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Suinicoltura: a settembre redditività e prezzi in aumento

Il settore della macellazione soffre e la stagionatura dei prosciutti Dop segna quotazioni e redditività in calo

11, Oct 2023

Anche a settembre la redditività degli allevatori italiani risulta in aumento, favorita dalla crescita delle quotazioni degli animali da macello e dal calo dei costi alimentari per l’ingrasso dei capi allevati. Questa la situazione che emerge dai dati pubblicati nella nuova Newsletter del Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere sostenibili www.crefis.it). Nel report si evidenzia che, per il ciclo chiuso, a settembre l’indice medio mensile di redditività aumenta del 3,2%; e anche l’andamento anno su anno è positivo (+40,8%).

Passando al mercato, il prezzo dei suini da macello della tipologia pesante destinati al circuito tutelato, sempre a settembre, è salito dello 0,7% rispetto al mese precedente, raggiungendo i 2,293 euro/kg; un valore che raffrontato con quello dello stesso periodo dello scorso anno fa segnare una variazione positiva del 14%.

Per quanto riguarda la tipologia allevatoriale a ciclo aperto, nel mese preso in esame la redditività della fase di svezzamento risulta in crescita congiunturale dell’1,8% (a livello tendenziale +60,8%) favorita dai bassi costi per l’alimentazione degli animali e dalla stabilità, a livelli elevati, dei prezzi dei suini da allevamento (70,430 euro/capo la quotazione di settembre). Anche la variazione tendenziale delle quotazioni dei suinetti è ampiamente positiva e pari a 33,6%.

Risulta in calo anche in settembre la redditività della fase di accrescimento che ha subìto una flessione del 3,6% su base mensile pur rimanendo superiore del 21,3% rispetto al 2022. I costi elevati per l’acquisto dei capi da 7Kg e il concomitante calo delle quotazioni dei capi allevati da 30 Kg (scesi a settembre del 3,9% per un prezzo medio mensile di 4,240 euro/kg) hanno determinato nuovamente una condizione svantaggiosa.

Anche la fase di ingrasso mostra, sempre nel mese preso in esame, una redditività in leggero calo congiunturale ma in forte crescita se confrontata con lo stesso mese dell’anno scorso.

Fermo a settembre il mercato della macellazione con i prezzi delle cosce fresche della tipologia pesante destinate a prodotto Dop stabili a 6,120 euro/kg. La variazione tendenziale rimane comunque favorevole (+6,6%). Restano invariate a settembre anche le quotazioni delle cosce fresche pesanti destinate a produzioni non tipiche con valori fermi a 5,140 euro/kg; anche in questo caso il confronto con lo stesso periodo dello scorso anno resta ancora positivo: +3,5%. Disomogeneo l’andamento dei prezzi dei lombi che, sempre in settembre, per la tipologia taglio Padova mostra un calo mensile del 2,1% con il prezzo giunto a 4,650 euro/kg (negativa anche la variazione tendenziale: -0,2%), mentre il lombo taglio Bologna guadagna il 3,9% mese su mese, raggiungendo una quotazione di 4,700 euro/kg; anche il raffronto con lo scorso anno è moderatamente positivo (+0,9%). Sul fronte della redditività il comparto segna una diminuzione su base mensile dello 0,3% e anche il raffronto con il 2022 ha segno negativo (-6,1%).

Il comparto della stagionatura a settembre mostra quotazioni in calo congiunturale per il prodotto tutelato: il Prosciutto di Parma stagionato 12 mesi ha fatto registrare un valore di 10,600 euro/kg per un calo mese su mese dello 0,9% ma con quotazione superiore a quelle fatte registrare lo scorso anno: +3,3% la variazione tendenziale.

Stabili invece i prezzi dei prosciutti della tipologia pesante non tipici fermi a 8,500 euro/kg. Anche in questo caso la variazione tendenziale è positiva e pari a +20,4%. La redditività degli stagionatori italiani a settembre risulta in flessione sia per il prodotto Dop stagionato 12 mesi (-2,8% il dato congiunturale e -14,9% la variazione tendenziale) che per il prosciutto generico (-2,7% la variazione mensile e -0,3% la variazione anno su anno). Il gap di redditività tra le due tipologie di prosciutti rimane ancora favorevole per il prodotto Dop (+12,1%) ma il dato è in continua riduzione.

 
Cos'è il CREFIS

CREFIS – Centro ricerche economiche sulle filiere sostenibili dell'Università Cattolica del S. Cuore diretto dal professor Gabriele Canali – svolge un’attività di monitoraggio e analisi delle filiere suinicole, grazie al sostegno fornito dell’Assessorato Agricoltura della Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia, della CCIAA di Mantova.

Oltre a questa attività, il Centro collabora attivamente su progetti specifici con diversi enti, organizzazioni, associazioni e distretti delle filiere suinicole, dai cereali ai salumi.


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