Oggi serve più unità e meno fughe in avanti
AOP Italia Zootecnica accoglie positivamente la recente presentazione alla Camera dei Deputati della proposta di legge finalizzata a introdurre un sistema più efficace di tracciabilità e indicazione dell'origine delle carni nella ristorazione pubblica e privata. Si tratta di un'iniziativa che va nella direzione auspicata da tempo dagli allevatori italiani e da tutta quella parte della filiera che considera la trasparenza verso il consumatore un elemento essenziale di competitività e valorizzazione delle produzioni nazionali.
Tuttavia, nel commentare l'iniziativa parlamentare, è opportuno ricordare che questa richiesta non nasce oggi. Già nel 2017 il Consorzio Italia Zootecnica, oggi AOP Italia Zootecnica, promosse e presentò la Carta di Padova, documento programmatico che indicava tra le priorità strategiche per il settore bovino italiano proprio l'introduzione di una norma sulla tracciabilità delle carni nella ristorazione. Un obiettivo allora ritenuto fondamentale per garantire ai consumatori il diritto di conoscere l'origine delle carni consumate fuori casa e per valorizzare gli sforzi degli allevatori italiani in materia di qualità, sicurezza e sostenibilità.
È altrettanto doveroso ricordare che, in quella circostanza, alcuni soggetti che oggi rivendicano con forza questa esigenza, tra cui COALVI, decisero di non aderire e non sottoscrivere la Carta di Padova, scegliendo di non partecipare a un'iniziativa che anticipava di molti anni il dibattito attuale.
Non per questo intendiamo alimentare polemiche. Al contrario, riteniamo che oggi debba prevalere una considerazione semplice e positiva: non è mai troppo tardi.
Del resto, la richiesta di una legge specifica sulla tracciabilità delle carni nella ristorazione non è certo una novità. Essa compare tra gli obiettivi e le proposte formulate dalla filiera bovina nazionale nei diversi aggiornamenti del Piano Carni Bovine sin dal 2009. Da allora il settore attende un intervento normativo capace di colmare una lacuna che penalizza tanto i consumatori quanto gli allevatori italiani.
In questo contesto, appare utile guardare anche a quanto avvenuto in altri Paesi europei. La Francia, ad esempio, si è dotata già da molti anni di strumenti normativi strutturati per garantire l'informazione sull'origine delle carni nella ristorazione, aggiornandoli progressivamente per rispondere alle nuove esigenze di trasparenza e alle aspettative dei consumatori.
Per queste ragioni AOP Italia Zootecnica considera importante ogni iniziativa che contribuisca ad accelerare il percorso legislativo. Tuttavia, è altrettanto importante evitare che il tema venga utilizzato come terreno di competizione tra organizzazioni o come occasione per rivendicazioni tardive. La zootecnia italiana ha bisogno di costruire posizioni comuni e condivise, non di assistere a continue fughe in avanti che possono generare visibilità nell'immediato ma che raramente producono risultati concreti per gli allevatori.
Le sfide che attendono il comparto, dall'etichettatura all'origine dei prodotti, dalla sostenibilità alla tutela del reddito degli allevamenti, richiedono una filiera coesa e capace di presentarsi unita nei confronti delle istituzioni nazionali ed europee.
Oggi più che mai serve fare squadra. Se finalmente cresce il consenso attorno a una proposta che la filiera più lungimirante sostiene da quasi un decennio, non resta che lavorare insieme perché questa volta si arrivi davvero all'approvazione di una legge efficace, utile ai consumatori e capace di valorizzare il lavoro quotidiano degli allevatori italiani.
AOP Italia Zootecnica
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