Il risultato conferma il posizionamento sopra la soglia dei 15 milioni di tonnellate e il ruolo della mangimistica come primo ed essenziale pilastro della FeedEconomy nazionale
Il 2025 va in archivio come un altro anno di crescita per l’industria mangimistica italiana. In occasione dell’Assemblea annuale di Assalzoo (Associazione nazionale tra i Produttori di alimenti zootecnici) svoltasi a Parma, sono stati presentati i dati sulla produzione: i volumi totali salgono a 15,628 milioni di tonnellate rispetto alle 15,455 milioni dell’anno precedente. Il risultato conferma il posizionamento sopra la soglia dei 15 milioni di tonnellate e il ruolo della mangimistica come primo ed essenziale pilastro della FeedEconomy nazionale.
Filiera avicola: permanenza al vertice della produzione. Il comparto dei volatili continua a essere il motore della mangimistica con un'incidenza del 39,1% sul totale dei mangimi prodotti. Nel 2025 la produzione settoriale ha raggiunto le 6.115 mila tonnellate con una minima variazione in positivo (lo 0,4%) rispetto alle 6.090 mila tonnellate del 2024. Entrando nel dettaglio emergono alcune dinamiche rilevanti: crescono i mangimi destinati ai polli da carne con un +2,0% a 3.210 mila tonnellate e alle galline ovaiole con un + 2,7% a 2.095 mila tonnellate. Una battuta d'arresto si registra per il comparto dei tacchini vede un -11,0% scendendo a 766 mila tonnellate (rispetto alle 861 mila del 2024).
Filiera suinicola: stabile contributo alle produzioni DOP. La filiera dei suini rimane la seconda forza settoriale nel comporto mangimistico, rappresentando il 25,4% della produzione complessiva. Nel 2025 c’è stato un
Frenano altre specie e acquacoltura. Il raggruppamento che raccoglie i mangimi per gli altri animali scende del 2,7% a 983 mila tonnellate complessive (6,3% del totale). Pesa la frenata dell'acquacoltura con una contrazione dell'8,3% scendendo a 133 mila tonnellate rispetto alle 145 mila del 2024. Si conferma la tendenza in atto da diversi anni del progressivo calo produttivo dei mangimi per conigli del 7,6% (256 mila tonnellate), riflettendo la crisi strutturale della cunicoltura nazionale. Positivo l’andamento nel settore degli ovini, che cresce del 2,9% raggiungendo le 350 mila tonnellate.
Pet food: prosegue lo sviluppo settoriale. Si conferma anche nel 2025 un seppure lieve incremento della produzione nazionale di alimenti destinati agli animali da compagnia. Il comparto cresce dello 0,8% a 669 mila tonnellate di mangimi prodotti. Con una quota del 4,3% sul totale della produzione mangimistica nazionale, il pet food si consolida come un segmento di rilievo economico e sociale, visto il ruolo sempre più consolidato che gli animali da compagnia assumono ormai nelle famiglie italiane.
aumento dei mangimi destinati alla suinicoltura: un +1,2% che ha portato dalle 3.930 mila tonnellate del 2024 alle 3.975 mila tonnellate. Il dato espansivo è importante soprattutto rispetto ai forti condizionamenti derivati dalle restrizioni sanitarie legate alla diffusione della Peste Suina Africana (PSA). Questa crescita evidenzia la tenuta produttiva degli allevamenti e la capacità di garantire la qualità che caratterizza i circuiti delle grandi DOP della salumeria italiana.
Filiera bovina: crescita rilevante guidata dal boom del latte. La sorpresa dell'anno proviene dal comparto bovino che segna una progressione del 3,4%, attestandosi a 3.886 mila tonnellate (pari al 24,9% del mercato totale). È nella notevole performance dei mangimi per vacche da latte che si radica questo aumento: si passa alle 2.949 mila tonnellate rispetto alle 2.805 mila dell'anno precedente con un +5,1% in volume. Negativi gli altri segmenti della filiera: i mangimi per bovini da carne arretrano del 2,1% (798 mila tonnellate) e anche il comparto bufalino segna una lieve flessione dello 0,7% (139 mila tonnellate).
Assalzoo
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