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Acquacoltura

Visita agli allevamenti sull’isola di Mindoro, Filippine

di Negroni G.


Le Filippine, secondo gli ultimi rilievi, sono un arcipelago composto da 7.641 isole, con una superficie totale di circa 300.000 km2. I principali gruppi di isole sono tre: Luzon a nord, Visayas al centro e Mindanao più a sud. Luzon e Mindanao coprono più dei 2/3 della superficie totale del Paese. Le Filippine si trovano sul bordo orientale del Mediterraneo asiatico. Sono delimitate ad ovest dal Mar Cinese meridionale; a est dall’Oceano Pacifico; a sud dai mari di Sulu e Celebes; a nord dal Canale di Bashi. Situato nella fascia dei tifoni, il Paese è solitamente colpito direttamente da 5/6 tempeste cicloniche l’anno ed è a rischio per altri pericoli naturali (frane, vulcani attivi, terremoti e tsunami). I principali problemi ambientali includono deforestazione incontrollata, erosione del suolo, degrado delle barriere coralline e crescente inquinamento delle mangrovie costiere, importanti aree di riproduzione dei pesci. Il Paese è anche in costante allerta per le maree rosse e le morie di pesci.

Le Filippine, con Indonesia, Malesia, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone e Timor Est, compongono la Coral Triangle Initiative on Coral Reefs, Fisheries, and Food Security (CTI-CFF). L’iniziativa prevede l’impegno politico dei sei governi sull’attuazione proattiva dei problemi nell’area del Coral Triangle riguardanti la gestione, la conservazione e l’adattamento al cambiamento climatico della pesca del tonno e degli ecosistemi corallini nella regione. L’area è considerata una delle zone più ricche di biodiversità nel panorama marino mondiale e l’isola di Mindoro ne fa parte.

Il settore della pesca è fondamentale per l’economia nazionale, contribuendo in modo significativo alla sicurezza alimentare, alle esportazioni e sostenendo lo sviluppo delle piccole e medie imprese. La configurazione costiera del paese e i diversi ecosistemi marini forniscono un ambiente ricco sia per la pesca commerciale che per quella su piccola scala. Le principali catture dalle attività di pesca comprendono tonno, sardine e vari molluschi.

Le attività di pesca artigianale (dette municipal fishery), che utilizzano anche imbarcazioni non motorizzate operanti entro i 15 km dalla costa, svolgono un importante ruolo per il sostegno delle comunità locali e la sicurezza alimentare. La pesca commerciale coinvolge imbarcazioni più grandi che operano anche a grande distanza dalle coste per le grandi specie pelagiche. General Santos (Gensen) possiede numerose industrie della trasformazione del tonno.

Ci sono 1,9 milioni di pescatori registrati nelle Filippine, l’85% dei quali su piccola scala. Nonostante l’importanza della pesca artigianale costiera ed il forte sostegno del governo al settore — come l’accesso preferenziale dei pescatori artigianali alle acque costiere — i pescatori su piccola scala sono tra le persone più povere ed emarginate. La dipendenza di una fascia della popolazione povera dalle proteine del pesce ha portato ad una sovrappesca diffusa e cronica e al declino della biomassa ittica. La cattura media giornaliera dei pescatori su piccola scala è infatti diminuita costantemente negli ultimi decenni. Attualmente si trascorre più tempo in mare, allontanandosi sempre di più dalle coste, per rese inferiori. Spesso si pesca solo per autoconsumo familiare. Basta essere presenti al momento dello sbarco dei pescatori artigianali per rendersi conto della scarsità della pesca. Questo nonostante il forte impegno della società, del governo, tramite le proprie agenzie specializzate, e delle organizzazioni internazionali che hanno lanciato numerosi programmi per alleggerire la pressione di pesca nelle acque filippine.

Nonostante la ricca biodiversità marina delle Filippine, sfide come il calo della produzione ittica (4,2 milioni di tonnellate metriche registrate nel 2021) sollevano preoccupazioni sulla sostenibilità e sulla futura produzione della pesca, mentre ci possono essere aumenti delle produzioni dell’acquacoltura.


