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Food Valley e Motor Valley, le sinergie per il turismo nella provincia di Modena

La ricaduta economica derivante dai principali eventi a tema Food&Wine in Emilia-Romagna, secondo uno studio condotto nel 2019 ha raggiunto circa 90 milioni di euro

30, May 2022

Numeri in crescita per il turismo in Emilia-Romagna, nel primo anno post-pandemia. A livello regionale, l’incremento medio nel 2021 rispetto al 2020 riportato nel rapporto diffuso dalla Regione Emilia-Romagna è stato del 40,7% e tra le province, a guidare la classifica è stata proprio Modena, con +48,8%. All’interno di essa, a beneficiare maggiormente della ripresa è stato il comune capoluogo con +62,1%, seguito da Campogalliano (+57,5%) e Maranello (+48%). Un dato, quest’ultimo, che conferma l’importanza dei due settori trainanti dell’economia regionale — e nazionale — ovvero il food e l’automotive. È proprio nei territori di riferimento di questi che si sono concentrati maggiormente i flussi, confermando come essi rappresentino non solo un asset strategico a livello produttivo ma altresì nell’ambito dell’attrattività turistica.

Ed è stato dedicato proprio alle sinergie e ai punti di forza della Food e Motor Valley, il convegno tenutosi lo scorso venerdì alla Camera di Commercio di Modena dal titolo “Emilia-Romagna e turismo: sinergie e punti di forza tra Motor e Food Valley”, organizzato da Piacere Modena in collaborazione con l’Assessorato all’Agricoltura e Agroalimentare, Caccia e Pesca della Regione Emilia-Romagna, con il patrocinio della Camera di Commercio di Modena e del Comune di Modena, nell’ambito della quarta edizione del Motor Valley Fest.

« I turisti stanno tornando e scelgono sempre di più vacanze esperienziali e Modena offre eccellenti opportunità con i due settori produttivi trainanti dell’economia, la Food Valley e la Motor Valley» ha commentato il presidente di Piacere Modena Enrico Corsini. «La nostra volontà è quella di continuare a creare sinergia tra questi due eccellenti settori e di aumentarla in futuro, i dati ci dimostrano che siamo sulla strada giusta e che Modena, grazie alla propria bellezza, al suo sito Unesco e alle sue produzioni DOP e IGP di cui è per numero prima in Europa, si sta imponendo tra le nuove più ambite mete turistiche esperienziali».

La Regione Emilia-Romagna era presente con il suo Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca Alessio Mammi: «Siamo la regione europea con più prodotti a denominazione d’origine, ben 44 oltre ai vini a indicazione geografica. Una ricchezza unica, ricca di storia e identità del nostro territorio; un valore economico che si aggira attorno ai 3,5 miliardi di euro, crea posti di lavoro e contribuisce a promuovere il Made in Emilia-Romagna nel mondo. Tra cibo e motori ci sono molte sinergie: c’è la qualità del nostro territorio, ci sono le competenze, c’è la passione che diventa business e crea benessere per il territorio. La Regione si sta impegnando con risorse e progetti per promuovere le proprie eccellenze in giro per il mondo, e lo fa anche a livello territoriale attraverso manifestazioni seguite dal pubblico e che fanno lavorare in sinergia Food Valley e Motor Valley. Grazie a Piacere Modena per il grande lavoro svolto nella promozione dei nostri prodotti tipici, che sono sicuri e di qualità garantita. Piacere Modena è un unicum: ha saputo raggruppare le eccellenze del territorio di Modena, i nostri prodotti tipici, e gestire promozione, valorizzazione e tutela in modo coordinato ed efficiente. Questo modo di operare può essere da esempio anche per altri territori della regione. Modena è terra di eccellenze, motori e agroalimentari, una ricchezza che sa raccontare la passione e la qualità del nostro territorio».

Sergio Campana è il testimonial d’eccezione che, intervistato dal giornalista Leo Turrini, ha invece parlato della sua history case, un successo preso ad esempio come buona pratica di sinergia tra motori e cibo in quanto già pilota di Formula 3 e titolare dell’omonima tenuta agricola di Campogalliano, che al mondo della velocità ha scelto di continuare la tradizione agricola familiare, lunga cinque generazioni — con oltre 200 ettari di cui 28 oggi coltivati a vigneto — a cui affiancare paradossalmente quello della lentezza e dell’attesa che caratterizza la produzione agricola e in particolare quella del vino Lambrusco. «Le nostre strutture del territorio — ha affermato Campana — hanno scoperto l’importanza del turismo, alzando ulteriormente l'asticella. I visitatori che vengono per scoprire la terra dei motori aprono gli occhi verso le nostre eccellenze e le nostre storie. Per ripartire dopo la pandemia conta capire come è cambiato l’afflusso turistico».


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