Seafood Expo Global / Seafood Processing Global, l’evento commerciale ittico più grande al mondo, ha chiuso la sua 32ª edizione con la partecipazione di oltre 35.500 professionisti del settore. Nel corso di tre giorni, fornitori, acquirenti e stakeholder di provenienza globale si sono riuniti per scambiare opinioni, esplorare innovazioni e affrontare le principali opportunità e sfide che plasmano il futuro del comparto. L’edizione di quest’anno è stata la più grande nella storia dell’evento in termini di affluenza e spazio espositivo, con oltre 2.290 aziende espositrici provenienti da 85 Paesi e 65 padiglioni nazionali e regionali, coprendo oltre 52.980 m2 netti di superficie della Gran Vía di Barcellona. L’evento, che ha occupato i padiglioni dall’1 al 5, oltre alla galleria di collegamento, si stima abbia generato un impatto economico superiore ai 161 milioni di euro per la città. La forte presenza internazionale ha confermato e rafforzato il valore della fiera, con rappresentanze da Canada, Cile, Cina, Danimarca, Ecuador, Francia, Grecia, Islanda, India, Irlanda, Italia, Giappone, Marocco, Norvegia, Paesi Bassi, Corea del Sud, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti, Vietnam e altri ancora. L’evento ha accolto anche delegazioni ufficiali, tra cui il Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione spagnolo e rappresentanti governativi di Canada, Islanda, Irlanda e Norvegia.
Connessioni e innovazione lungo la filiera
Gli espositori di Seafood Expo Global hanno presentato una vasta gamma di prodotti (freschi, surgelati, in scatola, a valore aggiunto e trasformati), mentre Seafood Processing Global ha riunito aziende specializzate in soluzioni di lavorazione: dai materiali di confezionamento ai macchinari, fino ai sistemi di refrigerazione, logistica e controllo qualità. Il programma Key Buyer ha visto la partecipazione di grandi acquirenti del settore retail, food service e distribuzione, tra cui giganti come Aldi, Carrefour, Lidl, Metro, Sodexo e le italiane Aramark, Bidfood Italy e Sysco Italy. «L’energia e l’alto tasso di coinvolgimento riscontrati quest’anno nell’area espositiva hanno chiaramente messo in luce quale sia il valore dei contatti diretti per l’intero settore del seafood», ha dichiarato in un comunicato Wynter Courmont, vicepresidente del settore ittico di Diversified Group. «I partecipanti provenienti da ogni anello della filiera hanno approfittato dell’evento per consolidare le relazioni esistenti, esplorare nuove opportunità commerciali e stare al passo con le tendenze che stanno plasmando il futuro del settore ittico».
Tendenze del settore e scambio di conoscenze
Il programma congressuale ha offerto ai partecipanti un’analisi approfondita su numerose tematiche quali approvvigionamento sostenibile, trasparenza della filiera, benessere dei lavoratori e crescita dei brand. Un momento centrale è stato l’intervento della dott.ssa Nomi Prins, economista ed esperta di geopolitica, che ha analizzato le forze economiche che influenzano il mercato ittico globale e come le aziende possano capitalizzare nuovi percorsi commerciali per soddisfare la domanda nel 2026.
New Aquaculture Innovation Zone
Novità rilevante di questa edizione della fiera è stata l’Aquaculture Innovation Zone, uno spazio dedicato al futuro dell’acquacoltura che ha riunito start-up e ricercatori impegnati in soluzioni basate su IA, monitoraggio della qualità dell’acqua e salute dei pesci. «Con il comparto dell’acquacoltura che continua a superare altri settori della produzione alimentare, l’Aquaculture Innovation Zone rappresenterà un punto di riferimento in fiera per acquirenti e investitori» aveva dichiarato Brenna Hensley, vicepresidente di Diversified per gli eventi dedicati al settore ittico. Tra le aziende partecipanti, Apollonia Trade (Hong Kong), che ha presentato le sue soluzioni di mangimi su misura, e AquaBioTech Group, di Malta, con una gamma di programmi di consulenza e formazione in acquacoltura, servizi di ricerca, progettazione e fornitura di sistemi di acquacoltura a ricircolo (RAS). La cinese Hishing Smart Equipment ha presentato il suo sistema RAS modulare e la piattaforma IoT SMART Aquaculture, mentre la francese BiOceanOr ha presentato la propria suite di servizi basati sull’intelligenza artificiale dedicati alla qualità dell’acqua. L’indiana Sagar Aquaculture ha portato in fiera un sistema di aerazione automatizzato progettato per aumentare l’efficienza delle operazioni di acquacoltura riducendo consumo di elettricità e costi e la norvegese LiceDefence ha presentato il suo sistema di controllo dei pidocchi di mare (Lepeophtheirus salmonis), un problema che grava sugli allevamenti di salmone.