Consumo di pesce nelle Filippine

La maggioranza della popolazione (stimata in 107 milioni) vive in città costiere. I prodotti ittici da pesca ed acquacoltura rappresentano una fonte primaria di proteine per la maggioranza degli abitanti. In media, il consumo di pesce nelle Filippine è stimato in 40 kg a persona l’anno. Le varietà più consumate includono sardine, tonno, milkfish e tilapia, preparati freschi, essiccati o lavorati. In quella che si considera la capitale della pesca, il porto di Navotas, si trattano ogni giorno circa 800 tonnellate di pesce sia selvatico che di allevamento, oltre a diverse specie di invertebrati come le cozze. I prodotti ittici vengono scaricati da camion e imbarcazioni. Si commercia e distribuisce pesce non solo ai residenti di Metro Manila, ma a tutta l’isola di Luzon.


L’acquacoltura

L’ampia zona costiera del paese e le favorevoli condizioni climatiche facilitano l’allevamento di varie specie. Le principali sono:

  • milkfish (Chanos chanos, detto bangus localmente). I moderni metodi di allevamento includono stagni, sistemi di gabbie nelle baie costiere e agricoltura integrata;
  • tilapia (Tilapia nilotica), nota come “pollo acquatico” per la facilità di allevamento e i rapidi tassi di crescita. L’allevamento è diffuso in ambienti di acqua dolce come laghi e bacini artificiali. Vi sono varietà di colore rosso ed altre che vivono anche in acque salate e salmastre;
  • la coltivazione di macroalghe dei generi Kappaphycus ed Eucheuma sostiene l’industria alimentare locale e le esportazioni, in particolare la produzione di carragenina, offrendo opportunità di sostentamento per le comunità costiere. Palawan è considerata il secondo polo per la produzione di alghe nelle Filippine;
  • varie specie di carpe;
  • pesce gatto africano (Clarias gariepinus);
  • gamberi peneidi.

Vi sono poi nuove specie per le quali si sono sviluppate le tecnologie di allevamento come il granchio di mangrovia o granchio di fanfo (Shylla serrata), l’oloturia (Holothuria scabra, in inglese sea cucumber, in italiano, cetriolo di mare), l’abalone (Haliotis asinina). Non dimentichiamo l’allevamento di alcune specie di cernie (Epinephelus sp.) ed altri pesci come il Lates calcarifer (detto Barramundi), molto richiesti sui mercati locali. I dati e le statistiche recenti sulla produzione da acquacoltura indicano che rappresenta oltre la metà della produzione ittica totale del Paese. Nel 2021, la Philippine Statistics Authority (PSA) ha registrato una produzione di acquacoltura di circa 2,2 milioni di tonnellate su un totale di 4,2 milioni di tonnellate di prodotti ittici. Questa predominanza è attribuita principalmente alla produzione di milkfish ma anche la coltivazione di alghe ha un ruolo importante, contribuendo con oltre 1,5 milioni di tonnellate l’anno.

L’industria dell’acquacoltura impiega un numero considerevole di operatori: sebbene i numeri possano variare annualmente, le stime suggeriscono che decine di migliaia di persone siano direttamente coinvolte nel comparto, dai piccoli agricoltori alle grandi attività commerciali.


