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Giò Mare, gli ultimi sviluppi di un’azienda dinamica, che cresce grazie alla sua resilienza

of Borghi G.


Fondata nel 1989 da Giovanni Bonci con la moglie Margherita Urriani, oggi presidente, Gió Mare è un’azienda dinamica con sede a Cesenatico (FC), specializzata nella vendita di pesce fresco e dell’allevamento molluschi e frutti di mare di provenienza nazionale ed estera.
Abbiamo incontrato Francesco Targa, figlio del fondatore e oggi direttore commerciale, e Michael Bartolini, da sempre braccio destro del titolare, coi quali abbiamo parlato degli sviluppi di questa bella realtà romagnola, le cui caratteristiche di flessibilità e dinamismo interno le hanno permesso negli anni non solo di crescere ma soprattutto di adattarsi ai cambiamenti del mercato, alle mutate esigenze della clientela, spostando le proprie risorse secondo le richieste, effettuando investimenti mirati, ma confermando sempre la propria affidabilità e grande competenza derivante da oltre trent’anni di attività come fornitore presso GDO, ingrosso nazionale ed estero, dettaglianti, pescherie e ambulanti, e ristorazione di vario livello.

È trascorso qualche anno dalla nostra ultima intervista e sono cambiate tante, tantissime cose, nel settore ittico e non solo.
«Dall’ultima volta che ci siamo sentiti il nostro lavoro è cambiato davvero moltissimo» mi dice Francesco Targa. «Innanzitutto a livello di regolamentazione sanitaria, con la richiesta di tracciabilità sia da parte della ASL che da parte della clientela, GDO in primis. La capacità di adattarsi o meno ai nuovi criteri ha fatto realmente da spartiacque tra le aziende che hanno saputo tenere il passo e chi invece non ne è stato capace. Noi ad esempio abbiamo investito tanto in questa direzione, realizzando anche un nostro reparto qualità interno con la presenza di un veterinario che può seguire le esigenze dei singoli clienti. In questo modo abbiamo incrementato in maniera esponenziale il lavoro con la Grande Distribuzione: oggi infatti serviamo diverse catene».

Gió Mare come ha affrontato la pandemia e il post-pandemia?
«La grande forza di Gió Mare risiede nella nostra elasticità e flessibilità, nell’essere un’azienda dinamica, che ha grandi capacità di adattamento. Proprio per queste nostre caratteristiche intrinseche, ad esempio, all’inizio della pandemia siamo riusciti a compensare le perdite con gli aumenti delle vendite all’estero, GDO, pescherie e ambulanti.
Anche le risorse interne sono state distribuite e in questo modo siamo riusciti ad evitare praticamente un disagio ai nostri dipendenti, nonstante le chiusure dei mercati ittici. Non appena è stato approntato un piano a livello nazionale per affrontare l’emergenza siamo ripartiti e non ci siamo mai fermati. D’altronde, il settore dell’alimentazione è stato più fortunato di altri perché è oggettivamente tra quelli indispensabili. Per quanto riguarda le vendite, invece, abbiamo ridimensionato le esportazioni, che oggi restano massicce comunque soprattutto verso la Spagna e in misura minore verso la Francia, mentre Tunisia e Albania per il momento sono per così dire “in panchina”, perché non c’è abbastanza prodotto per servire questi mercati; necessitano di una tipologia di prodotto che viene consumata integralmente dal mercato interno».




Quale impatto sta avendo sulla vostra attività l’aumento dei prezzi delle materie prime e il caro carburanti?
«Un impatto enorme. È un momento difficilissimo questo e molto stressante da gestire nel quotidiano perché ci sono dei costi che sono a perdere — ad esempio il materiale per la produzione e le spedizioni, come polistirene, veline, ghiaccio, gasolio… — e non ne possiamo rientrare rifacendoci sulla clientela, aumentando i prezzi. Lavoriamo in un mercato aperto e alla fine il prezzo finale è sempre il risultato di un compresso con i nostri competitor a livello nazionale».

Proprio per differenziarvi e venire ancora di più incontro alla richiesta del mercato, avete introdotto qualche novità in azienda dal punto di vista dell’offerta?
«Sì, da circa tre anni abbiamo realizzato un laboratorio per la lavorazione del pesce, come la sfilettatura. È una richiesta questa che ci è arrivata inizialmente dalla ristorazione meno strutturata che serviamo, locali che, disponendo di meno personale, avevano la necessità di ricevere un prodotto già lavorato. In seguito si è aggiunta anche la GDO, che ci ha chiesto una lavorazione particolare come l’arricciamento del mollame (moscardini arricciati) e la filettatura del cefalo. Il limite della nostra offerta ad oggi lo fanno la metratura ridotta del laboratorio e il numero di operatori che abbiamo a disposizione ma per il momento ci va bene così: regoliamo la nostra offerta sulla base delle nostre forze, ovvero una cinquantina di dipendenti in totale, tra fissi, stagionali e intermittenti.
Abbiamo poi investito nell’acquisto di un depuratore: in questo modo non siamo più soltanto un centro di raccolta ma possiamo depurare anche frutti di mare di categoria B. Ad oggi lo sfruttiamo soprattutto per migliorare ulteriormente la qualità dei prodotti offerti, che provengono da zone A, effettuando 24 ore di depurazione soprattutto su lupini e scrigni di Venere. Cozze e lupini romagnoli in particolare sono molto richiesti per la loro elevata qualità.
Disponiamo di una decina di automezzi di proprietà che ci servono per l’approvvigionamento dai mercati ittici di tutto il Medio e Alto Adriatico dai quali acquistiamo direttamente: da Chioggia fino a Civitanova e San Benedetto del Tronto».


Gaia Borghi



Gió Mare
Prodotti ittici import/export
Via Matteucci, 17/19 - 47042 Cesenatico (FC)
Telefono: 0547 675446
E-mail:
info@giomare.net
Web:
www.giomare.net



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