Il Padiglione Italia
Il MASAF ha guidato una delegazione di 93 aziende d’eccellenza, affiancate da sette regioni: Emilia-Romagna, Marche, Campania, Toscana, Sardegna, Liguria e Calabria. La missione istituzionale era volta a consolidare il posizionamento del made in Italy sui mercati mondiali, verso i quali l’Italia esporta prodotti per un valore superiore a 1 miliardo di euro, con la Spagna che si conferma il primo mercato di sbocco, assorbendo il 12% delle esportazioni totali. La partecipazione italiana, sviluppata all’interno del Padiglione 5 e supportata dal FEAMPA (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura), ha messo in luce la capacità del settore di coniugare competitività e tutela ambientale. Un binomio vincente, considerando che la sola industria ittica italiana, secondo il XIII Rapporto nazionale sull’Economia del Mare 2025, genera un valore aggiunto complessivo superiore ai 10 miliardi di euro, dimostrando una capacità di moltiplicazione economica superiore a molti comparti industriali tradizionali. La presenza istituzionale al Seafood Expo 2026 conferma l’impegno del Governo nel sostenere gli oltre 80.500 occupati diretti della filiera. «La partecipazione del Masaf a Barcellona è un ulteriore segnale di attenzione al settore. Attenzione che si è concretizzata in questi anni non solo con la presenza, ma con atti concreti incentrati sulla valorizzazione del settore sia in Italia sia che in ambito europeo, come evidenziato dalle nuove linee di indirizzo sul fermo pesca, l’eliminazione degli obblighi tecnici, la maggiore attenzione all’attività di impresa, l’impulso verso l’aggregazione e la filiera per la valorizzazione del prodotto, in grado di determinare un maggiore valore aggiunto» ha commentato Patrizio La Pietra, sottosegretario al Masaf.
Ad animare il Padiglione Italia un fitto palinsesto di eventi, workshop, degustazioni, con un programma che si è occupato della complessità delle sfide ambientali ed economiche del comparto: dalla gestione del granchio blu nel Delta del Po, col piano d’emergenza illustrato dal Commissario Enrico Caterino che ha già mobilitato 10 milioni di euro, alla presentazione della piattaforma “Ittico Dati”. Realizzato da BMTI su iniziativa del Masaf, lo strumento offre dashboard interattive su prezzi e consumi, fornendo alle imprese bussole digitali per orientarsi nel mercato (itticodati.bmti.it).
Protagonisti anche i territori: dalle Marche, coi modelli di trasformazione, alla Campania, con lo sviluppo dei sistemi DOP e IGP, fino all’Emilia-Romagna, con l’eccellenza delle ostriche dell’Alto Adriatico. Spazio alla Calabria, con il focus sulla valorizzazione del tonno rosso e delle produzioni locali, e ai progetti dei GAL Fish in Liguria, Toscana e Sardegna. Grande rilievo è stato dato anche all’ittiturismo, con la Sardegna in prima fila nel promuovere modelli di ospitalità esperienziale e filiera corta — con l’esempio storico della cooperativa “La Tramontana” — che permettono di valorizzare il pescato locale e diversificare il reddito dei pescatori. Ogni specie presentata racconta un equilibrio tra prelievo responsabile e innovazione, sostenuto dai programmi di ripristino supportati dal FEAMPA. «Questo modello di resilienza, innovazione e sostenibilità è stato il fulcro della nostra partecipazione a Barcellona» sottolinea Graziella Romito, direttrice generale PEMAC del Masaf. «Il successo ottenuto qui testimonia la fiducia dei mercati internazionali verso il nostro modello di pesca e acquacoltura, sempre più orientato alla tracciabilità e alla qualità certificata. Il Ministero sta lavorando intensamente per superare l’attuale fase di crisi e per rafforzare il settore attraverso la cooperazione e il dialogo tra le istituzioni e le imprese».