Statistiche chiave per le principali specie allevate

  1. Si stima siano 60.000 gli allevatori di milkfish. Apprezzata per la sua adattabilità, è la specie leader nell’acquacoltura filippina con oltre 400.000 tonnellate all’anno di prodotto.
  2. Non è disponibile il numero esatto ma sono migliaia gli allevatori di tilapia, che operano principalmente in ambienti di acqua dolce, in stagni e gabbie. La produzione ha raggiunto circa 300.000 tonnellate metriche l’anno, posizionandosi come il secondo pesce più allevato.
  3. Le comunità costiere sono molto impegnate nella coltivazione di alghe, con stime che vanno da 50.000 a 100.000 individui a seconda della regione e della stagione. Si parla di oltre 1,5 milioni di tonnellate all’anno di prodotto, coltivato sia per il consumo locale che per l’esportazione.
  4. Gamberi: anche qui non esistono dati esatti ma vi è un grande numero di piccoli acquacoltori che concentrano la propria attività sull’allevamento di gamberi, principalmente in stagni costieri. La produzione oscilla tra le 60.000 e le 70.000 tonnellate metriche all’anno, a seconda della gestione delle malattie e delle condizioni ambientali.

Negli ultimi anni le produzioni di acquacoltura hanno avuto un andamento altalenante. Per mantenere delle buone produzioni il settore deve affrontare sfide legate al cambiamento climatico, ai tifoni e alle diverse epidemie che rappresentano ostacoli significativi. Ad esempio, il tifone Odette del 2021 ha danneggiato numerose infrastrutture e interrotto la produzione, contribuendo alla sua volatilità. Inoltre, la gestione delle malattie, in particolare nell’allevamento di gamberi, è un obiettivo fondamentale per garantire risultati costanti. Il governo, attraverso agenzie come il Bureau of Fisheries and Aquatic Resources (BFAR), ha implementato vari programmi per supportare l’acquacoltura sostenibile, migliorando la resilienza ai cambiamenti ambientali e aumentando la produttività. Queste iniziative includono lo sviluppo di parchi di maricoltura (i famosi “aquapark”, di cui le Filippine sono un precursore a livello mondiale già da alcune decadi), una migliore tecnologia e la formazione per gli acquacoltori per adottare pratiche ecocompatibili. L’enfasi sull’acquacoltura sostenibile è in linea con le richieste globali e soprattutto nazionali di proteggere la biodiversità marina, soddisfacendo al contempo la crescente domanda di prodotti ittici. Le prospettive indicano che il settore filippino dell’acquacoltura sia pronto per un’ulteriore crescita, supportato da continui miglioramenti nelle tecnologie e nelle misure a favore della sostenibilità. Gli investimenti in ricerca, nell’allevamento di nuove specie, nel controllo delle malattie e in infrastrutture migliori sono essenziali per rafforzare la resilienza agli impatti ambientali. Sistemi di maricoltura migliorati e configurazioni integrate di acquacoltura svolgeranno un ruolo significativo nell’aumentare la produttività e nel sostenere la sicurezza alimentare per la forte crescita della popolazione filippina. Il settore deve mantenere importanti volumi di produzione, ma anche restare un pilastro affidabile dell’economia nazionale e del sistema alimentare. La forte domanda di mercato spinge costantemente la produzione, dando agli allevatori la certezza di prezzi sostenuti e del ritiro di tutto il prodotto disponibile.


MIMAROPA – Regional fishery office e l’acquacoltura a Mindoro

Quanto fin qui descritto viene confermato dalle visite sul campo dell’autore. Visite organizzate dall’ufficio regionale del MIMAROPA, che si occupa delle questioni di pesca e acquacoltura delle province del Mindoro Occidental e Oriental, Marinduque, Romblon e Palawan per il BFAR. Il direttore regionale del MIMAROPA — con base nella città di Calapan, considerata il capoluogo dell’isola —, Roberto R. Abrera, mi ha affiancato alcuni tecnici specializzati nelle visite sul campo, tra cui Roxamme Crisostomo e Feliho Magshio, veterinario. La squadra mi ha presentato i più importanti imprenditori che stanno sviluppando un’acquacoltura commerciale a Mindoro per le produzioni di tilapia/pesci gatto, gamberi e granchi. Gli allevamenti visitati si trovano nel raggio di 20 km da Calapan, tutti sono connessi da una buona rete viaria e gli allevamenti marini hanno accesso al mare. Tutti gli allevamenti non avevano una produzione pronta per la vendita, dichiarando che la propria clientela richiede più prodotto di quello disponibile. Il dott. Magshio lavora con un gruppo di specialisti e segue gli allevamenti del MIMAROPA. La squadra ha a disposizione un laboratorio basico con una macchina multiparametri per analizzare l’acqua e una macchina (PRC) sempre portatile per l’analisi del DNA, al fine di diagnosticare velocemente le malattie in loco. Per analisi più sofisticate il BFAR dispone di laboratori centrali. Il dott. Magshio mi ha assicurato che non ci sono grandi problemi di qualità dell’acqua in questa zona e le scarse patologie si riscontrano a livello dei pochi allevamenti intensivi, principalmente di gamberi. Tutte le informazioni sugli allevamenti mi sono state fornite dai proprietari che sono sempre stati collaborativi e felici di divulgare i dati delle proprie attività. Ricordiamo che nelle Filippine l’acquacoltura ha una storia ultracentenaria, come in molti altri paesi del Sud Est asiatico. Infatti, si dice che in Asia gli allevatori abbiano il “pollice blu”, perché sono in forte sintonia con le specie ittiche allevate.


