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La Selvaggia di Marina di Ravenna, perché è così speciale

of Benedetti E.


La storia di un prodotto non sempre, anzi, forse quasi mai, è il risultato di un agire collettivo del territorio. Ecco, invece quella de La Selvaggia di Marina di Ravenna è proprio centrata su una visione comune che coinvolge industria, amministrazione locale, maestranze, tecnici e ambiente.
Diciamolo forte e chiaro: è un progetto bellissimo, singolare e u­nico che solo i Romagnoli, con la loro inventiva e spirito di collaborazione, si potevano inventare. E se non c’è nulla di più distante da una piattaforma delle Eni e uno Slow Food, è bastato un piccolo mitile che cresce in acque pulite a creare la magia!
Vi abbiamo già raccontato com’è iniziata la storia della Selvaggia, l’incipit con la trasformazione dei pescatori di cozze in operatori tecnici subacquei professionali altamente specializzati (si veda Il Pesce n. 1/2022, pag. 52).

Unicità e salubrità del prodotto
La selvaggia è un prodotto unico nel suo genere in quanto si tratta di una cozza che compie il suo ciclo di vita in maniera spontanea, dalla sua formazione fino alla raccolta. Quest’ultima è l’unica fase che richiede l’intervento dell’uomo. L’operazione viene svolta a mano e la peculiarità sta appunto nel fatto che queste cozze crescono nelle parti sommerse delle piattaforme.
La salubrità dell’habitat marino, testimoniato anche da numerosi banchi di pesce che si possono spesso notare in prossimità delle piattaforme, è sicuramente stata favorita anche dal divieto di qualsiasi tecnica di pesca nel raggio di 500 metri dagli impianti. «Dal punto di vista della sostenibilità si può ben dire che si tratta di un prodotto altamente sostenibile perché è uno stock selvatico che si autorigenera e dagli studi è inoltre emerso che la risorsa, seppur sfruttata, non è in calo» mi spiega Simone D’Acunto, direttore del CESTHA, il Centro Sperimentale per la tutela degli Habitat che ha seguito lo sviluppo del marchio. Il trend di produzione monitorato dal CESTHA nel corso degli anni è stabile e testimonia uno sfruttamento pienamente sostenibile. «Va poi aggiunto che in tutti i casi queste cozze andrebbero comunque rimosse per il lavoro di manutenzione e pulizia delle parti sommerse delle piattaforme e il fatto di impiegarle per il consumo è un valore aggiunto per la circolarità del progetto».
Dal punto di vista del prodotto e delle sue qualità organolettiche sono emersi valori nutraceutici elevati: «La forma la qualità, il peso e il contenuto delle carni sono superiori rispetto alle cozze d’allevamento perché sono ani­mali non stressati» sottolinea Simone D’Acunto. Un ultimo aspetto da non dimenticare è che, in quanto spontanea, la cozza Selvaggia non produce plastica per i suoi processi di crescita.

Tanti appellativi, un solo nome, un solo marchio
La bontà di queste cozze nel tempo si è diffusa e la richiesta da parte dei consumatori locali è elevata, senza trascurare il fatto che questi mitili sono oggetto di frodi commerciali, essendo spesso venduti erroneamente con questo nome. Circolano tanti appellativi lungo la costa, dalle cozze del palombaro, alle cozze di fondale, cozze di Marina. Ma il nome certificato e tutelato è uno solo ed è La Selvaggia di Marina di Ravenna che è tutelata e protetta dal suo marchio, fondato lo scorso anno con un progetto finanziato dal FLAG COSTA dell’Emilia Romagna all’interno della misura 4.63, azione 1.C b), qualificazione delle produzioni e dei luoghi dove si svolge l’attività dell’operatore ittico – interventi immateriali. «Non a caso abbiamo scelto “selvaggio” e non “selvatico” e anche l’ubicazione di Marina di Ravenna è fondamentale perché rimanda al luogo simbolo del lavoro dei pescatori, che negli anni si sono trasformati da cozzari a operatori tecnici subacquei» conclude D’Acunto.

Come si riconosce La Selvaggia?
La valva ha un colore nero uniforme e la superficie è molto incrostata di cirripedi. All’assaggio è molto carnosa e saporita. Anche il mollusco, il cosiddetto frutto, risulta di grosse dimensioni. Questo aspetto è dovuto anche al fatto che l’animale sia poco stressato anche durante le fasi di lavorazione a bordo, mantenendo un’elevata vitalità anche a distanza di parecchie ore.


Elena Benedetti



Piccola e Media Pesca
La Romagnola Soc. Coop.
Via Molo Dalmazia 53
48100 Marina di Ravenna (RA)
Web:
cooperativalaromagnola.it

Nuovo Conisub Soc. Coop.
Via Molo Dalmazia 47
48100 Marina di Ravenna (RA)



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