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Speciale Tuttofood

TUTTOFOOD 2026, manifesto internazionale del cibo

di Redazione


Si è chiusa lo scorso 14 maggio l’edizione 2026 di TuttoFood, la fiera B2B di riferimento per l’intero sistema agroalimentare, che ha registrato in quattro giorni 123.000 presenze, 27.000 delle quali dall’estero, con un incremento del 30% rispetto all’edizione dello scorso anno. La partecipazione di un numero così rilevante di operatori professionali, tra industria, distribuzione, ristorazione, importatori, buyer, dimostra la capacità della manifestazione, organizzata per il secondo anno da Fiere di Parma, di trasformare la domanda globale di qualità alimentare in relazioni commerciali, sviluppo e accesso ai mercati e, contemporaneamente, il suo ruolo, sempre più forte, di piattaforma economica internazionale di riferimento per il Food & Beverage.


Fiere di Parma e Fiera Milano, un’alleanza vincente

Il risultato, frutto di un’alleanza di sistema tra Fiere di Parma e Fiera Milano con il coinvolgimento per la parte internazionale di Koelnmesse, organizzatore della più importante manifestazione al mondo, Anuga di Colonia, si inserisce in un’edizione che ha occupato 10 padiglioni, 82.000 m2 netti di superficie espositiva sold out, in crescita del 15%, riunito 5.000 brand (+20%, di cui circa il 30% esteri) e 4.000 top buyer internazionali. «I numeri e i pareri unanimemente positivi da parte di espositori, buyer, visitatori, frequentatori abituali delle storiche fiere mondiali del cibo, lo confermano: abbiamo coperto uno spazio inspiegabilmente ancora libero, realizzando in Italia un evento di portata internazionale per l’agroalimentare del tutto nuovo e che ora ogni anno, grazie all’alternanza strategica tra Cibus e TuttoFood, metterà a disposizione del made in Italy un palcoscenico e un hub globale per affermarsi ulteriormente — afferma Antonio Cellie, AD Fiere di Parma — coerentemente con il prestigio, il ruolo, la rilevanza internazionale che il cibo e la cucina italiana hanno nel mondo. Oggi le fiere, infatti, non sono più soltanto vetrine di prodotto. Sono luoghi di business, in cui le imprese misurano la domanda internazionale, creano mercati, costruiscono relazioni commerciali e trasformano la reputazione del made in Italy in risultati economici. La crescita delle presenze ci dice che le aziende e gli operatori cercano luoghi fisici e qualificati in cui orientarsi dentro un mercato globale più frammentato, più selettivo e più competitivo».

La crescita delle presenze assume, infatti, un valore ancora più significativo perché avviene in una fase caratterizzata da tensioni geopolitiche, dazi, pressione sui costi energetici, volatilità delle materie prime e ridefinizione delle catene internazionali di fornitura. In questo scenario, il food si conferma uno dei comparti più solidi dell’economia italiana: nel 2025 le esportazioni italiane di beni alimentari hanno raggiunto i 72,4 miliardi di euro, in aumento del 4,9% rispetto al 2024. Sul fronte industriale, il comparto continua a esprimere forza anche in termini di fatturato, con l’industria alimentare italiana che nel 2025, secondo Federalimentare, ha raggiunto 204 miliardi di euro, in crescita del 3,6% sull’anno precedente.

«TuttoFood è una vetrina internazionale che racconta la capacità dell’Italia di affermarsi nel mondo come patria del bello, del buono e della qualità» ha dichiarato il ministro Francesco Lollobrigida intervenuto al taglio del nastro del salone. «Attraverso l’incontro tra produttori, trasformatori, distributori e buyer internazionali, TuttoFood valorizza l’intera filiera agroalimentare italiana, contribuendo alla crescita dell’export, alla promozione del made in Italy e alla creazione di nuove opportunità economiche. È quanto mai strategico fare sistema, creando sinergie tra le fiere italiane e rafforzando la competitività della nostra nazione sui mercati globali. In un contesto internazionale complesso, TuttoFood si conferma così un punto di riferimento fondamentale per promuovere innovazione, qualità e visione strategica dell’agroindustria italiana».


L’Italia del cibo al centro

Un ruolo, quello dell’Italia del cibo, confermato con entusiasmo dai tanti buyer internazionali presenti in fiera, che hanno descritto la cucina italiana come punto di riferimento europeo per il food premium e gourmet. Per i buyer provenienti dagli USA, dall’America Latina, dall’Asia, dal Golfo, ma anche da Paesi europei come la Francia, il made in Italy ha una reputazione molto alta, grazie all’innegabile qualità delle materie prime, ma anche alla sua autenticità, all’affidabilità produttiva, alla distintività dell’offerta e al valore gastronomico e culturale che porta in sé. Nella testimonianza di un importante buyer europeo, emerge un dato molto significativo: circa il 70% del business ristorativo della sua insegna ruota attorno a prodotti italiani, a dimostrazione che la cucina italiana è ormai strutturale nell’offerta Ho.re.ca. internazionale e molti mercati non considerano sostituibili alcune categorie italiane, a partire dall’olio d’oliva, passando per l’aceto balsamico, la farina, la pasta, fino ai biscotti e al cioccolato. Per alcuni operatori, come Cencosud (America Latina) e City Super Group (Honk Hong), l’Italia rappresenta addirittura il principale mercato europeo di sourcing alimentare.