Allevamento di tilapia e pesci gatto di Edwin Landaos (SIFISCO Cooperative)

La tilapia è una delle specie più allevate nelle Filippine grazie alla sua rapida crescita e resistenza alle condizioni variabili dell’acqua. La varietà scura è più comune, nota per la sua robustezza e la buona resa. La varietà della tilapia rossa (Tilapia nilotica), apprezzata per il sapore delicato e l’estetica, è spesso preferita per il mercato locale e per eventi speciali. Edwin Landaos è un noto allevatore locale, la cui attività si concentra principalmente sull’allevamento di tilapia, sia nella varietà scura che in quella rossa (allevati insieme), oltre al pesce gatto africano (Clarias gariepinus), tutti fortemente richiesti dai mercati locali. Alleva anche galli da battaglia. La posizione della sua azienda, situata in prossimità di abbondanti fonti d’acqua dolce naturali, permette condizioni ideali per l’acquacoltura sostenibile. Nei terreni, ripidi ma argillosi, sono stati scavati una ventina di stagni, tutti rettangolari, ciascuno con una superficie che va da 100 a 300 m2. Landaos ha anche una serie di vasche in cemento per la riproduzione e si produce gli avannotti necessari al proprio allevamento. Le densità sono importanti e le semine sono di 50 avannotti per metro quadro. L’acqua delle sorgenti a monte è continuamente immessa in tutti gli stagni permettendo una buona ossigenazione del pesce anche con elevate densità. Il mangime vene comprato sul mercato locale in sacchi da 25 kg in taglie e composizioni adatte alle specie ed all’età del pesce nelle vasche (costo per mangime di accrescimento sui 1.000 pesos per sacco da 25 kg). Il prezzo di vendita della tilapia rossa sui 250 grammi è di 240 pesos /kg e di 160 pesos/kg per quella scura. Il pesce gatto di un kg spunta 180 pesos/kg. Il giorno prima della visita il signor Landaos aveva venduto 450 kg di pesce ai propri clienti. Edwin Landaos lavora con delle associazioni di indigeni locali e ha formato anche una cooperativa (SIFISCO). Landaos utilizza tecniche moderne di allevamento che includono il controllo della densità di popolazione, un alto ricambio delle acque delle proprie vasche e il monitoraggio della qualità dell’acqua per garantire una crescita ottimale e un prodotto finale di alta qualità. Queste pratiche di allevamento enfatizzano la sostenibilità e l’uso di stagni piccoli e ben progettati e una abbondante disponibilità di acqua di ottima qualità. Questa combinazione di tecniche tradizionali e sfruttamento delle risorse locali innovative ha reso Edwin Landaos un esempio di successo nell’acquacoltura di Mindoro, stimolando l’economia locale e promuovendo la sicurezza alimentare nella regione.