Premi e networking
I Seafood Excellence Global Awards hanno assegnato il Best Retail Product all’azienda lituana Vičiūnai Group (www.viciunaigroup.eu) per le Fette di aringa affumicata – Aroma naturale, un prodotto pronto da consumare direttamente dalla confezione con un gusto affumicato pulito e naturale, e il Best Horeca Product alla francese Frais Embal per il suo Salmon Roll, un rettangolo di salmone fresco perfetto per i rotoli di sushi e altre applicazioni culinarie. Tra gli eventi di networking ricordiamo il “Connecting Women in Seafood” e “Aquaculture Meet-Up”, la dimostrazione “Mar Mediterraneo, la nostra dispensa”, guidata dallo chef stellato Albert Raurich e la vivace competizione di apertura delle ostriche. In linea con l’impegno per la sostenibilità, l’organizzazione ha collaborato con il Banc dels Aliments di Barcellona per raccogliere le donazioni di prodotti ittici dagli espositori.
Elena Benedetti
Chiara R. Zaccaroni
La prossima edizione di Seafood Expo Global / Seafood Processing Global si terrà a Barcellona dal 20 al 22 aprile 2027.
>> Link: seafoodexpo.com/global
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Stolt Sea Farm presenta Neptura, brand premium di rombo e sogliola da Haute Aquaculture, la nuova frontiera dell’acquacoltura
Stolt Sea Farm, filiale della multinazionale Stolt-Nielsen e leader nell’acquacoltura a terra, entra nel segmento premium con il lancio globale e la presentazione al Seafood Expo Global 2026 del suo nuovo brand Neptura dedicato a rombo e sogliola di alta gamma. Neptura è il risultato di oltre 50 anni di esperienza di Stolt Sea Farm in un modello produttivo unico di Haute Aquaculture, che utilizza acque del Nord Atlantico altamente filtrate, ossigenate e trattate con luce ultravioletta per prevenire qualsiasi contaminazione. L’allevamento avviene a terra, per garantire il controllo costante delle condizioni ottimali dei pesci (temperatura, alimentazione, ricircolo dell’acqua, prevenzione delle malattie e monitoraggio dello stato di benessere animale), grazie a tecnologie all’avanguardia e alla consulenza di un team di professionisti impegnati nel benessere animale, nella sostenibilità e nella tutela dell’ambiente. Grazie a questo processo si ottengono caratteristiche ottimali in termini di sapore, consistenza e versatilità in cucina. I rombi e le sogliole Neptura si distinguono per la carne bianca e compatta, le lische grandi e ben visibili, una consistenza unica e un sapore profondo e persistente: qualità che ne facilitano la preparazione e valorizzano l’esperienza gastronomica e la resa nel piatto, rendendole adatte a qualsiasi tipo di ricettazione e declinabili secondo le tecniche di preparazione più tipiche di ciascuno dei 30 Paesi nel mondo in cui Neptura esporta i suoi prodotti. Per il lancio del brand, Neptura si è avvalsa della collaborazione degli chef Sergio e Javier Torres, che per mesi hanno lavorato con entrambe le specie nel loro laboratorio presso il ristorante Cocina Hermanos Torres, 3 Stelle Michelin, e ha sottoposto il nuovo prodotto a più di 50 professionisti e gruppi della ristorazione e dell’hôtellerie, che per primi durante una serata di confronto professionale e degustazione tra colleghi hanno potuto scoprire e sperimentare la qualità e le potenzialità culinarie della nuova referenza. L’obiettivo è offrire il miglior pesce possibile, mettendo a disposizione di chef e appassionati un prodotto che stimola la creatività in cucina. Non a caso i rombi e le sogliole dell’azienda hanno ottenuto, per il quarto anno consecutivo, il massimo punteggio ai Superior Taste Awards – prestigiosi riconoscimenti internazionali organizzati dall’International Taste Institute – conquistando il rinomato Crystal Taste Award. È la prima volta che un pesce piatto riceve questo riconoscimento (photo © Stolt Sea Farm).
