Il tonno è una delle specie più rilevanti nel mercato ittico italiano, sia per il consumo domestico sia per l’industria conserviera, dove le conserve ittiche rappresentano il principale driver in termini di valore e volumi. Si tratta di una categoria matura ma in evoluzione: secondo il Report GDO 20261, il comparto cresce in modo contenuto (+1,1% a valore e +1,8% a volume), in un contesto sempre più competitivo, caratterizzato da forte pressione promozionale (46,4% delle vendite) e da polarizzazione tra segmenti.
All’interno del comparto, il tonno sottolio in lattina si conferma centrale (oltre il 50% del valore e circa il 60% dei volumi), mentre i segmenti premium — come vetro e filetti — mostrano maggiore dinamismo. Al contrario, le referenze più elaborate risultano in contrazione, riflettendo un cambiamento nelle preferenze dei consumatori1.
In questo contesto, la sostenibilità emerge sempre più come leva competitiva, come dimostrano i dati di MSC Italia. Dopo un rallentamento nel 2024 dovuto alle sfide legate all’inflazione e all’aumento dei costi produttivi che hanno interessato tutta la categoria, il tonno certificato MSC torna a crescere: nell’anno fiscale 2025/2026 ne sono state vendute in Italia oltre 21.000 tonnellate (+50% vs l’anno fiscale 2024/2025), il 94% delle quali destinate a prodotti in conserva, a conferma della centralità della categoria2.
Parallelamente, si amplia l’offerta: oltre 270 prodotti con il marchio MSC sono oggi presenti nella GDO, coprendo un’ampia gamma che spazia dalle conserve tradizionali alle insalate e ai tramezzini. E anche il mix di specie riflette l’evoluzione del mercato: il tonno a pinne gialle torna a crescere rispetto al tonnetto striato, in linea con la maggiore domanda di prodotti premium.
La sostenibilità diventa quindi strategica non solo per il brand leader Rio Mare e altri brand come Mareblu, ma anche per le private label, come Lidl, che registrano una crescita significativa crescita, arrivando a rappresentare il 27% dei volumi totali di tonno certificato MSC (rispetto al 15% dell’anno fiscale precedente).
Questa crescita è resa possibile dall’aumento della disponibilità di materia prima certificata: ad oggi il 51,7% del pescato mondiale di tonno proviene da attività certificate MSC, per un volume di oltre 3,1 milioni di tonnellate3, con ulteriori prospettive di crescita grazie alle attività di pesca coinvolte nel MSC Improvement Program e ai continui progressi in ambito sostenibilità.
Dall’inizio del 2026 quattro nuove attività di pesca sono state certificate secondo lo Standard MSC negli oceani Atlantico e Indiano. Di particolare rilievo è il caso del tonno pinna gialla nell’Oceano Indiano che, dopo quasi un decennio di gestione oculata e sforzi congiunti, è stato riconosciuto scientificamente come non più sovrasfruttato né soggetto a sovrasfruttamento. Questo risultato ha permesso ad attività di pesca già certificate per altre specie di tonno di estendere la propria certificazione anche al pinne gialle, aumentando i volumi di materia prima certificata.
In questo scenario, la sostenibilità rappresenta una condizione imprescindibile per il futuro del settore: MSC continua a lavorare con imprese, distribuzione e filiera per favorire la diffusione di pratiche di pesca sostenibile, garantendo ai consumatori prodotti provenienti da stock gestiti in modo sostenibile e contribuendo alla tutela degli ecosistemi marini.
>> Link: www.msc.org/it
Note
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