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Il cibo locale è la leva che muove gran parte dei viaggiatori nel mondo

Booking.com svela le vere origini di 5 cibi famosi a livello internazionale

03, Aug 2022

Il motivo che spesso spinge molti viaggiatori in tutto il mondo (78%) a visitare una determinata destinazione è il cibo del posto. Anche se le origini di alcuni piatti potrebbero sembrare ovvie, il nome a volte trae in inganno. Dopo più di due anni di restrizioni, è arrivato il momento di dire “sì” alla buona cucina. Una ricerca di Booking.com mostra che il 58% dei viaggiatori globali, e il 62% di quelli italiani, mette al primo posto mangiare e bere quando pianifica le proprie vacanze estive. E visto che la mission di Booking.com è rendere il mondo davvero alla portata di tutti, sveliamo le vere origini di 5 cibi famosi, i luoghi in cui sono nati e perché vale la pena visitarli.

Patatine fritte (Bruges, Belgio): morbide e calde dentro, croccanti fuori. Anche se il nome con cui sono conosciute nei paesi anglofoni, “French Fries”, fa pensare che siano francesi, in realtà le vere origini sono belghe. Si racconta che la ricetta originale sia stata creata nel 1680 a Namur, capitale della Vallonia, per un motivo prettamente “climatico”: per via delle basse temperature e della conseguente formazione di ghiaccio sul fiume locale, i suoi abitanti si trovarono a dover cercare un’alternativa al solito pesce fritto. Fu così che la patata fritta presto diventò parte integrante della dieta e il resto è storia. A Bruges è stato persino aperto il primo museo al mondo dedicato a questo alimento, il Frietmuseum.

Polpette svedesi (Istanbul, Turchia): ai più sembrerà strano che le famose polpettine svedesi, da sempre piatto di punta dei negozi del brand di mobili più grande al mondo, in realtà non provengano dalla Svezia. Eppure è così: la ricetta originale è turca e fu portata in Scandinavia nel XVIII secolo dal Re Carlo XII, a seguito di un periodo di esilio nell’impero ottomano. In Turchia le polpette si chiamano köfte e sono un cibo popolare preparato con manzo e agnello (a differenza della versione svedese che prevede come base il maiale) assieme ai soliti ingredienti, ovvero uova, prezzemolo, pangrattato, sale e cipolla. A Istanbul, cuore gastronomico della Turchia, se ne trovano in abbondanza.
Uova alla scozzese (Agra, India): un uovo bollito avvolto nella salsiccia, impanato e fritto, questa ricetta tipica inglese è diffusa un po’ in tutto il Regno Unito. Eppure il nome trae in inganno, perché di scozzese quest’uovo in realtà ha ben poco. La ricetta infatti è parecchio più antica ed è stata importata in Inghilterra dall’India, con un nome ovviamente diverso: Nargisi Kofta. Molto simile alla versione scozzese, il Nargisi Kofta consiste in un uovo sodo avvolto nella carne macinata e ha origine nella cucina Mughlai, parte dell’Impero Moghul.
Donuts (Atene, Grecia): le famose ciambelle fritte ricoperte di glassa, super popolari negli Stati Uniti, in realtà hanno origini molto remote. Furono infatti gli antichi greci a inventarle per primi, con il nome di loukoumades. Queste soffici palline di impasto lievitato, ricoperte di miele o sciroppo, originariamente venivano date come premio ai vincitori degli antichi giochi olimpici, ma oggi si trovano ovunque nelle strade del Paese, e ovviamente anche nella capitale Atene.
Croissant (Vienna, Austria): i croissant sono un caposaldo del patrimonio culinario francese, ma sono stati ispirati dal Kipferl, un tradizionale panino lievitato a forma di mezzaluna, oggigiorno servito come biscotto. Probabilmente il Kipferl è apparso per la prima volta in Francia quando aprì la prima panetteria viennese a Parigi, nel 1838. I parigini se ne innamorarono, al punto tale da ricrearlo in una nuova versione. Il Kipferl in effetti diventò francese quando iniziò a esser fatto di pasta sfoglia, ed è qui che entrano in gioco i francesi e che si diffuse in tutto il mondo.


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