>> Link: nepturaseafood.com |
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Panapesca, l’eccellenza del surgelato
Presso l’ampio stand nel Padiglione 4, il Gruppo toscano Panapesca ha presentato non solo prodotti, ma anche un’esperienza immersiva nel mondo del pesce surgelato di alta qualità. La partecipazione alla fiera ha rappresentato un’occasione strategica per raccontare la solidità industriale e la forte proiezione internazionale del Gruppo. «Seafood Expo è un appuntamento fondamentale per Panapesca: qui incontriamo fornitori, professionisti del settore e buyer internazionali, consolidando relazioni strategiche e presentando la nostra capacità produttiva globale» ha commentato Giovanni Sabino, AD di Panapesca. «È anche un’occasione per mostrare la nostra offerta certificata e responsabile, dalla pesca al prodotto finito, capace di soddisfare consumatori e partner commerciali in tutto il mondo. Puntiamo su qualità, sostenibilità e sicurezza alimentare». Una presenza globale che si esprime attraverso stabilimenti produttivi e distributivi e hub logistici in Thailandia (Thai Spring Fish), Marocco (Mer Fruit), Francia (Prodimar) e Italia (Panapesca e Il Faro Quality Fish), oltre ad una rete di oltre 50 fornitori internazionali. Un modello organizzativo che rende Panapesca l’unica realtà italiana del settore in grado di servire direttamente tutti i principali canali di vendita: foodservice, ingrosso, modern trade e retail diretto, con 24 punti vendita a insegna Bottega Marinara, Sfizi e Delizie del Mare. Protagonisti dello stand anche gli spiedini di gamberi argentini, pescati nelle acque della Patagonia, accuratamente selezionati e surgelati entro poche ore dalla pesca, e le vongole del Pacifico, lavorate nello stabilimento tailandese e certificate Friend of the Sea, a garanzia di un’acquacoltura sostenibile, disponibili nei formati da 500 g e 1 kg.
>> Link: www.panapesca.eu |
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La Campania al Seafood Expo Global Qualità certificata, tracciabilità e presenza nei principali contesti internazionali: sono i punti di forza della Regione Campania nella strategia a sostegno della filiera ittica. Il messaggio è stato lanciato dall’assessora regionale alla Pesca e Acquacoltura Fiorella Zabatta in apertura del convegno istituzionale promosso nell’ambito del Seafood Expo Global di Barcellona. «La nostra presenza qui a Barcellona — ha detto l’assessora — testimonia la volontà di difendere la qualità, l’identità territoriale e la competitività delle nostre produzioni, trasformando la tracciabilità in un valore strategico sui mercati globali. Ho incontrato molti giovani operatori del settore, in alcuni casi espressione di imprese familiari giunte alla sesta generazione. È su queste realtà che dobbiamo investire, rafforzando il lavoro di rete e sostenendo modelli organizzativi orientati alla qualità e alla valorizzazione delle tradizioni ittiche». Il convegno, dal titolo “Certificazione di qualità e tracciabilità: applicazioni e sviluppi del sistema DOP e IGP nel comparto ittico della Campania”, ha rappresentato un momento di approfondimento tecnico e strategico, col contributo di istituzioni, mondo accademico e operatori della filiera. Tra gli interventi, quello del dirigente regionale per la Pesca e Acquacoltura Maurizio Cinque, che ha illustrato gli strumenti amministrativi attivati dalla Regione, con particolare riferimento all’attuazione del FEAMPA 2021–2027. Il professor Vincenzo Peretti, docente dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha evidenziato il valore dei marchi collettivi e delle certificazioni DOP e IGP come strumenti di tutela del consumatore e di valorizzazione commerciale del prodotto ittico. Giulio Gerli (Gerli Group) ha invece approfondito i modelli distributivi, sottolineando come la selezione delle materie prime lungo tutta la filiera rappresenti un elemento decisivo per garantire standard elevati di qualità nei mercati contemporanei. Spazio anche alle testimonianze delle Organizzazioni dei Produttori, con gli interventi di Fabio Postiglione (OP Mytilus Campaniae), Raffaele Schiavone (OP Produzione Molluschi Regione Campania), Lucia Di Mauro (Associazione Colatura di Alici di Cetara), Giuseppe M. Guarna (OP Benefit Tonno Rosso d’Italia) e Fortunato Della Monica (OP Tonnieri Italiani), che hanno evidenziato l’impatto positivo dei disciplinari di produzione sulla competitività del settore. Un focus è stato infine dedicato alla Colatura di Alici di Cetara DOP (fonte: Regione Campania, Assessorato Agricoltura, agricoltura.regione.campania.it).
