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Speciale Round Table

La filiera integrata di Bens Nv

di Benedetti E.


Nel distretto agroalimentare fiammingo di Oevel-Westerlo, Bens Nv rappresenta uno dei poli più avanzati nella lavorazione e nel sezionamento delle carni suine in Europa. Cuore pulsante del settore carni del gruppo a conduzione familiare Vanden Avenne, l’azienda incarna l’evoluzione contemporanea di una storia imprenditoriale iniziata nel 1889 e giunta oggi alla quinta generazione in attività, sotto la guida del CEO Maurits Vanden Avenne e del padre Patrick Vanden Avenne. La visita agli stabilimenti di Westerlo — dove sorge il macello all’avanguardia Sus Campiniae (originariamente Suska Pijnaert) e l’adiacente laboratorio di sezionamento Bens — offre uno spaccato chiaro delle sfide e delle risposte strategiche di un gruppo costituito da 10 stabilimenti che sviluppa un fatturato di circa 645 milioni di euro, impiega oltre un migliaio di addetti (tra dipendenti diretti e manodopera specializzata dell’indotto) e movimenta annualmente 670.000 tonnellate di mangimi e 150.000 tonnellate di carne e prodotti a base di carne. Bens NV è specializzata nel taglio, disosso e nel confezionamento della carne suina, mentre Sus Campiniae gestisce il moderno macello del gruppo a Oevel. Attraverso queste attività, Maurits è responsabile dell’ulteriore sviluppo di una filiera suina verticalmente integrata, con una forte attenzione all’efficienza, alla qualità, alla sicurezza alimentare, al benessere degli animali e alla tracciabilità.


La filiera integrata: dai mangimi alla diversificazione

La competitività di Bens affonda le radici nella struttura stessa del Gruppo, organizzato attorno a 4 pilastri sinergici: materie prime/stoccaggio (con la joint venture Euro-Silo nel porto di Gand, dotata di 650.000 tonnellate di capacità), mangimi (attraverso gli storici impianti di produzione Vandenaede / Alia 2, Floreffe), carne fresca e trasformata (Bens, Bens Daily, Bens Retail, Halal Supply) e il recente ingresso nella produzione avicola e ovicola con l’acquisizione di Golden Egg in Zambia, forte di una produzione annua di 180 milioni di uova. Questo modello closed-loop consente di governare l’intera catena del valore: gli allevatori clienti dei mangimifici diventano fornitori strategici per il polo di macellazione e lavorazione carni, garantendo tracciabilità, biosicurezza e qualità organolettica costante sin dall’origine. La logistica beneficia inoltre del moderno hub refrigerato da 47.000 posti pallet — una struttura compartimentata ad alta versatilità adatta sia alle carni che ai prodotti tipici fiamminghi come cioccolato, luppolo e derivati farmaceutici ad alto valore aggiunto — e della vicinanza al porto di Anversa, snodo cruciale per l’export di carne fresca verso i mercati europei e di congelato verso Asia e Africa.


Economie di scala e continuità operativa

Nell’industria suinicola la dimensione degli impianti è un prerequisito fondamentale per difendere le marginalità. L’operatività di Sus Campiniae Nv, rilevato al 100% dal Gruppo nella primavera del 2023 dopo una prima fase di joint-venture, raggiunge una capacità di 40.000 capi a settimana, la più alta del Belgio. Accanto al macello, il sezionamento di Bens  lavora attualmente circa 15.000 carcasse settimanali. Attraverso un piano di investimenti da 40 milioni di euro, l’azienda sta rinnovando interamente le linee primarie e secondarie con l’obiettivo di raggiungere 20.000 carcasse a settimana su un singolo turno (circa 4.000 suini a turno), ponendo le basi per saturare a regime, su doppio turno, l’intera capacità dell’adiacente macello con 40.000 suini a settimana. «Una capacità produttiva — precisa Maurits Vanden Avenne — che in questa scala ci dà un vantaggio in termini di prezzi, resa e qualità».

Oltre alla carne fresca, il Gruppo presidia mercati a valore aggiunto:

  • Bens Daily e Bens Retail: sono linee dedicate all’affettamento, al porzionamento e ai cotti, principalmente a marchio del distributore (private label) per la GDO. «Prodotti affettati/lavorati sono ad esempio i polpettoni. Eseguiamo affettatura e confezionamento e, naturalmente, in questo caso il nostro cliente principale è la Grande Distribuzione» aggiunge Maurits Vanden Avenne. «Produciamo principalmente a private label e — cosa tipica e molto comune in Belgio — in molti nostri stabilimenti realizziamo private label per la vendita al dettaglio»;
  • Halal Supply (ex Deco): è il principale operatore esclusivo halal del Benelux (con i brand Magebi e Turpic), una separazione produttiva netta e rigorosa per azzerare qualsiasi rischio di contaminazione incrociata con la filiera suina. «La linea esclusiva halal è per noi molto importante perché ci sono molti impianti di produzione più grandi che fanno un po’ di halal e un po’ di non halal insieme. Ma questo è molto pericoloso, perché c’è sempre il rischio di contaminazione incrociata. Ecco perché abbiamo deciso di dividere l’azienda: tutta la produzione halal è andata a Halal Supply mentre quella non halal è andata agli altri impianti di trasformazione della carne» ha puntualizzato il CEO Vanden Avenne.


Il fattore umano e l’automazione intelligente con JBT Marel

Le criticità del settore carne sono note: cronica carenza di manodopera specializzata, elevato turn over e compiti fisicamente usuranti. Come sottolinea Maurits Vanden Avenne, la gestione delle risorse umane assorbe oggi fino al 40% del tempo manageriale, contro l’1-2% delle generazioni precedenti. La risposta risiede nella convergenza tra ergonomia e tecnologia di processo. Mentre la macellazione ha raggiunto livelli di automazione quasi complete, il sezionamento e il disosso rimangono fasi della lavorazione in cui la manodopera è centrale. Come evidenziato dai responsabili di JBT Marel (partner tecnologico del progetto, con gli interventi di Frans Van der Steen e Aljoscha Broshuis), la sfida principale consiste nell’introdurre fluidità continua lungo la linea e ridurre l’impatto dei compiti più gravosi. L’investimento nel disosso verticale e nelle stazioni di taglio semiautomatizzate non punta a sostituire interamente l’operatore, bensì a semplificarne le mansioni: un processo guidato e standardizzato riduce il rischio di lesioni muscolo-scheletriche, incrementa le rese di taglio e consente a personale con pochi giorni di addestramento di raggiungere subito alti standard operativi.


Sostenibilità e biofiltri

L’innovazione di processo si riflette anche sulle prestazioni ambientali dello stabilimento di Westerlo. Il sito vanta un impianto di depurazione interno capace di recuperare e rimettere in circolo il 70% delle acque utilizzate ed è dotato di un sistema di biofiltrazione e filtraggio dell’aria all’avanguardia a livello mondiale — comprendente filtri biologici sotterranei a temperatura controllata — che ha completamente azzerato le emissioni odorigene nel territorio circostante dal 2018. Integrando radicamento familiare, solidità industriale e automazione intelligente, Bens Nv dimostra come la transizione tecnologica dell’industria della carne possa coniugare redditività di scala, flessibilità produttiva e cura delle persone.

Elena Benedetti


>> Link: bens.be


In foto: Joris Coenen, il CEO di Bens Nv Maurits Vanden Avenne, Frans Van der Steen e Aljoscha Broshuis di JBT Marel e Patrick Vanden Avenne.



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