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Speciale Scardovari

Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine O.P.

of Rella M.


La vongola verace rappresenta il grosso della produzione di Scardovari, nonostante negli ultimi dieci anni la raccolta sia in calo costante, dimezzata a causa di lavori idraulici non sufficienti a soddisfare il riciclo delle acque e vivificare l’ambiente, un po’ come avere “arterie” intasate (canali e bocche di mare) rispetto a obiettivi di grande produzione. Nel 2010 furono raccolti 100.000 quintali di vongole, scese a 52.000 nel 2022; le cozze, dai 54.000 quintali del 2010, sono scese a 30.000 nel 2022, 12.000 delle quali da allevamenti in mare e 18.000 dalla Sacca di Scardovari.
La verace viene pescata tutto l’anno e da tutte e 14 le cooperative; la cozza di Scardovari è raccolta al contrario 3-4 mesi l’anno, a ridosso dell’estate, da 5 cooperative (quella di mare da 7 coop.). Molluschi come cannolicchi, fasolari, ecc…, arrivano infine da altre marinerie, ad esempio Chioggia, per alimentare le attività commerciali.
Il 90% del prodotto di Scardovari è venduto in Italia, primo mercato di sbocco la Capitale, il Mezzogiorno e Sardegna. Le cozze però sono apprezzate in Francia e in Olanda, mentre la Spagna era un tempo uno sbocco importante per le veraci, poi soppiantate dalla più economica concorrenza portoghese. In generale in Spagna sono apprezzate le vongole di grande vaglio: 18-18 mm, circa 70-75 pezzi al kg; in Italia invece per la tradizione gastronomica degli Spaghetti & Vongole il consumatore apprezza anche le pezzature più piccole.
Sono questi i numeri forniti del Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine O.P., organizzazione produttori istituita nel ‘76 per mettere in relazione le varie cooperative e fare sistema in un mondo di piccole imprese a conduzione famigliare, particolarmente frastagliato e articolato.
Nei decenni il Consorzio, oggi guidato come anticipato da Luigino Marchesini, è diventato una realtà affermata nel comparto dei molluschi d’alta qualità. Nel 2000, ad esempio, la Cozza di Scardovari e la Vongola del Polesine furono inserite nell’Albo dei prodotti tradizionali italiani; in seguito sono arrivate la Dop per la cozza e il marchio biologico per la verace.
Oggi il Consorzio è la prima realtà in Italia nel settore della molluschicoltura e la prima realtà imprenditoriale della provincia di Rovigo per numero di occupati: unisce 14 cooperative, 1.470 associati (pescatori e allevatori) e una forza lavoro per metà femminile; dati stabili nel tempo che la dicono lunga sull’importanza e la vitalità di questo comparto che rischia di andare gambe all’aria a causa del Granchio blu.
Tra le sue attività principali, il Consorzio prepara le semine ed effettua i diradamenti di semina, assicura la vigilanza, i servizi di facchinaggio ai 4 pontili di sbarco, realizza analisi interne aggiuntive rispetto a quelle indipendenti di Asl e Ministero ma, soprattutto, comunica giorno per giorno, per il giorno successivo, i quantitativi di pesca e gli orari, in base alle richieste di mercato.
Per la garanzia al consumatore ricorre infine ad un sistema di tracciabilità “in-linea” che permette di registrare tutti i dati durante la lavorazione e di risalire all’origine del prodotto. La “linea” è la seguente: dal giorno precedente si conoscono le quote e gli orari di pesca, così il giorno successivo arriva il raccolto in uno dei 4 pontili di sbarco (2 in Sacca, 1 in laguna del Canarin, 1 alla laguna del Barbamarco). Le vongole, ad esempio, sono scaricate a terra, si controlla il peso e avviene la prima cernita (vagliatura) per il controllo qualità, con rilascio di un bollino trasmesso alla cooperativa d’appartenenza. Arrivato in Consorzio, il carico va in pesatura; subito dopo le vongole vengono depurate 36 ore (a seconda del peso e della stagione) poiché sono pescate in zona B, e questo avviene negli impianti del Consorzio o in quelli della clientela. Comunque c’è una seconda vagliatura per lo scarto di gusci e vongole rovinate. Infine, le vongole sono impacchettate in retine da 0,5 a 5 kg di peso, con etichetta a norma di legge che indica data, zona di pesca, ecc…


Massimiliano Rella



Qualità e certificazione prodotti Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine

Prodotti Agroalimentari Tradizionali Italiani

Con DM del 18/07/2000, il Ministero delle Politiche Agricole ha inserito la “Cozza di Scardovari” e la “Vongola del Polesine” nell’albo dei PAT – Prodotti Agroalimentari Tradizionali Italiani.

Certificazione IFS (International Food Standard)
Nel 2019 il Consorzio ha ottenuto la certificazione IFS – International Food Standard. L’obiettivo è assicurare il rispetto dei requisiti di qualità e sicurezza dei prodotti della filiera oltre che il rispetto delle norme di legge che regolano il settore.

Cozza di Scardovari DOP
Nel 2013 la Comunità europea ha concesso il riconoscimento di Denominazione di Origine Protetta per la Cozza di Scardovari, unica DOP per i molluschi in Italia, sigillo che certifica l’elevatissimo valore dei prodotti del Consorzio.

Prodotto da Acquacoltura Biologica Italiana
Nel 2013 il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine O.P. ha ottenuto la Certificazione Biologica per la Cozza della Sacca di Scardovari, estesa nel 2015 alla Vongola verace. Nel 2018 ha ottenuto la certificazione biologica anche per gli allevamenti di mitili in mare aperto siti in fronte Delta del Po. La molluschicoltura nelle lagune polesane è esercitata in modo sostenibile e ecocompatibile e non è in contrapposizione con l’ambiente ma sono aspetti complementari che si alimentano a vicenda.

Certificazione “Acquacoltura Sostenibile”
Il Consorzio ha ottenuto nel 2022 la certificazione di “Acquacoltura Sostenibile” riconosciuta dal MIPAAF ai sensi dell’art. 4 comma 3 del DM 04/03/2011 n. 4337. L’obiettivo del Disciplinare di produzione è quello di qualificare l’acquacoltura, migliorando i prodotti dal punto di vista della qualità e il processo produttivo dal punto di vista della sostenibilità e il benessere degli organismi allevati. In linea con gli “Orientamenti strategici per un’acquacoltura dell’UE più sostenibile e competitiva per il periodo 2021-2030”, l’obiettivo del disciplinare è quello di partecipare alla transizione verde stabilita dal Green Deal europeo, contribuendo alla transizione verso sistemi alimentari sostenibili, avanzare verso la “sostenibilità competitiva” e prestare maggiore attenzione al benessere animale. In tal senso i requisiti valorizzanti previsti dal presente disciplinare prevedono procedure e parametri tali da massimizzare il benessere degli animali acquatici allevati. L’adozione del Disciplinare di produzione intende “aggiungere valore” ai prodotti delle imprese coinvolte nella filiera ampliando gli sbocchi di mercato.

>> Link: www.scardovari.org


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