OP Benefit Tonno Rosso d’Italia: un nome che è promessa, direzione, identità Al termine del convegno, abbiamo avuto la possibilità di parlare con Giuseppe M. Guarna e approfondire l’Organizzazione di Produttori di cui è presidente, l’OP Benefit “Tonno Rosso d’Italia”. «L’OP Tonno Rosso d’Italia nasce nel 2022, nel cuore del Mediterraneo, dove il mare racconta storie antiche e il vento porta con sé memorie di navigazioni e di pesca» ci dice il presidente Guarna. «Il nome, infatti, non è stato scelto per caso, ma per dichiarare sin dall’inizio un’ambizione chiara: rappresentare, tutelare e valorizzare la grande risorsa italiana del Thunnus thynnus, simbolo di una cultura marinara che attraversa i secoli». Pur essendo la più giovane tra le OP del settore, la nuova organizzazione ha saputo distinguersi per concretezza, rapidità d’azione e una visione moderna, «lontana da proclami e vicina ai fatti» prosegue il presidente Guarna, che ha guidato la crescita — «silenziosa ma inesorabile — della OP insieme al vicepresidente Pietro Avolio e al consigliere Gilles Pappalardo. A dare vita alla OP sono state 4 realtà che rappresentano l’Italia della pesca e dell’allevamento del tonno rosso:
Una base solida che ha permesso alla OP di ottenere, il 30 gennaio 2025, il riconoscimento ufficiale con Decreto Ministeriale, entrando così nel novero delle Organizzazioni di Produttori ai fini del Regolamento (UE) 1379/2013, articolo 14, e del Regolamento (UE) 1419/2013. «Nel gennaio 2025, l’assemblea consortile ha compiuto un passo decisivo: adottare formalmente finalità di beneficio comune sul solco tracciato dalla Legge 208/2015. Un impegno che va oltre la gestione economica della filiera e abbraccia la responsabilità verso comunità, territori, ambiente, cultura e stakeholder» puntualizza il presidente Guarna. «Da questa scelta nasce la nuova denominazione: “Organizzazione di Produttori Benefit Tonno Rosso d’Italia”. Un nome che diventa promessa, direzione, identità». Il marchio della OP, infatti, non è un semplice segno grafico, ma una vera e propria narrazione. «Il Timone, la Rosa dei Venti, le Cime intrecciate, lo Scafo, il Tonno Rosso dalla pinna blu, il Tricolore: ogni elemento — spiega Giuseppe Guarna — è un frammento di storia, un richiamo alla sapienza dei pescatori italiani che per generazioni hanno solcato il Mediterraneo, conoscendone i ritmi, rispettandone la forza, tramandando tecniche e valori». Nel 2024 ha preso avvio il percorso di registrazione del marchio presso l’EUIPO, «un cammino rigoroso che si è concluso nel marzo 2026» aggiunge il presidente Guarna. «“Tonno Rosso d’Italia” è oggi un marchio collettivo ufficialmente registrato in tutta l’Unione Europea, riconosciuto come simbolo identitario della filiera italiana del Thunnus thynnus. Ma la registrazione non è stata un punto di arrivo: è diventata il fondamento su cui costruire un sistema di garanzie reali, tangibili, verificabili. Nel marzo scorso, infatti, il marchio si è arricchito di contenuti sostanziali grazie all’adozione di 4 disciplinari certificati da Bureau Veritas, che ne definiscono l’essenza e ne tutelano la credibilità:
Un sistema strutturato, severo e trasparente, che non lascia spazio all’improvvisazione. Un impegno che si traduce in una garanzia per il consumatore: ogni prodotto che reca il marchio “Tonno Rosso d’Italia” proviene da una filiera controllata, tracciata e responsabile, che segue il tonno rosso dal momento della cattura — a circuizione o a palangaro — fino all’allevamento, alla trasformazione e alla commercializzazione. Un marchio che non è solo un segno distintivo, ma una promessa mantenuta. Una dichiarazione di rispetto verso il mare, verso la tradizione e verso il futuro della pesca italiana» conclude Guarna. Il marchio è stato presentato in diverse sedi istituzionali, riscuotendo unanimi apprezzamenti, a cominciare dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida; Marco Lupo, Capo del Dipartimento della Sovranità