ASS.I.CA. e Salumitalia esprimono soddisfazione per la comunicazione della Commissione europea sulla nuova strategia UE in materia di zootecnia, che contribuisce a restituire dignità e centralità al comparto delle produzioni di origine animale. Le organizzazioni accolgono positivamente l’impostazione del documento, che va nella direzione di una maggiore valorizzazione del settore e di un superamento del discredito che, negli ultimi anni, ha interessato le proteine animali. Si tratta di un passo importante verso il ritorno a raccomandazioni alimentari fondate su solide evidenze scientifiche, coerenti anche sotto il profilo economico e culturale. L’obiettivo indicato è infatti promuovere un approccio equilibrato all’alimentazione, capace di nutrire i consumatori, tutelare i produttori e riconoscere il ruolo delle filiere zootecniche all’interno dei sistemi alimentari europei. Il tutto con al centro la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare — specialmente quello proteico — che rappresenta un obiettivo per nulla scontato.
«Per il nostro settore è una riabilitazione totale che speriamo si confermi anche nei fatti» ha commentato il presidente di ASS.I.CA. Lorenzo Beretta. «Dopo che nella scorsa legislatura sembrava che il settore zootecnico fosse l’origine di tutti i mali, gran parte del mondo scientifico ha spontaneamente reagito dimostrando, attraverso le più recenti tendenze e orientamenti tecnico-scientifici, che la produzione e il consumo di prodotti di origine animale possono essere sostenibili, sia per la salute che per l’ambiente».
«Esprimiamo soddisfazione in particolare per l’impostazione che valorizza la digitalizzazione applicata anche, ma non solo, al benessere animale, con riferimento all’uso delle nuove tecnologie in allevamento e nei sistemi di trasporto e controllo» ha detto il presidente di Salumitalia Cristiano Ludovici. «Il passaggio verso un ecosistema digitale rappresenta un’evoluzione in grado di ridurre gli oneri amministrativi, migliorare l’affidabilità dei dati e garantire un monitoraggio più efficace e armonizzato della conformità normativa. Un approccio che apre alla possibilità di superare modelli normativi eccessivamente prescrittivi a favore di obiettivi concreti e verificabili».
«Fondamentale — prosegue Beretta — il riconoscimento del valore strategico dei cluster zootecnici d’eccellenza, intesi come una concentrazione unica a livello globale di innovazione, conoscenza e capacità industriale. In questo contesto, è necessaria una revisione delle politiche pubbliche che interessano il settore, spesso orientate alla riduzione del numero di capi piuttosto che all’accelerazione del progresso tecnologico e della sostenibilità. Finalmente si sottolinea come un indebolimento di questo comparto risulti geopoliticamente rischioso in un’epoca di crescente competizione strategica, producendo al contempo danni economici rilevanti e tangibili e compromettendo gli stessi obiettivi di progresso ambientale che tali politiche dichiarano di perseguire.
In questa prospettiva, la comunicazione rappresenta un possibile primo passo verso un impegno pubblico più chiaro e inequivocabile sul valore strategico del settore e verso una svolta decisiva che ponga l’innovazione come principale strumento delle politiche europee».
Le due organizzazioni ribadiscono infine l’importanza di creare un fondo mutualistico per la gestione dei rischi legati alle malattie animali, al fine di affrontare in modo strutturale emergenze sanitarie come PSA e influenza aviaria. La misura consentirebbe di intervenire anche sui danni indiretti, colmando l’attuale vuoto di copertura assicurativa rispetto a rischi ormai ricorrenti in diverse aree del Paese e con ripercussioni economiche sull’intera filiera.
Per Unaitalia, l’associazione di rappresentanza del settore avicolo italiano, si tratta di un passo coerente con il valore economico e strategico del comparto, nonché decisivo per le priorità che la filiera avicola italiana sostiene da tempo nel confronto con le Istituzioni nazionali ed europee.
«Per la nostra filiera, autosufficiente nella produzione di carni bianche, è un riconoscimento del percorso compiuto e della capacità di anticipare i cambiamenti in atto», commenta il presidente Antonio Forlini «Condividiamo appieno il percorso tracciato dalla Commissione UE sul miglioramento costante del benessere animale, che riteniamo una priorità per il futuro del settore e che deve continuare a fondarsi su solide evidenze scientifiche e su una reale sostenibilità economica».
Per abbonarti a una nostra Rivista o acquistare la copia di un Annuario