it en
Risultati
Speciale Scardovari

Identikit del Granchio blu

of Rella M.


A fine luglio la presenza del Granchio blu nel Polesine è stata messa sotto la lente d’ingrandimento di Arpav (Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto) e Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale). La relazione tecnica congiunta è stata elaborata in seguito alla richiesta del Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine che, a inizio luglio, aveva allertato i due enti a causa della grave moria di vongole veraci riscontrata nelle lagune in concessione. I sopralluoghi scientifici sono stati dunque effettuati il 27 luglio negli allevamenti della Sacca del Canarin e della Sacca degli Scardovari.
Sulla base delle catture osservate con l’utilizzo dell’ostreghero sono stati registrati alti valori di densità di Granchio blu, tra 0,08 e 0,5 individui al metro quadrato; valori più alti nella Sacca del Canarin rispetto a quella degli Scardovari. È stata anche osservata una diversa prevalenza di femmine tra le stazioni di monitoraggio, in un caso con una forte prevalenza “femminile” in area S3 (in Sacca degli Scardovari) e forte incidenza di femmine ovigere. L’indagine ha riguardato anche le vongole filippine (R. philippinarum) e, relativamente a queste, ha permesso di rilevare che nelle aree indagate erano presenti esemplari che mostravano segni dovuti alla predazione da parte dei Granchi blu in numero relativamente maggiore nella Sacca del Canarin rispetto alle aree indagate a Scardovari.
La voracità del Granchio blu è stata dunque attestata scientificamente. In particolare nella Sacca del Canarin, dai campionamenti effettuati negli orti d’ingrasso delle vongole, si sono registrate percentuali elevate di esemplari con valve aperte (68-96%) e con valve lesionate da predazione con percentuali dal 41 al 56%. Inoltre, la presenza del seme triturato nell’area di reclutamento naturale di Scardovari indicava la predazione da parte del Granchio blu anche nelle aree d’insediamento naturale della vongola filippina. Un fatto che — ha evidenziato il Consorzio — va a compromettere le successive semine negli orti d’ingrasso.
Ma l’indagine è solo il punto di partenza di un monitoraggio che dovrà proseguire per valutare l’estensione e l’entità del fenomeno, l’impatto sugli habitat e le possibili risposte a questa emergenza.

Identikit del Granchio blu
Il Granchio blu è originario delle coste occidentali dell’Atlantico, dalla costa Nord-americana fino all’Argentina passando per il Golfo del Messico. In Europa fu introdotto agli inizi del XX secolo e si diffuse progressivamente lungo le coste oceaniche e del Mediterraneo. In Italia le prime segnalazioni risalgono addirittura al 1949 ma è solo da una decina d’anni che la specie aliena ha cominciato a diffondersi, espandendosi velocemente di recente lungo le nostre coste. Oggi è considerata fra le specie aliene più invasive del Mediterraneo.
Il Granchio blu può vivere fino a 4 anni ed è onnivoro: si ciba di bivalvi, gasteropodi, crostacei, anellidi, insetti, pesci e alghe. Anche il cannibalismo è un fenomeno comune… I suoi predatori invece sono pesci, uccelli, tartarughe marine e l’uomo.
È una specie che predilige vivere negli estuari dei fiumi, in zone lagunari sabbiose e fangose e che tollera un ampio range di temperatura e salinità: temperature comprese tra i 5° e i 35° e valori di salinità tra 2 e 48% (ma può tollerare anche acque ipersaline fino a valori del 117%).
I maschi si concentrano in ambienti con minor salinità, le femmine prediligono le aree più saline. Quando la temperatura scende sotto i 10° C il granchio tende ad infossarsi nel fondale fangoso per emergere con l’arrivo della primavera.
Un altro problema è la sua alta feritilità, visto che può deporre da 700.000 a 8 milioni di uova. Le femmine generalmente si accoppiano solo una volta, dopo l’ultima muta, i maschi anche più volte.
Crostaceo decapode della famiglia dei Portunidae, il suo nome scientifico è Callinectes sapidus, che può essere tradotto in “bel nuotatore sapido”.
Il maschio, più grande della femmina, arriva a misurare fino a 25 cm di larghezza, la femmina 20 cm. Il margine laterale del carapace presenta 9 denti, l’ultimo più lungo, acuto ed esteso lateralmente.
La specie possiede caratteri diversi a seconda dei sessi nella forma dell’addome (“grembiule”) e nei colori degli artigli.
Nei maschi l’addome è lungo e sottile a forma di T rovesciata; nelle femmine mature è largo e arrotondato, in quelle giovani di forma triangolare. Gli artigli sono blu con punte rosse nei maschi, arancione con punte viola nelle femmine.


Massimiliano Rella



Activate your subscription

To subscribe to a Magazine or buy a copy of a Yearbook