Alimentare e dell’Ippica presso il medesimo Ministero; i direttori generali della Pesca Marittima e dell’Acquacoltura, Saverio Abate e Graziella Romito, nonché dell’assessora regionale della Campania Fiorella Zabatta, in rappresentanza di una terra che più di ogni altra custodisce la memoria viva della tradizione tonniera italiana. Come non citare infatti Carloforte Tonnare PIAM Srl, una delle ultime tonnare attive nel Mediterraneo. Fondata dalla famiglia Greco nel 1980 sull’Isola di San Pietro, certificata Ecocrest e Friend of the Sea, essa rappresenta un patrimonio culturale unico. Carloforte è un luogo dove il tonno non è solo pesca: è identità, rito, linguaggio, cucina, memoria, custode di una tradizione che affonda le radici nel Settecento tabarchino. La Ditta Salvatore Aniello Pappalardo, storica impresa di Cetara, attiva dal 1980, armatrice autorizzata alla cattura con sistema a circuizione, e le Cooperative Ischia Pesca e Isolaverde di Ischia, che contano di 7 unità navali in armamento. Oggi la filiera del Tonno Rosso d’Italia può contare su 17 unità navali in armamento, un patrimonio che unisce tradizione, innovazione e competenza. «È una flotta che racconta il Mediterraneo di ieri e quello di domani, fatta di uomini, tecniche e imbarcazioni che custodiscono un sapere antico e lo proiettano nel futuro» spiega Giuseppe Guarna. «Tra queste svetta, come un faro di modernità, la SalvatoreP, varata nel marzo 2026: si tratta della nave più avanzata del Mediterraneo nel suo settore. Con i suoi 47,40 metri di lunghezza e una stazza di 439 GT, la SalvatoreP è un simbolo tangibile di come la pesca italiana possa evolvere senza tradire la propria identità, rispettando il mare e valorizzando una risorsa preziosa». Grazie a questa crescita armoniosa e alla forza delle nuove adesioni, l’OP Benefit Tonno Rosso d’Italia rappresenta oggi circa il 13% del contingente nazionale di catture assegnato all’Italia per il 2026. «Un dato che assume un valore ancora più significativo se si considera che la metà dell’intero contingente nazionale relativo alle tonnare fisse è oggi espressa dalla nostra OP. L’altra metà è detenuta dalla società Tonnare Sulcitane, con la quale intratteniamo rapporti commerciali consolidati sin dal 2025, in un dialogo costante che guarda con interesse a possibili sviluppi futuri. L’OP Benefit Tonno Rosso d’Italia si afferma oggi come un nuovo presidio del Mediterraneo: un ponte saldo tra tradizione e innovazione, tra cultura e sostenibilità, tra identità e futuro — aggiunge il presidente Guarna — un luogo in cui la storia millenaria della pesca italiana incontra la responsabilità moderna di custodire una risorsa preziosa, garantendo al tempo stesso qualità, trasparenza e rispetto per il mare. In questa visione aperta e inclusiva, auspichiamo che al progetto possano unirsi altri operatori del settore, contribuendo a rafforzare una filiera che appartiene all’intero Paese. Il marchio “Tonno Rosso d’Italia” potrà essere utilizzato anche da imprese non aderenti alla OP, purché si impegnino a rispettare i rigidi disciplinari che ne costituiscono il fondamento e accettino la vigilanza sull’intera filiera. Solo così sarà possibile garantire, nell’interesse di tutti gli stakeholder, che il progetto continui a onorare, proteggere e raccontare la risorsa tonno rosso, custodendo un patrimonio che non appartiene soltanto ai pescatori, ma alla cultura, alla storia e all’identità dell’Italia intera». |