Allevamento di gamberi Hermione

L’allevamento di gamberi è quello più sviluppato sull’isola di Mindoro, con circa 200 allevatori, per la maggior parte artigianali, mentre solo 8 sarebbero considerati industriali come quello qui successivamente descritto. L’attuale proprietario faceva l’agricoltore in Francia e un bel giorno ha pensato di trasferirsi nelle Filippine e di cimentarsi con l’allevamento intensivo di gamberi. Ha quindi selezionato una zona vicino alla costa (altri allevatori erano già presenti) e si sta positivamente cimentando nell’allevamento intensivo di Penaeus vannamei. Ha costruito una dozzina di vasche, alcune fuori terra ed alcune interrate, di superficie da 1.400 a 2.500 m2 con fogli di plastica sul fondo ed un ottimo sistema di aerazione (aeratori a pale e diffusori di aria sul fondo delle vasche). Utilizza un sistema ad alta densità con vari livelli di sicurezza per salvaguardarsi da tutte le evenienze. L’acqua viene pompata (pompe sono elettriche) dall’oceano o entra per la forza della marea. Ha inoltre una serie di vasche di decantazione per l’acqua in entrata in cui si effettuano trattamenti con il cloro e si additivano vari probiotici. Le acque in uscita sono filtrate in un’ampia zona di biofiltrazione con la presenza di mangrovie. Le vasche di disinfezione delle acque in entrata sono ampie e servono anche per l’accumulo di importanti quantità di acqua da usare per l’emergenza nel caso vi siano dei problemi nelle vasche per l’ingrasso. È disponibile una superficie abbastanza grande da contenere le aree di decantazione, di nursery e di ingrasso dell’allevamento: vi sono due vasche adibite a nursery, una circolare ed una ellittica, per mantenere le PL 10 (Post Larve 10) che riceve da un’avannotteria di Cebu per 10 giorni. Le PL acquistate vengono richieste di taglia uniforme per meglio rispettare i protocolli dell’allevamento ed evitare manipolazioni addizionali. I gruppi di vasche sono tutte collegate con la rete elettrica e vi sono due gruppi elettrogeni per supplire ai tagli di corrente (cosa abbastanza comune in queste aree). La mancanza di aerazione ed il conseguente calo di ossigeno nelle vasche potrebbe innescare una moria dei gamberi. Hermione attualmente porta i gamberi a 22 grammi, considerata la miglior taglia commerciale per l’allevamento; in 2 mesi e mezzo si conclude un ciclo e si effettuano quattro cicli all’anno. Le densità di semina variano da 160 a 200 PL 12 per metro quadro. La raccolta avviene a scalare iniziando a 15 grammi per diminuire la biomassa nelle vasche. Le densità delle Pl delle due vasche di nursery sono molto elevate e raggiungono un milione per vasca per la piccola taglia delle PL. Le PL arrivano dalla Dobe hatchery di Cebu. I mangimi vengono acquistati presso aziende filippine specializzate: un sacco da 25 kg di mangime per l’accrescimento (“grower”) costa 1.200 pesos (48 pesos/kg, 61 pesos per un euro, novembre 2024). La produzione arriva alle 10 tonnellate per Ha per anno secondo i dati dichiarati del proprietario.

I principali problemi citati dal proprietario in ordine d’importanza sono stati: i costi energetici e del mangime ed i furti, che hanno costretto ad un cambio totale dei gruppi di lavoro, presi da un’altra provincia. L’allevamento intensivo di gamberi nelle Filippine ha sempre incontrato delle difficoltà, legate a scarsa qualità dell’acqua, degrado ambientale, cambiamenti climatici, malattie. Talvolta la domanda cala e i prezzi di mercato sono più bassi (per fortuna questo non accade a Mindoro). Le temperature delle acque nei mesi più freschi possono calare minimizzando gli incrementi di peso dei gamberi, ma il titolare ha superato tutto questo e sta producendo per il mercato locale. Tra le varie difficoltà, le malattie sono state le più difficili da prevenire e curare, a causa della natura in evoluzione dei patogeni che colpiscono lo stock di gamberetti allevati. Il proprietario ha quindi sviluppato strategie e protocolli per migliorare il tasso di sopravvivenza dei gamberi e aumentare la produzione. Queste strategie includono l’adozione di tecnologie innovative adatte alle condizioni specifiche dell’allevamento con il rispetto della biosicurezza, la disinfezione e filtraggio delle acque in entrata, l’uso di specifici probiotici e l’acquisto di PL di sicura provenienza esenti da malattie.