Made in Italy, non solo tradizione ma anche e, soprattutto, innovazione

Un elemento interessante è che il cibo italiano non viene percepito solo come classico o tradizionale, ma anche come capace di innovare, sperimentare e creare nuove ricettazioni gastronomiche, anticipando i trend. Il made in Italy non è visto soltanto come “heritage”, ma come un elemento vivo e contemporaneo. E, a proposito di innovazione, secondo Ben Costantini di Sesamers, società francese che ha portato in fiera start up da 7 Paesi, specializzate in piattaforme software, bevande funzionali, salse artigianali e macchinari per la trasformazione, «TuttoFood non è solo un luogo dove vendere i prodotti di oggi, ma è il luogo in cui la prossima generazione di innovatori del settore alimentare trova il proprio mercato».


Zero sprechi con Banco Alimentare

Al termine di TuttoFood, il Banco Alimentare della Lombardia ha raccolto circa 25 tonnellate di cibo dalle oltre 600 aziende che hanno scelto di donare le proprie eccedenze alimentari, permettendo di destinare alimenti ancora in perfetto stato a più di 1.000 organizzazioni partner territoriali convenzionate (mense, centri di accoglienza, case-famiglia, ecc...), a beneficio di oltre 200.000 persone in difficoltà.


TUTTOFOOD Milano 2028

8-11 maggio

www.tuttofood.it 




Novità in casa Palmieri: Mortadella Favola si evolve e il cotto Favoloso rafforza l’offerta premium


Protagonista indiscussa dello stand del Salumificio Palmieri di San Prospero (MO) è stata, ancora una volta, l’iconica mortadella Favola. Accanto alla amatissima versione tradizionale, è stato presentato il nuovo formato in spicchi, che amplia la proposta del brand intercettando gli ultimi trend di consumo. Gli spicchi di Mortadella Favola rappresentano una soluzione studiata per il banco frigo e la vetrina del libero servizio, capace di coniugare praticità, riconoscibilità e qualità. Un’evoluzione naturale dell’offerta, che mantiene intatti i valori distintivi del prodotto, rendendoli accessibili anche in nuovi contesti di acquisto. Accanto a Favola, Palmieri amplia il suo posizionamento nel premium anche con il prosciutto cotto alta qualità Il Favoloso. Ottenuto da cosce 100% italiane, aromatizzato con sale dolce di Cervia e miele d’acacia, legato a mano e cotto lentamente a vapore. Un prodotto che incarna l’identità Palmieri e, nascendo dalla sua esperienza, la stessa cura di Mortadella Favola. La partecipazione a TuttoFood è stata poi anche l’occasione per entrare nel mondo narrativo di Favola, grazie a un elemento scenografico di forte impatto: il modellino originale del set dell’ultimo spot di Favola, ideato dall’agenzia Armando Testa Torino e realizzato con la tecnica dello stop motion (passo uno). All’interno dello stand i visitatori hanno visto da vicino la riproduzione artigianale su misura dell’ambientazione in cui ha preso vita la “favola di Favola”: ovvero la ricostruzione fedele del laboratorio–salumeria dove Nonno Carlo Palmieri ha ideato Favola. Il tutto è stato realizzato interamente a mano, per richiamare gli stessi valori di cura, tempo e artigianalità che caratterizzano la produzione della mortadella Palmieri.


>> Link: palmierisalumi.it





Fratelli Beretta protagonista a TuttoFood


A TuttoFood 2026, il brand Fratelli Beretta ha presentato diverse novità: dalla linea Maestri della Bresaola, con 5 nuove referenze che valorizzano tradizione, qualità delle materie prime e varietà di gusto, ai grandi classici della salumeria italiana, i prosciutti crudi DOP e il Wüberone 50o, creato in occasione del cinquantesimo anniversario di Wüber. Beretta offre una vasta gamma di referenze, tra cui 34 eccellenze DOP e IGP commercializzate, di cui 16 prodotte in proprio.

Il marchio Beretta non è solo considerato una garanzia in Italia, ma anche all’estero, in quanto l’export traina il fatturato con il 52% del totale aziendale e sta crescendo maggiormente rispetto al mercato italiano che è sostanzialmente stabile. Inoltre, nel 2025, considerando le vicissitudini del mercato globale, Beretta ha comunque chiuso il proprio anno con 1 miliardo e 190 milioni di fatturato, in crescita di circa il 2%. Infine, quest’anno, Beretta festeggia i 50 anni di Wüber, marchio nato dalla fusione tra “würstel” e “Beretta” e che è specializzato in würstel di alta qualità: nel 2026, Wüberone Suino ha ricevuto il titolo Top Italian Food conferito da Gambero Rosso. In occasione del cinquantenario, Wüber ha lanciato una referenza in edizione limitata pensata per celebrare il traguardo: una formula inedita che abbina due würstel di suino per hot dog a una bustina di WüberMayo, maionese esclusiva al gusto bacon. «In questi 50 anni, Wüber ha saputo evolversi insieme ai consumatori, mantenendo sempre alta l’attenzione alla qualità e anticipando i cambiamenti del mercato» ha commentato Vittore Beretta, presidente del Gruppo. «La nostra filosofia resta quella di continuare a investire, innovare e porci nuovi obiettivi, senza mai considerarci arrivati» (fonte: EFA News – European Food Agency; photo © instagram.com/wuberofficial).




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