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Alimentaria, sempre più globale

of Redazione


Alimentaria & Hostelco si conferma una tra le principali piattaforme fieristiche per l’industria del Food & Beverage, del foodservice e delle attrezzature per l’ospitalità. L’edizione 2024 si è svolta dal 18 al 21 marzo scorsi all’insegna della partecipazione e del business internazionale. Oltre 3.200 aziende espositrici provenienti da 68 Paesi hanno partecipato all’evento e sono stati 107.900 i professionisti che hanno visitato la fiera, provenienti da 120 Paesi. Con un impatto economico stimato di 180 milioni di euro, le cifre di d’Alimentaria & Hostelco riflettono la forza del salone, che ha occupato quasi 100.000 m2 di spazio espositivo netto. Per il direttore di Alimentaria, J. Antonio Valls, «questa edizione è stata un successo clamoroso in termini di internazionalizzazione. Alimentaria & Hostelco ha recuperato le cifre precedenti alla pandemia, attirando acquirenti da Paesi strategici come la Cina».
Dopo la Spagna, il Paese che ha occupato più spazio espositivo è stata l’Italia, seguita da Turchia, Cina e Hong Kong, Polonia, Portogallo, Francia, Belgio, Germania, Paesi Bassi e Argentina. Spiccava il ritorno delle aziende asiatiche, guidate da Cina e Hong Kong, con un’ampia rappresentanza di Taiwan, Thailandia e Corea del Sud.

Le sfide di un’industria - chiave per l’economia
Il settore alimentare, carne in primis, rappresenta uno dei pilastri dell’economia spagnola insieme ai comparti automobilistico e chimico. L’industria della carne è il quarto settore industriale in Spagna e il suo fatturato, più di 33.218 milioni di euro nel 2022 secondo i dati del Governo, rappresenta oltre il 23% dell’industria alimentare spagnola nella sua totalità. È inoltre leader nelle esportazioni del settore ed è il maggior “datore di lavoro” nell’industria del food, con più di 118.000 posti di lavoro diretti (24,7% del totale). Infine, secondo i dati di Nielsen, il settore dei prodotti carnei in Spagna ha chiuso il 2023 con un aumento della domanda del 2,7% in volume e il consumo annuale di carne pro capite è cresciuto leggermente, superando i 32,4 kg. Le vendite di pasti pronti sono cresciute del 7%. In linea con queste tematiche, l’IRTA (Istituto di Ricerca e Tecnologia Agroalimentare) ha organizzato in fiera un dibattito con produttori e distributori, che, sotto il titolo “Dalla carne rossa alla carne verde”, si è concentrato su come produrre carne di qualità, competitiva e più sostenibile in futuro.
La prossima edizione dell’evento si terrà dal 23 al 26 marzo 2026. Info: alimentaria.com



La Spagna e il comparto carni

Nel panorama internazionale, la Spagna si posiziona come uno dei principali esportatori di carne, con un’ampia gamma di prodotti che va dai celebri prosciutti iberici a carni fresche e trasformate destinate a mercati in tutto il mondo. La Cina emerge come il primo mercato in volume per l’esportazione di carne suina, mentre la UE rappresenta il principale destinatario in termini di valore, evidenziando l’importanza strategica del settore carne spagnolo sullo scenario globale. L’industria della carne in Spagna non si limita alla produzione e all’esportazione, ma comprende anche un forte impegno verso l’innovazione e la sostenibilità. In risposta alle crescenti esigenze dei consumatori e alle sfide poste dal cambiamento climatico, il settore sta esplorando nuove tecnologie e pratiche di produzione sostenibile, come l’adozione di sistemi di alimentazione e allevamento più ecocompatibili, l’implementazione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale per ottimizzare la gestione delle risorse e la produzione di carni alternative e prodotti carnei con ridotto impatto ambientale. Per Anna Canal (in foto), project director di Alimentaria Exhibitions: «Il comparto della carne è il settore economico e produttivo più forte nel sistema agroalimentare della Catalogna e, dopo il superamento della crisi pandemica, molte aziende sono ritornate a esporre i propri prodotti ad Alimentaria» ha sottolineato. «Non dimentichiamo poi che l’Italia, dopo la Spagna, è il Paese con più espositori di Alimentaria, con un +24% rispetto alla passata edizione 2022».


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