L’azienda impiega pratiche ecocompatibili volte a ridurre il suo impatto ambientale. Gli sforzi di sostenibilità di Hermione Aquaculture includono un efficace sistema di riciclaggio dell’acqua, insieme a misure di biosicurezza integrate per prevenire la diffusione di agenti patogeni. Adottando queste pratiche, la fattoria assicura non solo la longevità delle sue operazioni, ma prende in considerazione la conservazione dell’ecosistema marino locale. Il proprietario e i tecnici sottolineano come le misure di biosicurezza siano rigorosamente implementate, incluso la disinfezione di personale e veicoli, per ridurre al minimo e prevenire l’ingresso di agenti patogeni in azienda. Le superfici delle vasche e l’acqua nelle vasche di accumulo/trattamento e negli stagni di allevamento viene sottoposta a disinfezione prima della semina delle PL. La disinfezione viene applicata correttamente a tutti i materiali utilizzati negli stagni. Il personale che lavora nell’azienda agricola utilizza stivali di gomma che vengono regolarmente disinfettati. Reti e recinti sono installati attorno ad ogni stagno per impedire a potenziali organismi portatori di malattie di entrare. La disinfezione regolare viene eseguita negli stagni prima delle semine e durante la fase di allevamento per controllare l’accumulo di batteri patogeni nell’ambiente. La prevenzione è la chiave per ridurre al minimo la trasmissione delle malattie. L’alimentazione viene tenuta in grande considerazione: il mangime è di ottima qualità ed è distribuito uniformemente in tutte le vasche in quantità adeguate. Le mangiatoie di controllo sono ispezionate periodicamente per evitare qualsiasi spreco. La proprietà acquista un mangime di buona qualità che fornisce il corretto fabbisogno nutrizionale e ciò si traduce in una buona crescita e sopravvivenza. La buona gestione del mangime, con un appropriato monitoraggio dei consumi dello stesso, permette un miglior indice di conversione, riducendo così il costo complessivo di produzione e aumentando la redditività e l’efficienza dei costi in allevamento. All’inizio della fase di allevamento e periodicamente (a seconda dello stato fisiologico dei gamberi), i mangimi vengono integrati con probiotici, immunostimolanti e vitamine, per aumentare la risposta immunitaria dei gamberi allo stress e alle malattie. Questa è una parte importante del protocollo proattivo in questo allevamento, non solo per concentrarsi sul mantenimento di un migliore ambiente dell’acqua dello stagno, ma anche per dare priorità alla salute e alla nutrizione dei gamberi. Un gambero forte e sano è un gambero resiliente che sopravvivrà ai problemi che potrebbe incontrare: questa è la filosofia del proprietario. Quando finalmente gli chiediamo se sia possibile acquistare dei gamberi, ci dice che tutta la produzione di una certa taglia è già stata venduta e si stanno ingrassando gamberi, attualmente da 8 grammi di taglia, per le feste natalizie. Il prezzo di vendita per la taglia di 22 grammi ritiene sarà di circa 300 pesos durante le festività.


