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Razze

L’Agerolese sul Sentiero degli Dei

di Manicardi N.


Prende il nome dalla località campana dove avrebbe avuto origine e dove tuttora è allevata. Questa località è Agerola (NA), situato nella zona dei Monti Lattari, a mezza montagna coi suoi circa 650 metri di altitudine, famoso anche come punto di partenza per il cosiddetto Sentiero degli Dei, che è considerato la “terrazza” della Costiera amalfitana perché, giungendo fino a 1200 metri, offre la possibilità di godere di panorami di incomparabile bellezza che tutto il mondo ci invidia.

È qui, su queste montagne suggestive ma impervie, che nasce e vive l’Agerolese, una razza bovina da latte considerata autoctona e che a sua volta è famosa non soltanto per la qualità delle sue carni e del suo latte, ma per i formaggi che con quest’ultimo vengono creati e che costituiscono anch’essi una meraviglia fra le meraviglie, in particolare il Provolone del Monaco.

Il primo nucleo di allevamento dell’Agerolese risalirebbe addirittura alla deportazione dei Piceni ribelli verso l’Agro Picentino ad opera dei Romani nel III sec. a.C. La popolazione bovina locale, tuttavia, nel corso del tempo si è molto modificata, a seguito di svariati meticciamenti con le più diverse razze (Podolica, Bretone, Bruna alpina, Jersey, Pezzata Nera, Frisona).

Da questa storia e da questi incroci è stata fissata la razza che dal 1952 prende il nome di Agerolese e che, oltre che nell’omonimo paese, è diffusa anche a Gragnano. L’incrocio definitivo sarebbe avvenuto a metà dell’800, quando un generale del posto, dopo aver ottenuto importanti successi militari, di ritorno dall’Inghilterra portò con sé come dote alcuni bovini.

Si tratta di una razza di taglia media, in cui le vacche hanno mantello dal colore bruno con tonalità più chiara nella regione addominale e nella riga dorso lombare, mentre nei tori il mantello è nero maltinto ma sempre con questa riga dorso lombare chiara che costituisce uno degli elementi distintivi indispensabili per l’inserimento nel registro anagrafico. Quest’ultimo, nato nel 1985, tutela le razze a rischio estinzione, un rischio che riguarda specialmente quelle autoctone e i gruppi a limitata diffusione. Dal 1992 infatti la FAO ha considerato anche il bovino agerolese soggetto a concreto rischio di estinzione, avendo subito una forte riduzione a causa del continuo ricorso all’incrocio di sostituzione con la Frisona.

Il bovino agerolese va assolutamente difeso perché è un simbolo non solo della terra campana in cui vive, ma dell’Italia intera per l’eccellenza dei prodotti caseari che dal suo latte derivano e che a loro volta sono il frutto di evoluzioni plurisecolari. L’Agerolese è una razza resa unica da secoli di selezione in un ambiente avverso, privo di pascoli e per lo più tenuta in ricoveri di fortuna. Questi fattori le hanno permesso di acquisire doti di rusticità e resistenza tali da sopperire alla scarsa disponibilità alimentare, producendo una quantità di latte non troppo grande ma dalle altissime qualità organolettiche.

Di conseguenza, pur essendo una razza a duplice attitudine, da carne e da latte, oggi l’Agerolese viene utilizzata quasi esclusivamente per la produzione del latte il cui impiego è rivolto alla caseificazione e in particolare alla produzione del formaggio Provolone del Monaco DOP, caciocavallo, burro e fiordilatte. Il bovino agerolese produce latte di altissima qualità, questo ovviamente va a discapito della quantità. A differenza di altre razze, infatti, la mucca di Agerola produce meno latte compensato dal suo gusto unico e inconfondibile.

Nunzia Manicardi


In foto: esemplare di razza Agerolese dell’allevamento di proprietà del Caseificio Ruocco di Agerola, che produce nella cornice dei Monti Lattari Provolone del Monaco certificato Dop, fior di latte, provole affumicate, bocconcini, trecce, caciocavalli (photo © caseificioruocco.com)




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