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La Commissione UE vuole il settore prospero e autosufficiente

di Redazione


La Commissione europea ha adottato lo scorso 7 luglio una strategia zootecnica per garantire che il suo prezioso settore zootecnico rimanga forte e resiliente a lungo termine. La strategia, la prima nel suo genere, definisce azioni per aiutare gli allevatori ad affrontare le sfide economiche, ambientali e di mercato. Questa visione a lungo termine riconosce il ruolo essenziale dell’allevamento sostenibile nel futuro dell’Europa al fine di proteggerne la sicurezza alimentare e sostenere le comunità rurali in tutta la loro diversità. A tal fine, la strategia stabilisce cinque priorità:

  1. preparazione alle crisi. Obiettivo della strategia è ridurre l’esposizione al rischio attraverso nuovi strumenti di gestione dello stesso e consentire agli agricoltori di riprendersi più rapidamente dalle crisi oltre ad aiutare i Paesi dell’UE a gestire l’impatto delle epizoozie al fine di rafforzare la prevenzione, l’individuazione precoce e l’intervento tempestivo. Gli investimenti nella resilienza ai cambiamenti climatici e nella riduzione delle dipendenze dalle importazioni rimangono una priorità;
  2. Competitività nell’UE e nel mondo. La Commissione si adopererà per accrescere la redditività e la diffusione dell'innovazione, nonché rafforzare la competitività e la sostenibilità, in modo che il settore possa prosperare. Oltre all’importante ruolo del futuro bilancio dell’UE, la Commissione valuterà in che modo l’accesso ai finanziamenti possa agevolare la transizione verso sistemi di allevamento che non prevedano l’uso di gabbie e sostenere le procedure di rilascio delle autorizzazioni, la circolarità, la bioeconomia e la valorizzazione della biomassa. Con l’equità al centro della strategia, si concentrerà sul reddito equo degli agricoltori e sulla garanzia della reciprocità internazionale. A tal fine, si adopererà per un maggiore allineamento delle norme di produzione, soprattutto per quanto riguarda l’animal welfare, in linea con gli obblighi dell’Organizzazione mondiale del commercio. Saranno inoltre rafforzati gli sforzi per promuovere nuove opportunità di mercato attraverso la diplomazia agroalimentare;
  3. Sostenibilità. La strategia promuove un approccio su misura per affrontare le sfide della sostenibilità attraverso l’introduzione di misure volte a migliorare il benessere degli animali attraverso revisioni mirate per le galline ovaiole, i polli giovani e i suini, accompagnate da periodi di transizione e da un sostegno finanziario adeguati. Inoltre, occorrerà sviluppare metodi armonizzati per calcolare le emissioni prodotte dal bestiame a livello di azienda agricola e favorire le pratiche di mitigazione dei cambiamenti climatici e la gestione dei nutrienti, anche rafforzando la cooperazione tra agricoltori e produttori e gli obiettivi socioeconomici del settore;
  4. Adattabilità a tutte le aziende e regioni. Il legame tra l’allevamento e il territorio è essenziale in quanto l’allevamento apporta benefici economici, ambientali e sociali nelle zone rurali. La Commissione collaborerà con gli Stati Membri ad un piano per riportare la produzione zootecnica sostenibile nelle regioni vulnerabili, in particolare quelle a rischio di abbandono, con il sostegno di un osservatorio del territorio e delle politiche demografiche dell’UE. La filiera zootecnica elaborerà una tabella di marcia per i macelli mobili e/o a bassa capacità, contribuendo a promuovere catene del valore del bestiame integrate a livello locale, a ridurre il trasporto di animali e a rigenerare le economie locali;
  5. Eccellenza. La Commissione intende rendere più visibile e gratificante l’eccellenza dell’UE nella produzione rafforzando l’etichettatura di origine e il riconoscimento della qualità. Inoltre, promoverà prodotti zootecnici sostenibili attraverso politiche di promozione dedicate, indicazioni geografiche, la campagna Buy European e sistemi di produzione biologica.

La strategia per il settore zootecnico è accompagnata anche da un piano d’azione per le proteine che punta ad aumentare l’approvvigionamento e l’uso di proteine coltivate nell’UE. Nel 2025 soltanto il 25% delle proteine e dei semi oleosi utilizzati come mangimi erano prodotti nell’UE. Il piano intende aumentare la quota al 35% entro il 2035.


Fonti: Direzione generale della Comunicazione,
commission.europa.eu, e EFA News
European Food Agency, www.efanews.eu



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