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Presentata a Barcellona OP Tonnieri Italiani, un modello italiano di filiera integrata del tonno rosso del Mediterraneo In occasione del Seafood Expo Global, OP Tonnieri Italiani ha presentato un progetto che punta a rafforzare il ruolo dell’Italia nella filiera del tonno rosso del Mediterraneo. Al centro dell’iniziativa, un modello integrato orientato a trattenere valore lungo tutta la catena, dalla pesca alla commercializzazione, riducendo la frammentazione storica del comparto. La presentazione è avvenuta nell’ambito dell’evento “Il tonno e il mare”, che ha riunito istituzioni, operatori del settore e buyer internazionali presso The Sea Garden (Marina Port Vell). Un’occasione per illustrare una visione industriale volta a consolidare la posizione dell’Italia in un segmento strategico della pesca mediterranea. All’evento hanno preso parte la dott.ssa Fiorella Zabatta, assessore regionale della Campania; la dott.ssa Graziella Romito, direttrice generale per la pesca marittima e l’acquacoltura del MASAF; il presidente dell’OP Tonnieri Italiani, Fortunato Della Monica, e il membro del CdA, armatore e socio, Matteo Novella. «La sfida oggi non è solo pescare bene, ma organizzare il valore», ha dichiarato Della Monica. «Questo appuntamento rappresenta non un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase per rafforzare e trasformare la nostra filiera in un modello più integrato, capace di generare valore lungo tutta la catena» ha aggiunto. Un messaggio che sintetizza l’obiettivo di evolvere verso un modello più strutturato e competitivo, capace di affrontare le dinamiche dei mercati globali. Il progetto si fonda su quattro pilastri: integrazione della filiera, sostenibilità, tracciabilità e sviluppo commerciale. L’obiettivo è costruire una filiera nazionale solida, in grado di collegare tutte le fasi — dalla pesca alla tavola — creando valore aggiunto, occupazione e nuove opportunità per il sistema produttivo italiano “della pesca del tonno rosso”. Tra le iniziative principali spicca la realizzazione in Italia di un impianto di ingrasso del tonno rosso — attualmente in fase autorizzativa — con l’obiettivo di rafforzare la filiera nazionale e recuperare una quota significativa del valore oggi generato all’estero, in particolare nelle fasi a maggiore valore aggiunto. A questo si affianca lo sviluppo di un sistema proprietario di qualità e tracciabilità, finalizzato a posizionare il prodotto italiano come riferimento in termini di sicurezza alimentare, trasparenza e differenziazione sui mercati internazionali. Sul piano commerciale, OP Tonnieri Italiani guarda al 2027 con una strategia orientata ad accelerare la presenza in Europa con prodotto fresco e congelato destinato ai segmenti premium e al canale Ho.re.ca., valorizzando l’origine e la qualità della produzione nazionale. L’ambizione è quella di rafforzare la competitività del prodotto italiano sui mercati europei attraverso un posizionamento basato su eccellenza, sostenibilità e piena tracciabilità, in linea con gli obiettivi della transizione ecologica. Nel corso dell’evento, l’assessore Zabatta ha sottolineato il ruolo della flotta campana come “asset strategico” e ha evidenziato il potenziale del modello consortile nel rafforzare la competitività del sistema Italia nel comparto del tonno rosso, in un’ottica di sostenibilità e sviluppo industriale. Ha inoltre ribadito l’importanza di «lavorare congiuntamente su un disciplinare applicabile a tutte le OP della Campania, per arrivare poi ad un marchio di qualità del prodotto. Da parte sua, la direttrice generale Graziella Romito ha ribadito l’importanza di una strategia condivisa tra istituzioni e operatori per consolidare il posizionamento internazionale del tonno rosso italiano e cogliere le opportunità offerte dai programmi di finanziamento europei nei prossimi anni. In questo contesto, ha evidenziato l’urgenza di rafforzare l’organizzazione della filiera, sostenere la nascita di strutture consortili tra i produttori su tutto il territorio nazionale e promuovere la diversificazione dei mercati, al fine di accrescere la solidità del comparto. OP Tonnieri Italiani si propone di contribuire al rafforzamento della filiera italiana del tonno rosso, puntando su integrazione, tracciabilità e sviluppo industriale per accrescere la competitività del settore sui mercati internazionali.
>> Link: tonnieriitaliani.it |
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