Padilla Crab Farm, Blue Alliance

Padilla Crab Farm è un’iniziativa d’investimento Blue Alliance a Calapan. Blue Alliance collabora con vari partner locali per promuovere la conservazione marina e al contempo sostenere le comunità locali attraverso la creazione di posti di lavoro. L’allevamento di mud crab (Schylla serrata) — una specie di granchio ecologicamente importante che si trova negli estuari e nelle mangrovie — ne è un chiaro esempio. Il suo allevamento viene considerato come innovativo, le tecnologie applicate sono state da poco sviluppate ma sembra che funzionino bene, in particolare per le avannotterie. Il preingrasso e l’ingrasso dei granchi di mangrovie servono anche a controllare lo sfruttamento eccessivo degli stock selvatici e aiutano a mantenere l’integrità dell’ecosistema, includendo la riforestazione delle mangrovie costiere e la tutela delle aree marine protette. In questa fascia costiera vi sono 8 allevamenti. Il direttore della Padilla Crab Farm è Quirico Canon, il quale ha un’esperienza più che ventennale nell’allevamento del Mud crab. L’allevamento è stato riconvertito alcuni anni fa da un allevamento di gamberi. Blue Alliance qui ha in affitto due stagni da 2.500 e 6.500 m2 circondati da una rete a maglie fini per evitare la fuoriuscita dei granchi durante la stagione della riproduzione. L’acqua entra con l’alta marea e viene regolata da una serie di chiusini che sono in collegamento con la laguna.

I giovanili per l’ingrasso sono acquistati da un’avannotteria specializzata allo stadio di megalopae, ovvero 1,8 cm o 2 grammi venduti a 7 pesos (quelli selvatici, se disponibili, sono venduti a 12 pesos), e messi in hapa (una piccola gabbietta di rete con maglie molto fini) per tre settimane e nutriti. Vengono quindi seminati negli stagni a bassa densità (0,3 a 0,5 per metro quadro). In avannotteria una femmina di granchio gravida rilascia fino a 6 milioni di larve che possono avere una sopravvivenza del 2% al seguito delle numerose trasformazioni larvali in avannotteria e nella nursery. Le fasi larvali I e II avvengono in mare aperto, poi le fasi III, IV (granchio già ben formato, solo di piccola taglia) sono terrestri ed avvengono nella zona a mangrovie. Il rilascio delle uova da parte della femmina matura avviene sempre in mare (fase V). Al termine della fase di ingrasso, quando il granchio viene raccolto dopo quasi sei mesi (dipende dalle condizioni climatiche) nello stagno, può pesare dai 400 ai 600 grammi. Per la fase di finissaggio, si utilizzando come contenitori delle scatole nere di plastica bucherellate di 30X30X30 cm messe in acque. Si può usare mangime per gamberi o pesci di scarto integrati al mangime. Si stanno sviluppando razioni specifiche per granchi ma sono difficili da reperire in commercio. Il prezzo di vendita finale del granchio ben ingrassato è sugli 800 pesos a crostaceo.


Conclusioni

Mindoro possiede le condizioni ambientali favorevoli all’allevamento di numerose specie ittiche, un’antica tradizione per l’acquacoltura e una forte domanda di prodotti ittici. Il settore pubblico supervisiona la produzione facendo rispettare le leggi in vigore e fornendo assistenza tecnica. Il settore privato — comprendente piccoli allevatori e grandi aziende tecnologicamente più avanzate — contribuisce in modo significativo all’espansione del comparto attraverso investimenti in avannotterie, fabbriche di mangime e tecniche di allevamento sostenibili che hanno consentito di aumentare la produttività, diversificare le specie allevate ed approvvigionare i mercati locali. Questi progressi sono fondamentali per affrontare questioni come la gestione della qualità dell’acqua e la riduzione dello scarico di nutrienti; sfide che possono minacciare sia l’ambiente che la redditività a lungo termine del settore. A Mindoro l’acquacoltura è diventata una delle fonti di sostentamento per innumerevoli famiglie. Promuovendo pratiche agricole responsabili e efficienti, il settore privato aiuta a garantire che le comunità locali abbiano accesso a cibo conveniente e nutriente. Per lo sviluppo futuro, si deve continuare sulla strada intrapresa con una collaborazione fra le aziende private, il BFAR (MIMAROPA) e le organizzazioni non governative. Le aziende private visitate, con la loro intraprendenza, sono già un buon esempio.

Gianluigi Negroni


Bibliografia



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