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Suinicoltura in chiaroscuro: prezzi dei suini a livelli record ma redditività non ancora ristabilita

Salgono i prezzi dei tagli freschi ma la macellazione soffre i costi dei suini da macello. Prezzi fermi per i prosciutti stagionati e prezzi alti per le cosce fresche pesano sulla redditività della stagionatura

08, Sep 2022

Ad agosto, il prezzo medio mensile dei suini da macello della tipologia pesante destinati al circuito tutelato è stato pari a 1,937 euro/kg. A livello congiunturale, cioè rispetto a luglio, ciò significa +6%; mentre a livello tendenziale, ovvero rispetto ai valori registrati lo scorso anno nello stesso periodo, si traduce in +15%. È il nuovo livello record degli ultimi anni.

Nelle stesse settimane, i suinetti da 7 Kg hanno mostrato una quotazione media mensile stabile a 52,700 euro/capo; con una variazione tendenziale positiva (+28,6%). Situazione simile per i capi da 30 Kg che, sempre in agosto, sono stati quotati 3,155 euro/kg, con una variazione tendenziale a +14,6%.

Situazione favorevole anche per gli altri tagli di carne: il lombo taglio Padova ha quotato 4,933 euro/kg, per una variazione congiunturale del +10,4%; mentre la quotazione del lombo taglio Bologna è salita a 4,300 euro/kg: +5,7% mese su mese del +5,7%. Positive anche le variazioni tendenziali per entrambi i prodotti: +20,3% e +24,6%.

Nonostante il buon andamento dei prezzi di alcuni tagli di carne, la redditività della macellazione è stata sfavorita a livello congiunturale dalle elevate quotazioni dei suini da macello pesanti. L’indice Crefis segna dunque -1,1% rispetto a luglio, ma +4,8% rispetto ad agosto 2021.

Nel comparto della stagionatura c’è da rilevare, anche in agosto, la stasi delle quotazioni sia del Prosciutto di Parma pesante stagionato, il cui valore medio mensile è fermo a 10,050 euro/kg, che del prodotto generico, stabile a 6,850 euro/kg. Le variazioni tendenziali sono però favorevoli per entrambe le tipologie di prodotto: +18,2% per il Parma e +10,9% per il generico.

Ma se il mercato sembra mostrare un quadro non sfavorevole, la redditività della stagionatura si rivela in calo su tutti i fronti, a causa dei prezzi elevati delle cosce fresche acquistate a inizio attività. L’indice Crefis del prodotto tutelato scende così del 3% su base congiunturale e del 10,5% si base tendenziale. Per il prodotto generico la redditività non va meglio: sempre in agosto l’indice congiunturale cala del 2,2% e il dato tendenziale segna -16,1%.

Seppur ancora a favore del prodotto Dop (+35,5%) il differenziale di redditività tra i prosciutti tutelati e quelli generici anche in agosto va ulteriormente riducendosi.

L’andamento di mercato dei suini e il rallentamento dei costi per l’approvvigionamento delle materie prime alimentari hanno fatto lievemente aumentare (+0,4% l’indice Crefis) la redditività della fase di svezzamento; mentre è più marcata la variazione tendenziale (+7%).

Sempre ad agosto, anche nella fase di accrescimento l’andamento della redditività vede l’indice Crefis mese su mese a +1%, e su base annuale a +2,6%.

La fase di ingrasso, infine, mostra a livello congiunturale una crescita della redditività del 3%, grazie al combinato disposto di prezzi dei suini in crescita e di costi alimentari in discesa. Ma allargando lo sguardo temporale, anche perché l’ingrasso è una fase che impegna diverso tempo, i prezzi elevati dei cereali negli ultimi mesi hanno abbattuto del 4,7% la redditività a livello tendenziale.

Una situazione simile si ritrova nell’allevamento a ciclo chiuso che ad agosto segna un recupero congiunturale dell’indice Crefis del 4%, ma rispetto all’anno scorso la remuneratività resta inferiore di ben il 13,7%.


CREFIS - Centro ricerche economiche sulle filiere sostenibili dell'Università Cattolica del S. Cuore 
www.crefis.it



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