivo e commerciale, alla divulgazione del prodotto e delle sue peculiarità.

Garanzia di Osservanza del disciplinare di produzione
Il Consorzio da una parte collabora con l’OdC (Organo di Controllo) che certifica tutte le fasi produttive secondo un severo piano approvato da MIPAAF; dall’altra coordina le attività di promozione e vigila sui mercati per prevenire i frequenti casi di imitazioni, dichiarazioni ingannevoli od errate e operare a vantaggio della trasparenza verso il consumatore e a difesa dei produttori che applicano correttamente le norme produttive dettate da Disciplinare.

Sostegno ai produttori nel mantenimento dei più alti livelli qualitativi
Il Consorzio Tutela ABTM offre per tutti i produttori il servizio di imbottigliamento nel proprio centro, anch’esso autorizzato da MASAF.


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