it en
Risultati
pesce

Federpesca, dai 65 anni di storia la spinta per il futuro

Il Governo presenta un piano strategico per la pesca nazionale in occasione del 65° anniversario dell’associazione

13, Jul 2026

10/07/2026 Roma - Un vero e proprio piano strategico nazionale della pesca italiana. È questo il prossimo obiettivo sul futuro del comparto che il Governo intende attuare. Un ulteriore passo in avanti per il settore che è emerso questa mattina all’evento nazionale “Il mare che innova: la pesca tra crisi e sfide future”, organizzato da Federpesca a Roma in occasione del 65° anniversario dell’associazione che rappresenta gli imprenditori del comparto. Un’importante occasione di confronto, condotta dal giornalista Fabio Gallo, tra istituzioni, imprese, ricerca e rappresentanti del comparto ittico per riflettere sulle principali sfide che attendono la pesca italiana e individuare strategie condivise per rafforzarne competitività, sostenibilità e capacità di innovazione. 

“Le imprese di pesca creano sviluppo, occupazione e la sovranità alimentare del Paese” ha spiegato in apertura il presidente di Federpesca, Giovanni Azzone “Ecco perché il rinnovo della flotta, il capitale umano, l’accesso agli investimenti e alle risorse pubbliche sono fondamentali. Se non interveniamo sulla flotta, sarà difficile intervenire anche su sicurezza, sostenibilità e energia”.

Anche la direttrice generale di Federpesca Francesca Biondo, dopo alcuni passaggi sull’attuale crisi congiunturale del settore, è intervenuta sul tema del rinnovo della flotta. “Solo nella pesca la produttività è trattata come un sospetto, e non come l’obiettivo naturale di qualsiasi attività economica sana. Perché questo ammodernamento sia davvero possibile, sia per le nuove costruzioni che per l’adeguamento delle imbarcazioni esistenti, è necessario sganciare i limiti di stazza dagli investimenti destinati alla sicurezza e agli spazi di vita a bordo: non si può chiedere alle imprese di costruire pescherecci più sicuri e più vivibili per gli equipaggi, e allo stesso tempo tenerle vincolate a parametri di stazza pensati per altri obiettivi, che finiscono per penalizzare esattamente gli investimenti che vogliamo incentivare. Un Feampa riformato dovrebbe finanziare la sostituzione delle imbarcazioni con unità moderne, sicure ed efficienti, sostenere la digitalizzazione e l’innovazione a bordo, e promuovere la sostenibilità come leva di competitività, e non come vincolo”.

Tra i partecipanti, anche il Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, che ha raccontato come il governo abbia lavorato negli ultimi anni per solidificare il rapporto con il mondo produttivo, presentando anche gli obiettivi per il futuro del settore: rafforzare gli investimenti, promuovere la produzione e la valorizzazione del pescato, sostenere il rinnovamento della flotta con imbarcazioni più moderne e multifunzionali, capaci di rispondere alle esigenze del presente.   

Il Sottosegretario al Masaf, Patrizio La Pietra, ha evidenziato il recupero dei ritardi nei pagamenti del fermo pesca e gli interventi messi in campo a sostegno delle imprese, tra cui il credito d’imposta per il caro carburante: “A dieci giorni dalla chiusura delle domande per il credito d’imposta, i 10 milioni messi a disposizione dovrebbero essere sufficienti a coprire il fabbisogno. Qualora emergesse la necessità di ulteriori risorse, il Governo valuterò un incremento della dotazione finanziaria.” Il Sottosegretario ha poi indicato come priorità la definizione di un vero e proprio Piano nazionale della pesca italiana, capace di orientare le risorse disponibili e delineare il futuro del comparto. 

Anche la direttrice generale della pesca marittima e dell’acquacoltura del Masaf, Graziella Romito, ha fatto il punto sul percorso amministrativo del fermo pesca, annunciando l’obiettivo di concludere entro la pausa estiva i pagamenti del fermo definitivo delle barche che hanno già demolito. “Per il futuro – ha dichiarato la direttrice – stiamo lavorando alla programmazione del 2027 e ai fondi del Feampa. Creeremo un programma che investa nel settore e stabilisca priorità e che punti sull’innovazione della flotta, sul ricambio generazionale e sull’attrazione di nuovi operatori attraverso un insieme organico di misure e non interventi isolati.

 Hanno partecipato ai lavori anche l’Ammiraglio Ispettore Vincenzo Leone, Vice Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera, il direttore generale di Ismea Sergio Marchi, che ha ribadito l’importanza di agevolare anche le piccole e medie imprese per l’accesso al credito, Enrico Arneri del Cnr Irbim e il presidente del Crea Andrea Rocchi.

 


News correlate