In quaranta giorni dalla costituzione al vertice europeo. La FEI porta accordi commerciali, normativa UE e difesa della filiera ai massimi livelli istituzionali.
Bruxelles, 6 maggio 2026 – Nella giornata di ieri, 5 maggio 2026, presso i locali dell'Ambasciata d'Italia a Bruxelles, si è tenuto un tavolo tecnico di altissimo livello istituzionale che segna uno spartiacque storico per la rappresentanza della filiera delle carni equine europea.
L'incontro, organizzato dalla On.le Silvia Sardone (Europarlamentare della Lega e Vicesegretario Federale), ha visto la delegazione di vertice della Filiera Equina Italiana (FEI) ricevuta dal Dott. Marco Canaparo, Rappresentante Permanente Aggiunto d'Italia presso l'Unione Europea (COREPER I), con la partecipazione del Prof. Romano Marabelli, decano delle istituzioni veterinarie italiane.
LA DELEGAZIONE: COMPETENZA AL SERVIZIO DELLA FILIERA
Per la FEI erano presenti:
Vittorio Carpegna, Presidente, allevatore e commerciante (Roero Bestiame, Montà CN);
Dott. Paolo Cavasin, Vicepresidente, dirigente azienda macellazione carni equine;
Avv. Erik Stefano Carlo Bodda, Responsabile Legale, Cassazionista Foro di Torino, Abogado ICAM Madrid;
Dott. Ermenegildo Valvassori, veterinario specializzato equini, Consiglio Direttivo FEI.
Ha fornito contributo scientifico il Prof. Romano Marabelli, professore emerito di medicina veterinaria, autorità riconosciuta in materia di sanità animale e sicurezza alimentare.
Il raggiungimento di questo vertice è stato reso possibile grazie al contributo fondamentale di NABA CARNI S.p.A., leader europeo del settore con cinque generazioni di storia dal 1929.
I TEMI DEL TAVOLO TECNICO: NORMATIVA, TRATTATI COMMERCIALI, APPLICAZIONE DEL DIRITTO UE
L'incontro, durato oltre due ore, ha affrontato le problematiche legislative e di applicazione dei trattati con un livello di approfondimento tecnico-giuridico mai raggiunto prima nel settore.
1. Accordi commerciali MERCOSUR e CETA: impatto sulla filiera equina europea
Il Dott. Canaparo ha illustrato lo stato dei negoziati sugli accordi commerciali UE-MERCOSUR (Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay) e sull'applicazione del CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement con il Canada), evidenziando le implicazioni per il settore delle carni, incluse quelle equine.
L'Avv. Bodda ha sollevato la contraddizione strategica di fondo: mentre l'Unione Europea negozia l'apertura dei mercati verso paesi terzi produttori di carne equina (Argentina: 55.000 tonnellate/anno; Canada: 20.000 tonnellate/anno; Brasile: oltre 1.000 tonnellate export), alcuni Stati membri come la Grecia introducono divieti assoluti interni che:
Aumentano la dipendenza dall'import extra-UE, con standard di tracciabilità e benessere inferiori a quelli europei;
Creano distorsioni della concorrenza nel mercato unico, favorendo operatori di paesi terzi a scapito della produzione europea;
Violano la coerenza tra politica commerciale comune (competenza esclusiva UE) e misure nazionali restrittive.
È stato evidenziato come l'Italia, con il 96,4% di conformità nei controlli veterinari – il tasso più elevato d'Europa – rappresenti un'eccellenza produttiva che verrebbe sacrificata a vantaggio di produzioni extra-UE meno controllate, in palese contraddizione con gli obiettivi di sovranità alimentare e sicurezza sanitaria.
2. Procedura di infrazione contro la Grecia: violazione del diritto UE
La delegazione FEI ha presentato al Dott. Canaparo l'esposto formale che verrà depositato nei prossimi giorni presso la Commissione Europea (DG SANTE e DG AGRI) per l'apertura della procedura di infrazione ex articolo 258 TFUE contro la Repubblica Ellenica, per violazione del diritto dell'Unione derivante dal divieto assoluto di macellazione equina (Legge 4711/2020).
L'analisi giuridica – 80 pagine di parere tecnico redatto dall'Avv. Bodda, frutto di ricerca comparatistica in cinque lingue su quindici ordinamenti – documenta le violazioni degli articoli 34-36 TFUE (misura di effetto equivalente a restrizione quantitativa non giustificata dal test di proporzionalità della giurisprudenza Scotch Whisky), del Regolamento 1308/2013 (organizzazione comune dei mercati), dei Regolamenti 2021/963, 853/2004, 1099/2009, 1/2005 (sistema armonizzato di tracciabilità, igiene, benessere).
Le evidenze empiriche greche – abbandono di massa, randagismo incontrollato, aumento della sofferenza animale pubblicamente ammesso dalle stesse associazioni animaliste promotrici – dimostrano che il divieto ha prodotto l'effetto opposto a quello dichiarato.
3. Applicazione del diritto UE e rischio per l'Italia
È stato rappresentato come le tre proposte di legge italiane (A.C. 48, 2187, 2270) all'esame della XIII Commissione Agricoltura esporrebbero l'Italia al medesimo rischio di infrazione, con conseguenze economiche devastanti: 39.097 allevamenti distrutti, 41.500 posti lavoro eliminati, oltre 8 miliardi di euro di perdite nel decennio, cancellazione di tradizioni UNESCO.
