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Uno studio propone il consumo di sardine nella prevenzione del diabete di tipo 2

Notizia da NFI Nutrition Foundation of Italy: inserire una porzione di pesce, almeno due volte la settimana, all’interno di una dieta sana ed equilibrata, giocherebbe un ruolo favorevole nella riduzione del rischio di sviluppare diabete di tipo 2 in soggetti anziani e con prediabete.

21, Jun 2021

Inserire una porzione di pesce, almeno due volte la settimana, all’interno di una dieta sana ed equilibrata, giocherebbe un ruolo favorevole nella riduzione del rischio di sviluppare diabete di tipo 2 in soggetti anziani e con prediabete. Questo è quanto emerge da uno studio di intervento randomizzato e controllato condotto su 152 uomini e donne, di età pari o superiore a 65 anni e con livelli di glicemia a digiuno compresi tra 100 e 124 mg/dL. Tutti i partecipanti allo studio hanno seguito un piano alimentare per la prevenzione del diabete basato sulle indicazioni dell’American Diabetes Association, che promuove tra le altre cose il consumo di verdure, legumi e cereali integrali, pesce e carni magre. Il gruppo di intervento, in più, ha integrato la propria alimentazione con una porzione da 100 g di sardine all’olio d’oliva in scatola, due volte a settimana. 

Dopo un anno, tra le persone randomizzate al consumo di sardine, l’80% di coloro che erano stati classificati ad “altissimo rischio” di sviluppare diabete ha lasciato la condizione nella quale si trovava all’inizio dello studio, rientrando in un gruppo a rischio minore: si è infatti passati dal 37% dei soggetti a rischio molto elevato a solo l’8% in quella condizione dopo 12 mesi di follow-up. Nel gruppo di controllo, invece, i soggetti ad “altissimo rischio” sono passati dal 27% al 22% del campione.  Inoltre, sebbene tutti i partecipanti abbiano ridotto il proprio peso corporeo e migliorato alcuni parametri metabolici, solo coloro che consumavano sardine hanno ottenuto una diminuzione significativa della pressione sanguigna, una riduzione dei livelli di trigliceridi nel sangue, un aumento del colesterolo HDL e un incremento significativo di adiponectina, ormone il cui aumento è associato a un minor rischio di insulinoresistenza e diabete.

Gli autori hanno attribuito i potenziali benefici delle sardine alla presenza in questi pesci di quantità significative di EPA e DHA, acidi grassi polinsaturi della serie omega-3 dotati di proprietà antinfiammatorie e in grado di aumentare la fluidità delle membrane e la quantità dei recettori dell’insulina, oltre che al contenuto di calcio e vitamina D, correlati a effetti protettivi nei confronti del diabete. Anche la taurina, amminoacido contenuto in abbondanza nei pesci e nei frutti di mare, studiato per le sue proprietà ipoglicemizzanti, antiossidanti e antinfiammatorie, potrebbe aver contribuito all’effetto protettivo evidenziato nello studio.


NFI
Nutrition Foundation of ITALY
https://www.nutrition-foundation.it


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