Torna alla ribalta la richiesta di stop alla bollitura dei crostacei vivi dopo che una serie di nuovi studi scientifici conferma la sensibilità degli stessi agli stimoli dolorosi. Austria, Svizzera, Norvegia e Nuova Zelanda hanno già introdotto il divieto, la Gran Bretagna dovrebbe introdurlo entro il 2030. A fare breccia sulla questione sono arrivati i ricercatori dell’Università di Göteborg, in Svezia, con la ricerca dal titolo “Effetti dell’analgesia sulla risposta a uno stimolo doloroso negli scampi (Nephrops norvegicus)”1. La ricerca, pubblicata sulla rivista del gruppo Nature Scientific Reports, riporta i risultati di una serie di esperimenti in cui alcuni scampi (Nephrops norvegicus, Linneo, 1758) sono stati sottoposti ad una stimolazione dolorosa tramite elettricità.
L’industria della pesca, sottolinea la ricerca, sta valutando la possibilità di utilizzare scosse elettriche per stordire gli animali prima della cottura. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche su come i crostacei reagiscano al dolore al fine di sviluppare il metodo di macellazione più umano. Se questi animali non vengono storditi correttamente, infatti, la procedura potrebbe risultare molto dolorosa.
«Esistono già prove che i crostacei decapodi mostrino segni di disagio e stress quando esposti a lesioni come la rimozione forzata di una chela» afferma Lynne Sneddon, docente di Zoofisiologia presso il Dipartimento di Biologia e Scienze Ambientali e curatrice della ricerca. «I nostri ultimi esperimenti dimostrano che gli scampi reagiscono negativamente alle scosse elettriche, che sono dolorose per gli esseri umani».
Nel nuovo studio i ricercatori hanno osservato che quando gli scampi venivano sottoposti a scosse elettriche in acqua, tentavano di fuggire agitando rapidamente la coda. Tuttavia, se venivano trattati preventivamente con comuni antidolorifici, il movimento della coda diminuiva o scompariva del tutto. «Il fatto che gli antidolorifici sviluppati per gli esseri umani funzionino anche sugli scampi dimostra quanto il nostro “funzionamento” sia simile. Ecco perché è importante prestare attenzione a come trattiamo e uccidiamo i crostacei, proprio come facciamo con polli e bovini».
I ricercatori, prima della scossa elettrica, hanno somministrato agli scampi due diversi antidolorifici, aspirina e lidocaina, che hanno avuto effetti leggermente diversi. L’iniezione di aspirina ha indotto i crostacei a pulirsi zampe e chele, considerato segno di stress: allo stesso tempo, il movimento della coda quando ricevevano la scossa elettrica diminuiva. La lidocaina, invece, disciolta in acqua, ha presentato relativamente pochi effetti collaterali, prevenendo anch’essa il movimento della coda: pertanto, entrambi i farmaci sembrano avere un effetto analgesico.
«Questi risultati — conclude Sneddon — sottolineano l’importanza della responsabilità etica per il benessere dei crostacei, da tenere in considerazione non solo nell’industria alimentare. Sono attualmente in corso campagne per includere questi crostacei nella legislazione scientifica che impone la riduzione del dolore negli animali da laboratorio. Questo studio può contribuire a definire come rendere gli esperimenti meno dolorosi per gli animali, attraverso l’uso di semplici farmaci antidolorifici. Dobbiamo condurre ulteriori esperimenti per scoprire il modo più umano di trattare e uccidere i crostacei, se vogliamo continuare a consumarli in futuro».
Fonte: EFA News – European Food Agency
Nota
1. Kasiouras E., Rotllant G., Gräns A., Hjelmstedt P., Sneddon L.U. (2026), Effects of analgesia on the response to a noxious stimulus in Norway lobsters (Nephrops norvegicus), Scientific Reports, volume 16.
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