Particolarmente rilevante è il fatto che le misure avranno carattere retroattivo a partire dal 28 febbraio 2026 e potranno coprire le spese sostenute fino alla fine del 2026.
Federpesca esprime soddisfazione per la decisione odierna della Commissione Europea di attivare il meccanismo di crisi del FEAMPA a sostegno della pesca e dell’acquacoltura, mettendo a disposizione 760 milioni di euro per compensare il caro energia e i maggiori costi operativi delle imprese.
Fondamentale in questa direzione anche il lavoro avviato dalla Commissione per definire entro fine aprile un nuovo quadro temporaneo sugli aiuti di Stato, che consentirà di superare il limite del de minimis oggi fissato a 40 mila euro, permettendo così interventi più efficaci e adeguati alle esigenze delle imprese.
“Avevamo sostenuto in queste settimane che, dopo l’impegno del Governo italiano, anche l’Europa avrebbe dovuto fare la sua parte e abbiamo lavorato in questa direzione insieme al Ministro Francesco Lollobrigida. Oggi arriva un risultato fondamentale in questa direzione”, aggiunge Francesca Biondo.
Particolarmente rilevante è il fatto che le misure avranno carattere retroattivo a partire dal 28 febbraio 2026 e potranno coprire le spese sostenute fino alla fine del 2026.
“Questo potrà consentire alle imprese di ottenere ristori concreti su un arco temporale ampio, dando risposte immediate a chi in questi mesi ha dovuto affrontare aumenti eccezionali dei costi energetici e operativi”, sottolinea Francesca Biondo.
Per Federpesca, lo sblocco delle risorse FEAMPA rappresenta un’opportunità concreta per erogare contributi alle imprese, come già avvenuto durante la crisi ucraina, aiutando pescatori, acquacoltori e operatori della filiera a far fronte alle difficoltà economiche e a garantire continuità produttiva e occupazionale.
Tra gli obiettivi indicati dalla Commissione vi è anche la necessità di accelerare la transizione energetica del comparto, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e rendendo il settore più competitivo e sostenibile nel lungo periodo.
“Se l’Europa vuole davvero che anche il settore della pesca partecipi alla transizione energetica, è fondamentale consentire l’utilizzo dei fondi europei per la costruzione di nuovi pescherecci, più moderni, sicuri ed efficienti, dotati di tecnologie in grado di ridurre consumi ed emissioni e di rendere l’intera flotta più sostenibile e competitiva”, conclude Francesca Biondo.
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