Il Dott. Canaparo ha mostrato piena comprensione della complessità giuridica e ha confermato che la questione sarà portata all'attenzione delle autorità competenti, sottolineando l'importanza del rispetto del principio di proporzionalità e della coerenza tra normativa nazionale e diritto dell'Unione.
4. Il sistema DPA/NON-DPA: un modello europeo funzionante
Il Dott. Valvassori e il Prof. Marabelli hanno illustrato il funzionamento del sistema di identificazione e tracciabilità (Regolamento 2021/963, D.Lgs. 134/2022), evidenziando come la distinzione tra equidi DPA (Destinati alla Produzione Alimentare) e NON-DPA (esclusi dalla filiera) garantisca già:
Protezione assoluta per il 72,5% degli equidi italiani, registrati volontariamente come NON-DPA;
Tracciabilità individuale completa: microchip, codice UELN, passaporto equino, registro trattamenti;
Controlli al 100%: ante mortem e post mortem veterinari;
Conformità record: 96,4% in Italia, superiore a tutte le altre filiere zootecniche.
Il Prof. Romano Marabelli ha definito questo sistema un "modello di eccellenza mondiale", sottolineando come renda i divieti assoluti non solo superflui, ma controproducenti.
LE DICHIARAZIONI: "ABBIAMO FATTO LA STORIA"
Il Presidente Vittorio Carpegna ha dichiarato:
"Quando abbiamo costituito la FEI il 25 marzo scorso, in molti ci hanno guardato con scetticismo. 'Chi siete? Dove sono le grandi confederazioni?'. Oggi, quaranta giorni dopo, siamo all'Ambasciata d'Italia a Bruxelles, al cospetto dei massimi rappresentanti istituzionali, a discutere di accordi commerciali internazionali e procedura di infrazione europea. Questo non è un risultato. È la storia di questo settore che si sta scrivendo in questi giorni. E la stiamo scrivendo noi."
L'Avv. Erik Stefano Carlo Bodda ha aggiunto:
"Per la prima volta nella storia del settore delle carni equine europeo, una filiera nazionale porta ai vertici istituzionali un'analisi giuridica del livello dei grandi studi legali internazionali. Ottanta pagine di parere su un caso che farà giurisprudenza: la violazione greca degli articoli 34-36 TFUE. Abbiamo dimostrato, documenti alla mano, sentenze della Corte di Giustizia alla mano, che i divieti assoluti sono illegali secondo il diritto dell'Unione. Il Dott. Canaparo lo ha compreso perfettamente. Ora la Commissione dovrà agire. E quando lo farà, avrà creato un precedente che proteggerà tutte le filiere europee dalle derive ideologiche. Questo è fare la storia del diritto alimentare europeo."
Il Dott. Paolo Cavasin ha sottolineato:
"Siamo orgogliosi di rappresentare una filiera che ha il 96,4% di conformità. Non sono slogan. Sono controlli veterinari, microchip, passaporti, tracciabilità totale. Abbiamo mostrato alle istituzioni cosa significa eccellenza europea. E l'hanno riconosciuto."
IL RUOLO DELL'ON.LE SARDONE E DI NABA CARNI
Un ringraziamento particolare è stato espresso alla On.le Silvia Sardone, che ha messo a disposizione della FEI la sua esperienza istituzionale e i suoi contatti, comprendendo la portata non solo economica ma culturale e giuridica della minaccia rappresentata dai divieti ideologici.
Il contributo di NABA CARNI S.p.A. è stato determinante: leader europeo con stabilimenti in Italia, Polonia e Argentina, cinque generazioni dal 1929, rappresenta la dimostrazione che qualità, benessere animale, tracciabilità e redditività possono coesistere.
I PROSSIMI PASSI
Nei prossimi giorni la FEI procederà con:
Presentazione formale dell'esposto alla Commissione UE (DG SANTE/AGRI) per infrazione contro la Grecia;
Richiesta di audizione presso Commissione AGRI Parlamento Europeo;
Coordinamento con filiere equine di Francia, Belgio, Spagna, Polonia per fronte comune europeo;
Prosecuzione azione presso XIII Commissione Agricoltura italiana.
CONCLUSIONI: QUARANTA GIORNI CHE HANNO CAMBIATO LA STORIA
L'incontro del 5 maggio 2026 all'Ambasciata d'Italia a Bruxelles non è un evento. È uno spartiacque storico.
Quaranta giorni fa, la Filiera Equina Italiana non esisteva. Oggi siede ai tavoli tecnici dei massimi livelli istituzionali europei, discute di MERCOSUR e CETA, presenta esposti alla Commissione per procedura di infrazione, porta analisi giuridiche che faranno giurisprudenza.
Come ha sintetizzato il Presidente Carpegna: "Non abbiamo raggiunto un risultato. Abbiamo fatto la storia."
Questa è la dimostrazione che quando si ha dalla propria parte il diritto, la scienza, le evidenze e la competenza professionale, non servono tessere sindacali, manifestazioni di piazza, slogan urlati. Serve lavorare seriamente. Documentare rigorosamente. Proporre responsabilmente.
La battaglia della FEI è la difesa dello Stato di diritto europeo contro derive ideologiche che sacrificano libertà economiche, tradizioni culturali e – paradossalmente – benessere animale.
Fonte:
Filiera Equina Italiana (FEI)