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Ferrarini celebra 70 anni di eccellenza: una storia italiana che continua a guardare avanti

di Redazione


In questi settant’anni, Ferrarini ha imparato che l’eccellenza non è un punto di arrivo, ma un modo di camminare. Dalla sua fondazione, nel 1956, Ferrarini ha saputo tracciare un solco indelebile nel panorama agroalimentare italiano. È una storia di intuizioni coraggiose, come quella di produrre il primo prosciutto cotto privo di polifosfati aggiunti, un’innovazione che ha rivoluzionato il settore e che ancora oggi rappresenta un motivo di orgoglio del brand sul mercato.

Oggi, questo anniversario si trasforma in un ponte verso una nuova stagione di crescita, sostenuta da una visione industriale che vede nell’integrazione di filiera il motore di un rinnovato sviluppo. L’ingresso nel 2023 nel perimetro del Gruppo Pini, tra i leader a livello europeo nel mondo della macellazione suina, ha impresso una svolta determinante al percorso di consolidamento nazionale e internazionale della società.

Non si è trattato soltanto di un’operazione finanziaria, ma di un’adesione a un disegno industriale unico: il claim “Supply chain for the future” sintetizza questa strategia, che punta ad integrare verticalmente ogni passaggio produttivo.

Il percorso di Ferrarini all’interno del Gruppo Pini dimostra come l’unione tra l’agilità di una gestione familiare e la visione di una grande holding possa generare un modello di sviluppo unico. Grazie alla visione di filiera integrata del Gruppo Pini, l’azienda beneficia oggi di sinergie che coprono ogni passaggio, dalla selezione della materia prima alla distribuzione finale.

Il cuore di questo cambiamento è il grande progetto del nuovo stabilimento di Masone, a Reggio Emilia: un investimento di 100 milioni di euro per realizzare, entro il 2028, il primo polo a impatto zero in Europa dedicato alla produzione di prosciutto cotto. È proprio qui che la storia dell’eccellenza emiliana incontra la tecnologia d’avanguardia, con l’obiettivo ambizioso di raddoppiare la capacità produttiva e rafforzare il ruolo di Ferrarini come ambasciatore dell’Italian food philosophy nel mondo.

Protagonisti di questo 2026 saranno per l’azienda emiliana nuovi packaging, nuovi prodotti, una nuova stagione di fiere e di comunicazione, secondo un unico storytelling emozionale che trova la sua migliore sintesi nel claim “Una storia italiana”.

Tra le ultime novità di prodotto, che sintetizza al meglio un fil rouge che concilia, da sempre, tradizione ed innovazione, è il Fumo di Praga. Questo prosciutto cotto di alta qualità rappresenta la sintesi perfetta tra la competenza storica dell’azienda e la voglia di esplorare nuovi orizzonti sensoriali; la sua affumicatura, rigorosamente naturale e realizzata con legno di faggio e bacche di ginepro, risponde a una domanda di consumo sempre più attenta alle sfumature gourmet e alla genuinità dei processi.

È una vitalità che il mercato ha già premiato con il successo del Pavo — il petto intero di tacchino arrosto — e del Guanciale al pepe, un prodotto artigianale che si distingue per la morbidezza della carne e l’intensità della sua parte grassa, testimoniando come la ricerca Ferrarini sappia spaziare con eleganza in ogni segmento della salumeria d’eccellenza.


>> Link: ferrarini.com



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